La seta serravallese conquistò Londra.

Una delle prime realtà industriali presenti a Serravalle è probabilmente legata alla manifattura della Famiglia Raimondi. Roberto Allegri, in “Serravalle, due secoli di Storia” ne parla con chiarezza.

…sta il rilievo che fino al 1850 circa Serravalle, pur essendo ancora fortemente legata all’economia agricola, presentava ormai spunti consolidati perché in parte risalenti al secolo precedente, di natura industriale, come dimostra l’esistenza di due filande (una era la filanda Raimondi situata nel fabbricato d’angolo tra la Via Maestra e le Aie, oggi di proprietà Bottaro ed Ontano, l’altra era la filanda Scotto situata all’inizio dell’attuale via Palestro nel tratto settentrionale: entrambe allora sorgevano in prospetto alle Aie, perché la ferrovia non aveva ancora diviso questa piazza che dalla Contrada Maestra raggiungeva quindi le case poste a ridosso della Scrivia) e trentadue telai per produrre tele di lino con tutta la conseguente lavorazione (erano i prodromi della Manifattura che si installò poi nella regione Gambarato).

Alla famiglia Raimondi è dedicato il vicolo in prossimità dei fabbricati e delle servitù che furono di loro proprietà. Fra queste vi era anche Piazza Vittorio Veneto, meglio conosciuta come Piazza delle Aie o del Commercio e, più recentemente, del Monumento. Questo spazio a inizio dei secolo XIX era detto “Piazza dei Gelsi” e fu donato al Comune dai Raimondi, perché lì vi fosse il Mercato. Anche in questo caso ci soccorre Roberto Allegri.

Il 5 gennaio 1844 il doppio consiglio deliberò di “acquistare dal Cavalier Giacomo Rajmondi, dimorante in Novara, un Corpo dì Casa e Palazzi con giardino, Caseggiato rustico, corte ed Aje annesse con grossi gelzi…, si tratta delle Aie per le quali è pubblico e notorio che la famiglie Rajmondi per ispirito patrio e per una tale acquiescenza ha da tempo immemorabile lasciato ad uso pubblico costantemente aperte quelle Aje ossia piazza pei mercati e fiere e per passaggio e permanenza di Truppe, per feste popolari e per ogni altro sfogo alla popolazione la quale ristretta tra la Scrivia e il monte dell’antico Castello non avrebbe nello stretto ed angusto recinto del suo Abitato altro più libero ed ampio spazio per Munirsi in ogni sua pubblica contingenza. Se lo comprasse un privato, potrebbe, diversamente dai Rajmondi, chiudere i suoi fondi, e, lasciando verificarsi tale evenienza, non si farebbe l’interesse pubblico, anche perché in quel luogo aperto, se diventasse di proprietà comunale, potrebbe stabilirsi un pubblico peso non abbandonandone l’esercizio a mani private. Il comune potrebbe riservarsi di alienare successivamente il fabbricato, la corte e i giardini e ritenere soltanto le Aje”. Cosa che poi avvenne: la piazza infatti si chiama anche Le Aie.

Ma è dalla lettura del tomo XXXIV delle “Memorie della Reale Accademia delle Scienze di Torino” del 1829 che si ricava la notizia più curiosa.

Un capitolo viene infatti dedicato, a firma di Francesco Lancisa, all’industria della Seta. In una nota si fa presente come a Serravalle vi fosse un filatoio, di proprietà della Manifattura Raimondi, dove venivano lavorate e prodotte le “sete torte” di Serravalle, apprezzate soprattutto a Londra.

Si premette che la parola organzino nasce da Organzi, il nome medioevale della città di Urgenc nel Turkestan, dove un tempo c’era un famoso mercato della seta; oggi identifica un filato, fatto da due o più fili di seta con torsione destra, accoppiati e torti con torsione a sinistra con quattro giri al centimetro. Detto questo pare dunque che l’organzino di seta made Serravalle Scrivia non avesse rivali. Il Lancisa riferisce che i Serravallesi del tempo attribuivano la particolare lucentezza del prodotto alla bontà delle acque della Scrivia.

Torna alla HOME

Riccardo Lera

"Io nella vita ho fatto tutto, o meglio un poco di tutto" (Uomo e galantuomo di Eduardo De Filippo) Pediatra, scrittore per diletto, dal 2002 al 2012 assessore alla cultura di Serravalle Scrivia; ex scadente giocatore, poi allenatore e ora presidente del Basket Club Serravalle.