ASINARI ROSSILLON DI BERNEZZO, Germano
Germano Asinari di Bernezzo (fu Mario e Graziella Constantin de Magny / Susa, 17 febbraio 1905 / ? 1994).
Nobile, Colonnello dei Carristi, Pluridecorato al Valore Militare, ferito ed invalido di guerra.
Serravalle ed il suo territorio, sin dall’Ottocento, andarono affermandosi come amena ed ospitale località, dal clima particolarmente temperato dalla calura estiva, ideale per trascorrere periodi di villeggiatura per facoltose e nobili famiglie provenienti dalle città della Liguria, della Lombardia e di altre zone del Piemonte. Durante la Seconda Guerra Mondiale, in particolare con l’inizio delle campagne angloamericane di bombardamento aereo sul nord Italia, altre famiglie si spostarono a Serravalle, risiedendo in dimore di proprietà oppure affittando immobili ad hoc, soprattutto per la sua strategica posizione al centro del “triangolo industriale”, servita dalla Strada Regia, dalla ferrovia e, in particolare, dalla “Camionale”.

Tra questi, vi è memoria della famiglia del Colonnello Germano Asinari Rossillon di Bernezzo, rampollo di uno dei casati nobiliari più titolati ed antichi del Regno d’Italia, figlio terzogenito del Duca Giuseppe Mario Asinari Rossillon di Bernezzo, e nipote di Giacomo Antonio Asinari Rossillon di Bernezzo, nobile, militare di carriera, Sindaco di Torino nel 1828. Germano Asinari e la moglie, Mariella Bertoraglia, agiata donna di casa, di stimata famiglia parmense, sfollarono a Serravalle Scrivia il 20 luglio 1944, proveniente dal Comune di Compiano, in provincia di Parma: il capoluogo emiliano aveva subito il suo primo bombardamento aereo il 23 aprile. Presero casa a Villa Sant’Antonio, nella zona di Via Gavi. Con loro, il figlio Vittorio Asinari, classe 1935, in età scolare.
Germano Asinari Rossillon di Bernezzo, nacque a Susa, tra le montagne del Torinese, il 17 febbraio 1905, figlio terzogenito dell’illustre Giuseppe Mario Asinari Rossillon di Bernezzo, nobile, Generale di Corpo d’Armata delle Truppe Alpine e Primo Aiutante di Campo Generale del Re Vittorio Emanuele III, e di Graziella Constantin de Magny, discendente da una delle principali famiglie nobiliari piemontesi, Dama di Palazzo della Regina, Elena di Montenegro. (Nell’immagine, Germano Asinari di Bernezzo in divisa da Capitano dei Carristi, 1941-1942 ca.).
Il giovane Germano, fu educato secondo valori di lealtà a Casa Savoia, di fedeltà alle tradizioni cattoliche, di servizio alla Patria. Come lui la sorella Miranda, classe 1901 (futura moglie del Marchese Carlo Filippo Zamboni di Salerano) ed i fratelli, Giacomo, classe 1903, ed Adriano, classe 1911. Il padre, Ufficiale, veterano della Guerra Italo – Turca e della Prima Guerra Mondiale, nel 1927 fu scelto da Re Vittorio Emanuele III quale Primo Aiutante di Campo Generale, altissimo incarico che mantenne sino al 1940, per raggiunti limiti di età. Per adempiere ai propri doveri, tra i quali la sicurezza personale dei Reali, egli si trasferì con la famiglia nell’appartamento di servizio a lui assegnato nel Palazzo del Quirinale. Germano, poco più che adolescente, cresciuto in una casa ove si respirava politica, in un’Italia avvelenata dalle conseguenze economiche e sociali dalla Prima Guerra Mondiale, che viveva la crisi irreversibile dello Stato Liberale, si avvicinò al movimentismo fascista, quale forza antiproletaria ed antagonista della lotta di classe d’ispirazione socialista, formata ai valori del patriottismo, del combattentismo, del cameratismo. Il 28 ottobre 1922 egli partecipò alla “Marcia su Roma”, l’azione violenta ed eversiva con cui gli squadristi reclamarono per il loro “Duce”, Benito Mussolini, la guida del Governo: pretesa che venne assecondata dal Sovrano. Germano Asinari, chiamato al servizio militare, fatta propria la tradizione di