La Polifonica di Serravalle Scrivia

La Polifonica, fondata dal Maestro Luigi Bolchi, nacque negli anni Settanta, come Nuova Corale Serravallese, con un gruppo di una trentina di Cantori provenienti dal Coro Parrocchiale creato negli anni precedenti dal padre, l’organista Mario Bolchi. Ben presto si aggregarono numerosi giovani coristi e alcuni orchestrali locali (amatori e componenti della Banda) ed il repertorio mutô gradatamente dal Sacro e dai Cori Alpini (giá orchestrati ad otto voci) a quello Lirico- Sinfonico. Entrarono poi a far parte dell’orchestra numerosi professionisti, molti dei quali provenienti dall’Orchestra del Carlo Felice di Genova. Nel 1980 il complesso era diventato gigantesco: oltre centotrenta coristi e settanta orchestrali: assunse il nome di Polifonica di Serravalle Scrivia e si costituí in Associazione.

La finalitá dichiarata e sempre perseguita fu quella di portare la Grande Musica a quella fascia di pubblico che non poteva recarsi nelle sale da concerto, perché distante dalle offerte musicali dei grandi centri o perché tradizionalmente esclusa dalla fruizione musicale e privata di occasioni di arricchimento culturale. Effettuò durante più di trent’anni di attività, circa duecento concerti in Italia e all’estero – tra essi Torino, Milano, Genova, Pavia, Novara, La Spezia, Piacenza, Asti, Pisa, Mantova, Lodi, Sanremo, Rapallo, Lavagna, Argenta, Borgomanero, Galliate, Casale Monferrato, Santena, Grugliasco, Vinovo, Ciriè, Giaveno, Castellamonte, Stresa, Alba, Voghera, Tortona, Novi Ligure, Casalmaggiore, Crema, Lissone, Limbiate, Cernusco sul Naviglio, Gallarate, Pontremoli, Wohlen, Chiasso, Mendrisio, Lugano (Svizzera) e Feldkirch (Austria). Numerosissime le esibizioni nei comuni dell’alessandrino e nello stesso capoluogo dove, nel 1997, si è esibita in occasione della visita del Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.

Il repertorio, funzionale alla grande massa corale e orchestrale, risultava di grande effetto ed impatto emotivo, spaziando dal barocco alla musica del Novecento, dai compositori russi alle opere dei grandi Maestri  tedeschi dell’Ottocento e del Novecento, dalla tradizione lirica italiana alle più note e suggestive opere di carattere sacro.

La Polifonica di Serravalle si configurò come una sorta di gigantesco Laboratorio Musicale, rappresentando il frutto di un’esperienza culturale e di lavoro, che coinvolse, non solo musicalmente, un’intera comunità. Tutto era volto alla realizzazione di un’attività concertistica che comportava, ovviamente, lo studio dei brani musicali, il reclutamento di musicisti e coristi ed il proporsi come prodotto musicale nei più disparati contesti urbani e sociali (chiese, fabbriche, auditori, piazze, teatri). Prestando attenzione alla composizione sociale della Polifonica è possibile comprendere perché la definizione di Laboratorio Musicale fosse realistica ed efficace: i coristi effettivi erano quasi tutti dilettanti. La maggioranza erano serravallesi, gli altri provenivano da molti comuni limitrofi. Tra i componenti dell’orchestra pochi erano di Serravalle; gli altri, come già accennato provenivano dall’orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova, dal Conservatorio di Alessandria, o dai centri della nostra provincia o di quelle vicine. A completarlo, di volta in volta, intervenivano solisti, scelti fra cantanti di rilievo nazionale, a seconda del repertorio, sacro profano, richiesto dall’attività concertistica.

Di fatto, per tutto il tempo della sua attività, la Polifonica di Serravalle fu l’unico complesso sinfonico corale della Provincia di Alessandria.

Un complesso e un’attività del genere comportavano costi considerevoli che in parte erano coperti dai finanziamenti della Regione Piemonte e dal Comune di Serravalle Scrivia, in parte da importanti sponsor, come la KME, La SPAD e altri, in parte da donazioni di privati che amavano la musica.

Quando negli ultimi tempi cominciarono a venire meno le sponsorizzazioni, a causa delle crisi economiche o delle mutate attenzioni della politica verso le attività culturali, l’attività rallentò fino alla cessazione che avvenne nel 2014.

Uno dei primi articoli dedicati dalla stampa alla Polifonica
Il Concerto a Stresa

Fonti: Ricordi, foto e documentazioni personali; Sito del Comune di Serravalle; articoli di stampa

La Polifonica e Wagner

La Polifonica. Ricordo nel venticinquesimo anniversario (2005) di chi non c’era più.

Ricordando il Maestro Bolchi

Ricordo di un ex corista. Un concerto … che mi vide spettatore

2020: the end.

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Benito Ciarlo

Calabrese di Montalto Uffugo (CS), dov'è nato nel 1950. Vive a Serravalle Scrivia (AL) dal 1968. Ha lavorato In Europa Metalli (ex Delta) come esperto di tutela dell'ambiente e responsabile della prevezione degli infortuni sul lavoro, svolgendo anche le mansioni di responsabile delle pubbliche relazioni. Appassionato di dialetti italiani e di Letteratura Medievale, ha svolto numerose serate di divulgazione delle opere di Dante Alighieri presso la Biblioteca Allegri. Insegna "Divina Commedia" all'Università della terza Età UNITRÈ Arquata-Grondona. Ha scritto e pubblicato Racconti e Raccolte di Poesie (in lingua e vernacolo) .