19 agosto 1913. Morti bianche al cantiere della “Direttissima”

Nel triennio compreso tra il 1911 ed il 1913 venne realizzata la ferrovia Genova – Milano detta la “Direttissima” che attraversò il territorio comunale. Un’opera pubblica imponente che occupò numerose maestranze, impiegate in un duro lavoro nei cantieri ferroviari. Il 19 agosto 1913, i lavori di costruzione dell’importante infrastruttura vennero funestati da un tragico incidente: nove operai travolti dal crollo di parte del ponte in costruzione sul torrente Scrivia. Due furono i morti. La notizia ebbe ampia eco sulla stampa locale: «…Verso le nove di stamane (19 agosto 1913 ndr.) si diffuse fulmineamente la notizia, che un grave disastro edilizio era avvenuto sul tronco ferroviario Tortona – Arquata, che è oramai pressoché ultimata. Era crollata una vòlta del ponte in costruzione sul torrente Scrivia, ponte sul quale passerà la nuova direttissima Milano – Genova. La notizia qui giunta era assai impressionate: si parlava di numerosi operai travolti nella rovina dell’impalcatura, che era caduta sul greto del torrente da 20 metri circa d’altezza, si parlava inoltre di molti i morti e di parecchi feriti… Il disastro avvenne verso le 8,30 uno degli archi del grandioso ponte, e precisamente il terzo dei quattordici di cui è composto, è crollato, travolgendo ben nove operai che stavano distribuendo il sovraccarico costituito di circa undicimila mattoni. Tale arcata era ancora in corso di costruzione, mentre le altre due prime si trovano pressoché ultimate. Il ponte sarà lungo 309 metri e gli archi hanno una luce di 19 metri. Assuntrice della costruzione del secondo lotto della Arquata-Tortona è la impresa del Comn. Luigi Cavanna di Cuneo… dunque, tutto ad un tratto la pesante armatura della volta cedette e sprofondò sul greto del torrente con un enorme fracasso. Fu un momento terribile, impressionante: quanti si trovarono presenti al tragico crollo rimasero come inebetiti per alcuni istanti. Gli operai che lavoravano attorno alle altre arcate accorsero e vennero immediatamente organizzate le prime operazioni di salvataggio. Tutti si diedero al lavoro con lena per disseppellire gli infelici che di sotto alle macerie invocavano soccorso. Man mano che venivano estratti dalle macerie, i feriti ricevevano le prime cure dai medici Baratta, Marugo e Bussi e dal personale della Pubblica Assistenza accorso da Serravalle… I feriti venivano quindi trasportati in automobili o in vetture gentilmente offerte da proprietari dell’Ospedale San Giuliano, ove venivano visitati e medicati con cura dai sanitari, aiutati dagli infermieri, dalle suoredell’ospedale e del vicino asilo… Due dei nove operai dissepolti trasportati in grave stato all’ospedale, spirarono appena vi giunsero…. Essi sono: Giovanni Barile…, d’anni 37, nativo di Gavi,… Giuseppe Carrea…, d’anni 27, anch’esso nativo di Gavi… Dei sette feriti quattro vennero giudicati dai sanitari in pericolo di vita. Eccovi i nomi: Desiderio Balzia, … d’anni 47, da Guastalla,… Gio Batta Leale, … d’anni 39, da Vignole Borbera, Emanuele Durante,… d’anni 17, da Serravalle, Angelo Gabella, …, d’anni 19, da Serravalle. Meno gravi… Camillo Gemme, d’anni 17, da Vignole; Paolo Simonassi, d’anni 44, da Serravalle, Francesco Fossati, d’anni 14. Sulle cause del crollo nulla si sa…. Certo che una causa vi deve essere, fortuita fin che si vuole, ma che evidentemente ha determinato il rilascio della travatura: o materiale deteriorato o il peso gravante, anziché al centro, tutto da un lato… L’impresa Cavanna assicura che l’arcata caduta è stata eseguita collo stesso tipo di centine (armature), cogli stessi operai, colle stesse norme d’arte delle altre due finite e disarmate… Sul luogo fecero la prima inchiesta il Pretore di Serravalle, il Tenente dei R.R. C.C. Vaudero, ed in seguito il Giudice istruttore di Novi, Avv. Girimele, col Procuratore del Re, Avv. Cav. Desciora…».[1]

LA STAMPA, 20 agosto 1913

«…Ieri, nella vicina Gavi Ligure, hanno avuto luogo le solenni onoranze funebri alle disgraziate vittime del disastro di Serravalle…, Carrea Giuseppe e Barile Giovanni. Ali funerali parteciparono varie Associazioni e Confraternite del paese, il consigliere provinciale generale comm. Federico Sartore, Il Sindaco comm. Eugenio Fossati, colla Giunta e Consiglio comunale, il cav. geometra Virgilio Bertoglio, gli ingegneri G. Maria Celle e O. Montefiore. Per le Ferrovie dello Stato, il geom. A. Balbi, pel Municipio di Serravalle Scrivia, l’avv. Bruschini ed uno stuolo di serravallcsi e gaviesi. Parlarono il generale comm. Federico Sartore, il Sindaco Fossati, l’ing. Montefiore ed altri…»[1].


[1] La Stampa, nr. 234, del 24 agosto 1913, pag. 2, senza firma.

[1] La Stampa, nr. 230, del 20 agosto 1913, pag. 6, senza firma.

Il disastro della Direttissima

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