famiglia, intraprese la carriera nel Regio Esercito, Cadetto della Scuola Allievi Ufficiali. Divenuto Ufficiale delle truppe Alpine e successivamente dei Carristi, avrebbe combattuto in tutte le guerre dell’Italia fascista. Sotto le insegne del Regio Esercito si distinse per capacità e coraggio, conseguendo per la sua condotta esemplare, una Medaglia d’Argento ed una di Bronzo al Valore Militare, oltre a 2 Croci di Guerra al Valor Militare. Durante la Seconda Guerra Mondiale anche i fratelli Adriano e Giacomo Asinari Rossillon di Bernezzo servirono come Ufficiali. Il primo, nei ruoli di Complemento dell’Arma di Fanteria, per poi divenire dirigente del Ministero della Sanità; il secondo, invece indossò l’uniforme dell’Aeronautica Militare, per concludere il proprio cursus honorum con il grado di Generale di Brigata. Tutti avrebbero contribuito, con la loro condotta, a consolidare la chiara fama d’uomini d’Arme del loro casato che in meno di due secoli di storia al servizio dei Reali, si vide riconoscere 11 Medaglie d’Argento al Valore Militare e 6 di Bronzo, oltre all’Ordine Militare di Savoia.

Nel 1929, Germano Asinari combatte in terra di Libia, territorio conquistato durante la guerra Italo – Turca del 1911-1912, ma dove proseguiva la ribellione armata delle tribù locali che tenacemente resistevano all’occupazione italiana. Sottotenente di Complemento del IV Battaglione Libico, il 26 maggio del 1929, a Bir Sciueref, in Tripolitania, si distinse per il coraggio e lo spirito d’iniziativa:
“…Trovandosi in un presidio arretrato, e visto atterrare un apparecchio portante a bordo l’ufficiale osservatore gravemente ferito, di propria iniziativa ne prendeva il posto, e giunto sul luogo del combattimento, concorreva efficacemente all’azione, bombardando e mitragliando a bassa quota i ribelli…“.
(nell’immagine, velivoli dell’aviazione coloniale italiana in volo nei cieli del Nord Africa). Per la sua condotta fu decorato con la Medaglia di Bronzo al Valore Militare. Il combattimento di Bir Sciueref – Umm El Kel si inserisce nel quadro delle operazioni messe in atto dai Comandi Militari Italiani nei territori a sud di Tripoli, per contrastare e reprimere l’attività dei ribelli, che colpivano con rapidi scorribande, per rifugiarsi altrettanto velocemente nel deserto. Il piano italiano era conquistare le fonti d’acqua per sottrarle al sostentamento degli avversari, porsi a caccia dei guerriglieri sul loro terreno e snidarli dalle oasi al riparo delle quali si accampavano, in particolare le colonne del pericoloso capo indigeno Hamed Sef En Nasser. Teatro della resa dei conti fu la zona desertica compresa tra i pozzi d’acqua delle oasi Sciueref e quelli di Umm El Kel.
Con il deflagrare della Guerra Civile Spagnola, coerente con i suoi ideali monarchici e cattolici, Germano Asinari rispose alla chiamata alla mobilitazione fascista nel conflitto iberico, in chiave antibolscevica ed antirepubblicana. Il Tenente piemontese si arruolò nel “Corpo Truppe Volontarie” (nell’immagine, un reparto del CTV in Spagna), lo schieramento di miliziani italiani che militarono al fianco delle armate golpiste d’estrema destra di Francisco Franco. Anche il fratello, Giacomo Asinari di Bernezzo, Ufficiale d’Aeronautica, partecipò alla Guerra di Spagna.
Germano Asinari si distinse più volte sul campo, in azioni di combattimento contro le brigate della resistenza repubblicana che comprendevano anche volontari antifascisti italiani. Tra il 17 ed il 19 aprile 1938, nella zona di Tortosa, in Catalogna, nel nord-est del Paese:
“…Ufficiale di collegamento di una colonna celere chiamata ad operare lontano dalle basi, assolveva il suo compito con ardimento e perizia . Per tutta la durata dell’azione avanzava con i primi elementi della colonna, sprezzante del pericolo…“.
