ZUCCOTTI, Pietro Leone Antonio

Pietro Leone Antonio Zuccotti (di Natale Zuccotti e Teresa Porta / Serravalle Scrivia, 28 giugno 1885 / Buenos Aires, 12 luglio 1953).

Falegname, politico socialista, Consigliere Comunale, Assessore Comunale.

Figlio di agricoltori, i contadini Natale Zuccotti e Teresa Porta, Pietro Zuccotti, nacque a Serravalle, il 28 giugno 1885. Terminata la scuola, imparò il mestiere di falegname. Si impegnò nella politica Serravallese nelle fila del Partito socialista, partecipò alla vita della sezione locale e tenne pubblici comizi di propaganda. Nel 1914 fu eletto in Consiglio comunale. Nel 1918, lasciò l’amministrazione comunale in quanto richiamato alle armi. Dopo la guerra, nel 1919, Zuccotti tornò a sede in Consiglio comunale (Nella foto a lato, tratta dalla collezione di Mauro Persano, un’immagine storica del Palazzo Municipale). Testimonianza della sua attività politica si trova nel verbale di seduta del 21 agosto, quando l’assemblea cittadina affrontò la questione delle dimissioni del Sindaco, Erasmo Trabucco. Nel corso del dibattito, con un intervento condiviso con il compagno Antonio Pallavicini, Pietro Zuccotti attaccò la Giunta ed il Primo cittadino, tacciati d’indolenza sull’esecuzione dei calmieri sui prezzi dei beni di più largo consumo. Nell’ottobre del 1920 Zuccotti, rieletto Consigliere, entrò a far parte della prima amministrazione comunale di sinistra della storia di Serravalle. Insieme ai socialisti Federico Balduzzi, Paolo Cavanna e Giuseppe Tagnin fece parte della Giunta comunale presieduta dal Sindaco Giuseppe Agretti.

Nella seduta del Consiglio Comunale del 31 luglio 1921, Pietro Zuccotti diede le proprie dimissioni irrevocabili dalla carica di Assessore, per “…divergenze di idee con alcuni componenti della Giunta…”. In Consiglio rimase il fratello Benedetto Zuccotti. Nella medesima riunione l’assemblea cittadina dovette prendere atto anche delle dimissioni di 4 Consiglieri, appartenenti alla minoranza: Luigi Mongiardini, Giuseppe Mongiardini, Agostino Ferrari e Carlo Sancristofaro. Nelle prime settimane del mese di giugno 1922 la brutalità scatenata dalla violenza politica dello squadrismo fascista, dilagante nel Paese, con il suo oscuro campionario di aggressioni verbali e fisiche, vessazioni ed arbitrii, nei confronti di lavoratori ed antifascisti quelli di sinistra, si materializzò drammaticamente anche per le strade di Serravalle. Tra i socialisti serravallesi più esposti vi era anche Pietro Zuccotti. Dagli insulti, alle minacce, dall’olio di ricino, ai manganelli, la parola passò drammaticamente alle rivoltelle. Nella notte dell’11 giugno 1922, in Via Cavour, cadde ferito a morte a colpi di arma da fuoco, un manovale giornaliero di 29 anni, Attilio Maccagno, originario di Gavi, residente a Serravalle. Forse ucciso nel corso di uno scontro tra fascisti e comunisti/socialisti, forse vittima di un tragico scambio di persona in un’imboscata fascista che intendeva colpire proprio il Consigliere comunale Pietro Zuccotti.

Nel mese di agosto del 1922, Pietro Zuccotti emigrò in Argentina, a Buenos Aires, dove visse il resto della sua vita e morì, il 12 luglio 1953.

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