La scuola di Libarna ai tempi dei romani

Il bel romanzo ‘Il tempio e la spada’ di Rosario Magrì è in molte parti ambientato nei nostri territori e descrive con efficacia molti aspetti della vita ‘ai tempi dei romani’ ed in particolare della vita di Libarna. Riportiamo qui uno stralcio che descrive la scuola e, seppur brevemente, espone le modalità di attuazione del tempo di questo servizio sociale.

……… Mia madre invece seguiva criteri diversi. Dopo la morte di mio padre s’era affrettata ad iscrivermi alla scuola tenuta da Anneo Basso nel vicolo del Tempio.

Era una stanza grande, con le pareti imbiancate a calce, lunghe panche su cui sedevamo sbadigliando noi scolari e un seggiolone sopraelevato da una piattaforma di legno su cui sedeva sbadigliando il nostro maestro. L’ingresso era chiuso da una tenda rattoppata; un misero giardinetto mezzo inselvatichito ci separava dalla pubblica strada. I rumori di questa entravano liberamente nella scuola; in compenso i passanti potevano udire i più piccoli di noi ripetere in coro: «Uno e uno fanno due, due e due fanno quattro e così via
fino a sessantaquattro, per poi ricominciare da capo all’infinito.

Eravamo una ventina di ragazzi tra i dieci e i tredici anni.

Scrivevamo con lo stilo, tenendo sulle ginocchia le tavolette cerate. Il papiro costava troppo caro e ben di rado avemmo la soddisfazione di scarabocchiare con la penna intinta nell’inchiostro il retro di vecchi libri comprati a peso.

Un abaco di legno coi sassolini bianchi per i calcoli completava il semplicissimo arredamento dell’aula che ci accoglieva dall’alba a mezzogiorno per otto mesi l’anno, salvo i Saturnali, le feste di Minerva e di Bacco e i giorni di mercato, oltre alle solennità straordinarie.
I nostri parenti pagavano otto assi al mese ad Anneo Basso, che per quella somma si impegnava ad istruirci. E’ vero peraltro che nelle ore libere egli arrotondava lo scarso stipendio con le funzioni di pubblico scrivano, senza di che sarebbe certamente morto di fame. La sua opera era soprattutto richiesta nella scrittura di testamenti, dato che egli era uno dei pochi che conoscessero bene le antiche formule prescritte dalla legge.

Ancor oggi non parlo di Anneo Basso senza ripugnanza. Era un individuo di statura inferiore alla media, col ventre prominente e un’ampia calvizie circondata da capelli lunghi e lisci. Parlava sempre con un sussiego che ci rendeva ancor meno comprensibili le disordinate nozioni che ci propinava. La sua passione era l’eloquenza: avrebbe voluto insegnare retorica in qualche scuola superiore ma l’ignoranza e la povertà lo tenevano inchiodato a quel ruolo che disprezzava. Di quest’umiliazione si vendicava facendo pesare su di noi la propria autorità. ……

MAGRÌ, Rosario

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