Con questa motivazione gli venne riconosciuta una Croce di Guerra al Valore Militare. Nei mesi successivi, sui fronti del Levante iberico e del fiume Ebro:

“…Ufficiale di elette virtù militari di eccezionale, tempo e coraggio ha preso parte attiva in numerose azioni, distinguendosi ovunque per capacità tenacia e valore personale… Chiese ed ottenne ripetutamente di eseguire importanti ed arditissime ricognizioni imponendosi all’ammirazione dei soldati Legionari e nazionali. Le sue doti di ardimento rifulsero più splendenti nelle azioni per la occupazione di Barracas e Corbera alla quale contribuì fornendo tempestivamente all’artiglieria dettagliate, minuziose e precise informazioni sull’ubicazione di carri armati, mortai e centri di resistenza nemici, che riuscì a determinare percorrendo con eccezionale ardimento zone insidiose vivacemente battute dal nemico…“.
Così si guadagnò una Medaglia d’Argento al Valore Militare.
Nella Seconda Guerra Mondiale, Germano Asinari transitò nei reparti dei Carristi. Anche nel deserto africano non mancò di mettere in luce le sue doti di militare. Promosso Maggiore in Servizio Permanente, viene assegnato alla 101° Divisione Motorizzata “Trieste”. Il reparto, dal giugno del 1940, è schierato sul fronte delle Alpi occidentali, in Francia, in Val d’Isere. Successivamente viene divisa tra la difesa costiera della Puglia e il fronte della Grecia. Dal 1941 la 101° è integralmente inviata in Africa Settentrionale, a Segnali ed a Bir Hacheim.

Gli uomini della “Trieste” lottarono duramente con gli inglesi nell’assedio di Tobruk e presero parte ai combattimenti del drammatico ripiegamento italo-tedesco. Con il 1942 è sui campi di battaglia ad Agedabia, Bengasi, Bir Belafarit, Got el Ualeb, ed ad El Alamein. Incalzata dal nemico divenuto inarrestabile ripiega dal fronte libico-egiziano. Nella primavera del 1943 si spende nelle battaglie in Tunisia tentando inutilmente di contenere l’avanzata nemica in Africa Settentrionale.
Il 13 marzo 1943, Asinari prese parte alle operazioni di Mareth, in Tunisia, nei giorni immediatamente precedenti il furioso attacco sferrato dalla 8° Armata Britannica contro le fortificazioni della “Linea del Mareth”, edificate dai francesi ed occupate dalle truppe dell’Asse. Aiutante di Campo della Fanteria Divisionale:
“…il cui Comando veniva sottoposto ad intensa azione di spezzonamento e mitragliamento abassa quota, provvedeva personalmente ad azionare un’arma contraerea, finchè rimaneva gravemente ferito da proiettile esplosivo…“.
Lo sprezzo del pericolo dimostrato, gli valse la concessione di una seconda Croce di Guerra al Valore Militare. La gravità delle lesioni riportate lo rese invalido di guerra. La sua unità sarebbe stata sciolta il 13 maggio 1943, arresasi agli Alleati, in territorio tunisino: sarà la fine della presenza italiana in Africa e non solo. Gli Americani sbarcano in Sicilia ed iniziarono a risalire la Penisola. La guerra dell’Italia era irrimediabilmente perduta. Il 25 luglio, Mussolini sfiduciato dai suoi Gerarchi, rassegna le dimissioni al Sovrano, che ne ordina l’arresto. Il Regime è finito. L’8 settembre 1943, il nuovo Capo del Governo, Badoglio, firma l’Armistizio con gli Angloamericani. I Reali e l’Esecutivo riparano a Bari e nel Meridione liberato nasce il “Regno del Sud”. In mancanza di ordini chiari da parte degli Alti Comandi, le truppe italiane sbandano. I nazisti reagiscono rapidamente occupando il centro ed il Nord Italia, liberano il Duce e lo pongono a capo della Repubblica Sociale Italiana, stato fantoccio asservito alla volontà germanica. Per grande parte della nazione si apre il baratro della guerra civile in chiave antipartigiana. Germano Asinari, come moltissimi soldati ed ufficiali italiani, fedele ai Savoia, rifiuta di aderire al nuovo Esercito Repubblicano, a rischio della fucilazione o della deportazione nei lager del Reich. “Traditore badogliano”, così vennero appellati con disprezzo dai nazifascisti quei militari che non vollero collaborare con la RSI, è ricercato dalle Autorità di Salò. Allo stesso tempo, il suo rango nobiliare ed i suoi trascorsi fascisti, lo esposero anche al rischio di ritorsioni partigiane. In realtà un cugino di Germano, Demetrio Asinari di Bernezzo, si era unito alla Resistenza, Partigiano combattente, della formazione “Comando Piazza Torino – Organizzazione Franchi”, una rete spionistica collegata con i servizi segreti inglesi che, dall’inverno del 1944, operò in diverse città del Nord, coordinata da Edgardo Sogno.
