GROSSO, Michelangelo

Politico, Sindaco – (Serravalle Scrivia, 2 novembre 1930 – Novi Ligure, 17 aprile 2017).


È figlio di Giuseppe (noto come Giovanni) ed Elvira Ghiotto. Giovanni è un muratore, nato e cresciuto presso Cascina S. Giovanni, al confine tra gli abitati di Serravalle Scrivia e Arquata; la madre Elvira è figlia di un noto personaggio stazzanese (u Ricu d’in Buca d’Osi) allevatore e commerciante di bestiame.
Ultimo di tre figli, nel 1944, all’età di soli tredici anni, vede trucidati alla Benedicta i fratelli Enrico (classe 1922) e Pietro (classe 1925); il recupero delle salme, vissuto in prima persona, segna in modo indelebile la sua vita. Ugualmente importante sarà il rapporto con il Prof. Giacinto Guareschi, padre di Marco, coetaneo dei fratelli, anch’egli catturato alla Benedicta, ma deportato e deceduto nei campi di concentramento nazisti.
Dopo la Liberazione, Michelangelo prosegue gli studi a Genova, conseguendo il diploma di perito industriale.
Successivamente frequenta la scuola di macchinista delle Ferrovie dello Stato e viene assunto presso la Stazione S. Bovo di Novi Ligure, dove lavora ininterrottamente fino al 1988. Nel 1963 sposa Marialuisa Barisone, dalla quale avrà due figli: Enrico (ingegnere, docente universitario presso l’università di Sassari) ed Elena (dirigente scolastico ad Aosta).

Si avvicina alla politica e al Partito Socialista Italiano alla fine degli anni sessanta e qui trova un importante riferimento nella persona di Antonio Giolitti, del quale è referente territoriale per diversi anni. 

Il risultato elettorale delle elezioni amministrative del 1975  lo porta alla guida del Comune di Serravalle Scrivia, a capo di una giunta di sinistra PCI-PSI . Il quinquennio 75-80 è segnato da eventi importanti quanto difficili: l’alluvione dell’ottobre 1977, la questione Oli Gastaldi/Ecolibarna, triste preludio delle problematiche ambientali che si sarebbero meglio delineate negli anni successivi, e la fine della Serravalle industriale quale elemento trainante l’economia serravallese durante il boom degli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale.

La volontà di mantenere viva nella comunità serravallese la memoria degli orrori nazifascisti è una costante della carriera politica di Michelangelo. Promuove la realizzazione del Monumento al partigiano Mario Roberto Berthoud, il rifacimento della Cappella dei Martiri della Benedicta (vedi immagine più in basso) e la piazza dedicata alla famiglia Guareschi (sarà inaugurata dal Sindaco Riccardo Austa).

Il Sindaco Umberto Piccabellotti con Michelangelo Grosso e Antonio Giolitti

Come esecutore testamentario della famiglia Guareschi, e in onore dei fratelli caduti, organizza visite di istruzione degli studenti serravallesi presso il Sacrario della Benedicta e presso i principali luoghi della memoria, in Italia e all’estero. Anche negli anni successivi al termine del suo mandato Michelangelo continuerà a portare la sua testimonianza presso le scuole della provincia e a lavorare a favore della  conservazione della memoria dei drammatici eventi della guerra di Liberazione.

Michelangelo Grosso accanto al Mausoleo dedicato ai Martiri della Benedicta

Negli ultimi anni della sua vita si dedica all’associazionismo, impegnandosi attivamente nella Società Bocciofila Serravallese.

Si ringrazia Enrico Grosso, serravallese e Docente Ordinario in Sistemi di Elaborazione delle Informazioni presso la Facoltà di Agraria dell’Università di Sassari, per le informazioni concesseci.

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Riccardo Lera

"Io nella vita ho fatto tutto, o meglio un poco di tutto" (Uomo e galantuomo di Eduardo De Filippo) Pediatra, scrittore per diletto, dal 2002 al 2012 assessore alla cultura di Serravalle Scrivia; ex scadente giocatore, poi allenatore e ora presidente del Basket Club Serravalle.