GUALCO, Giacomo

Politico, Presidente della Regione Liguria, Deputato – (Serravalle Scrivia, 10 dicembre 1936 – Cadepiaggio, 6 novembre 2911)

Nato a Serravalle dopo la guerra si trasferisce a Genova dove si diploma ragioniere nell’Istituto Tecnico Commerciale Antonio Piccardi. Il ricordo di quei tempi da parte di Beppe Costa, politico genovese, ex piccardino come Gualco, è simpatico e singolare.

«Lo ricordo da giovane in moto con il giubbotto di pelle che arrivava a scuola con chili di focaccia acquistati all’ingrosso per rivenderla ai compagni. Fu un grande politico, a un certo punto della sua carriera politica era uno che per Genova contava veramente».

Giacomo Gualco (Mimmo per i familiari), di professione commercialista, si iscrive ben presto alla Democrazia Cristiana, dove ha modo di conoscere e legarsi politicamente a Paolo Emilio Taviani.

La sua carriera politica lo vede prima eletto consigliere al Comune di Genova nel 1971, ricoprendo il ruolo di assessore all’Assistenza, poi insediarsi nel Consiglio Regionale della Liguria dalla II alla V legislatura (1975/1995), sempre nel gruppo DC.

Nel 1981 entra a far parte della giunta regionale come Assessore alla Sicurezza sociale, Formazione professionale e Cultura (dal 28.09.1981 al 12.05/1983), poi nel 1983 è Vice Presidente della Giunta Regionale con delega all’Urbanistica (dal 12.08.1983 al 24.7.1985) nella III legislatura.

Nell’85, durante la IV legislatura, per Gualco iniziano i problemi. Già a giugno il mondo politico/giudiziario ligure è inquieto. L’ex giunta regionale di Teardo, in carica dall’81 all’83, è sotto la lente d’ingrandimento della giustizia, Gualco, sotto indagine per presunti illeciti a Framura, è prosciolto, mentre in Consiglio Regionale l’elezione del nuovo Presidente dell’Assemblea, vede protagonisti alcuni franchi tiratori fra le fila democristiane.

La Stampa del 19 giugno 1985

Il mese successivo, come spesso accade quando si ricoprono ruoli politico/amministrativi di rilievo, Gualco incappando in un’altra inchiesta giudiziaria con l’accusa di peculato relativa al finanziamento dei corsi ptofessionali, viene arrestato il 23 luglio.

23 luglio 1985. Stampa sera.

Notevoli sono le reazioni politiche. Gualco è sospeso dal proprio partito e la tensione sale alle stelle.

La Stampa dà la notizia dell’arresto di Gualco. 24.07. 85
Lo stesso articolo ingrandito

La carriera politica di Gualco sembra irrimediabilmente compromessa. Resta in carcere due settimane, poi finisce agli arresti domiciliari. Ma Gualco non ci sta, reagisce con veemenza, come si può dedurre dall’articolo sottostante, dove chiama a correità tutta la giunta.

La Stampa. 3 ottobre 1985.

La vicenda giudiziaria si chiude, in due tempi, favorevolmente per il serravallese. Nell’86 viene assolto dall’accusa di peculato e corruzione.

La Stampa. 10 dicembre 1986. L’assoluzione dall’accusa di peculato e corruzione relativa ai corsivi formazione professionale

Tre anni dopo arriva l’assoluzione per l’accusa di evasione fiscale.

La Stampa 08/12/89. Assoluzione per evasione fiscale

Il riscatto di Gualco è totale. La DC, persa la provincia ed il comune di Genova, si ricompatta dietro di lui per la presidenza della Regione al termine delle elezioni regionali del 1990.

La Stampa. 11 settembre 1990

La lotta con il PSI è feroce, ma la Democrazia Cristiana la spunta.

La Stampa. 19 settembre 1990. Gualco verso la presidenza della Regione Liguria

Tuttavia la crisi dentro lo scudo crociato è evidente. La sinistra del partito è scontenta per non avere alcun ruolo di prestigio.

La Stampa 25 settembre 1990.

Il 28 settembre Gualco è Presidente della Giunta Regionale per la V legislatura. Non vi resterà per molto. Da tempo accarezza l’idea di entrare in parlamento. Ci riesce con l’elezione a deputato nell’XI Legislatura, nelle liste della Dc, grazie al risultato uscito dalle urne alle politiche del 5 aprile 1992, ma è sfortunato. Il 23 aprile inizia il suo incarico parlamentare, ma quella è la legislatura più corta di sempre. In Italia si scatena il ciclone tangentopoli che spazzerà via per sempre un’intera classe politica. Nella tabella sottostante si riportano i suoi incarichi parlamentari.

Dal sito della Camera dei Deputati

La DC si dissolve il 16 gennaio 1994 sotto i colpi della magistratura. Martinazzoli il 18 gennaio dà vita al Partito Popolare, dove affluisce la maggior parte dei parlamentari, ma 22 deputati guidati da Mastella e Casini fondano il Centro Cristiano Democratico il 19 gennaio 1994, orientato più verso il centro destra. Gualco è fra questi e il 23 gennaio i due big ex democristiani formalizzano con un congresso la nascita della nuova formazione politica. Tre giorni dopo Silvio Berlusconi dalle proprie emittenti dichiara la propria discesa in politica. L’undicesima legislatura si chiude. L’anno precedente un referendum aveva costretto i parlamentari all’adozione di una nuova legge elettorale (legge Mattarella). Con la fine di quella legislatura si chiude lo scenario della cosiddetta Prima Repubblica per aprirne uno completamente nuovo al quale Gualco non riesce a partecipare. Tangentopoli colpisce anche lui. L’accusa riguarda un finanziamento illecito in francobolli (per un controvalore di 60 milioni di lire) durante la campagna elettorale del 1992. Il processo vede tutte e tre le fasi di giudizio.

Nel settembre 1995 in primo grado arriva la condanna a tre anni di reclusione per il reato di concussione. In appello il reato è derubricato a corruzione con una condanna a un anno e dieci mesi.

La Stampa. 12 dicembre 1996

Si arriva in Cassazione. Gualco è assolto con formula piena.

La Stampa. 21 gennaio 1999. Gualco è assolto con formula piena

Abbandonata la carriera politica Gualco ritorna a dedicarsi alla libera professione, come stimato commercialista. Si spegne il 6 novembre 2011, a Cadepiaggio all’età di 75 anni, lasciando la moglie Gianna, i figli Antonella, Barbara e Simone e le adorate nipotine Emanuela e Valentina.

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Riccardo Lera

"Io nella vita ho fatto tutto, o meglio un poco di tutto" (Uomo e galantuomo di Eduardo De Filippo) Pediatra, scrittore per diletto, dal 2002 al 2012 assessore alla cultura di Serravalle Scrivia; ex scadente giocatore, poi allenatore e ora presidente del Basket Club Serravalle.