Lunghi e difficili mesi trascorsero nella quiete apparente di Villa Sant’Antonio e, terminata la guerra, il 10 luglio 1945, la famiglia di Germano Asinari fece ritorno a Roma. Nella Capitale era in gioco il futuro della Monarchia. L’Italia liberata dal nazifascismo aveva intrapreso la via del ritorno alla democrazia. Il 21 giugno 1945, il Regno aveva un nuovo Governo di unità nazionale, guidato dal comandante partigiano Ferruccio Parri, succeduto al dimissionario Ivanoe Bonomi. Il 10 dicembre, sarebbe toccato ad Alcide De Gasperi costituire il suo primo Gabinetto, in carica fino al 1 luglio 1946. La Monarchia era sopravvissuta all’abbraccio nero con il Regime mussoliniano ed alla disfatta bellica, ma un referendum avrebbe rimesso alla volontà popolare la scelta della forma di governo dell’Italia di domani: monarchia o repubblica. Sin dal 1944, gli Asinari si mobilitarono per dar vita ad un movimento politico culturale d’ispirazione monarchica, Movimento Monarchico Italiano, fondato dal Conte Giorgio Asinari di San Marzano. Il 9 maggio 1946 il Vittorio Emanuele III abdicò in favore del figlio Umberto II. Il 2 giugno si svolsero le elezioni politiche ed il referendum istituzionale. L’Italia si volle Repubblica. Il 13 giugno, il “Re di maggio” lasciò Roma per l’esilio in Portogallo. Dal 1948 la Legge cancellò il valore giuridico dei titoli nobiliari, ciò nonostante la famiglia Asinari di Bernezzo conservò a lungo stima e rispetto di ampi settori della società italiana.
Fonti:
Archivio Storico del Comune di Serravalle Scrivia
file:///C:/Users/filippobertone/Downloads/Studi_Piemontesi.pdf
https://www.storicang.it/foto-del-giorno/linea-controversa_16646
https://decoratialvalormilitare.istitutonastroazzurro.org/#
www.partigianiditalia.cultura.gov.it
“Situazioni ed avvenimenti nel Sud Tripolitano. Primavera 1929”, in “Rivista Militare Italiana”, Anno III, novembre 1929, nr. 11
https://www.anpi.it/libri/le-guerre-coloniali-libihttps://fronti.parmaintempodiguerra.it/guerra/esercito/divisionetrieste
https://fronti.parmaintempodiguerra.it/guerra/esercito/divisionetrieste
http://www.regioesercito.it/pages/rediv101.html
https://archivi.polodel900.it/entita/Organizzazione%20Franchi
https://www.geni.com/people/Giuseppe-Mario-Asinari-Rossillon/6000000166441743382
https://www.geni.com/people/Demetrio-Asinari-di-Bernezzo/6000000156761762840
https://www.geni.com/people/Vittorio-Asinari-di-Bernezzo/6000000206261294845
https://www.geni.com/people/Giacomo-Asinari-Rossillon/6000000221190226096
https://www.geni.com/people/Germano-Asinari-Rossillon/6000000221190382874
https://www.geni.com/people/Adriano-Asinari-Rossillon/6000000221190330955
https://www.geni.com/people/Miranda-Asinari-Rossillon/6000000221190500821
https://www.retearchivibiellesi.it/entita/4609-movimento-monarchico-italiano
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