Benedicta fucilati e deportatiMonumenti, Lapidi, SacrariOltregiogo

I monumenti partigiani di Nicola Neonato

Nicola Neonato, anche se oggi non gode della fama che meriterebbe, fra gli anni ’50 e ’80 ha testimoniato con la sua arte gli eventi principali della lotta partigiana in Liguria e Alto Piemonte. Oltre ad essere stato prescelto per affrescare la Cappella Cattolica nel campo di Dachau.

NIcola Neonato

Il mio rapporto con Neonato è stato quello di una giovane nipote che ne frequentava la casa, grazie alla zia Anna Maria Inglese, sorella di mia madre. E’ stata la stretta relazione di mia zia con mia madre Fernanda a permettermi di frequentare uno zio che, ai miei occhi di bambina appariva burbero, di poche parole e (andavo prevalentemente in estate) se non impegnato con la barca, sempre intento a disegnare o dipingere. Come racconto nel sito web che ho scelto di dedicargli, mio zio Nicola studiava molto le opere classiche e le sue case erano piene di collane di libri d’arte. Una volta lo trovai alle 7 del mattino, nell’atelier della casa di Rapallo, inondato di sole, intento a sfogliare volumi d’arte, forse per trarne ispirazione per qualcosa cui stava lavorando. Io mi stupii molto di questo “studio” dell’artista; oggi mi rendo conto, considerando la vastità e la consistenza della sua opera, che questo studio sostanziava e arricchiva le sue scelte.

Neonato ha spaziato dal disegno alla pittura e alla scultura, ha realizzato bozzetti, caricature, quadri, gessi e opere di proporzioni notevoli, ha affrontato temi privati, pubblici, religiosi. La sua opera non è solo quella di pittore, ma quella di un artista che ha esplorato tante e diverse prospettive. Il mio obiettivo, qui e, più in generale, con il sito web che ho realizzato insieme alla webmaster Teresa Turano e allo storico dell’arte Diego Savani, è quello di fare in modo che la sua eredità non venga dimenticata.

In particolare, con  questo contributo per Chieketè, cerco di riassumere la sua produzione dedicata al ricordo della Resistenza nelle valli Lemme, Borbera e Scrivia.

Val Lemme, monumento ai Martiri della Benedicta

Il monumento è illustrato in dettaglio sul sito tedesco dedicato alla Benedicta1. Le figure scolpite (a bassorielievo o ad altorilievo) da Neonato sono plastiche e corpose; le scene riportate sono immediate, vivide, fortemente drammatiche. La prima stele rappresenta l’atto della fucilazione, la seconda le conseguenze delle morti, scheletri e ossa. La prima stele è tragicamente dinamica, la seconda tragicamente statica. In particolare, questa seconda stele riporta quanto emerge da fotografie d’epoca reperibili in rete, rendendo plausibile l’ipotesi che Neonato, attivo nella Resistenza col nome di battaglia di Pollaiolo, avesse un’idea ben precisa dello svolgimento di certi eventi, con i quali ha fatto i propri conti attraverso l’elaborazione artistica, da taluni critici considerata una funzione catartica.2

Val Borbera, Stele Commemorativa della Battaglia di Pertuso

L’imponente stele del Pertuso a Cantalupo Ligure fu eretta  in memoria della brigata garibaldina  Pinan Cichero e delle popolazioni locali  coinvolte nella lotta partigiana. Nella parte inferiore sono riportate le iscrizioni con i nomi dei caduti. La parte superiore, scolpita, reca in basso a destra, anche se poco leggibile, la firma dell’artista.

Il monumento richiama alla memoria, per struttura e dimensioni, la colonna traiana, in cui si succedono in forma elicoidale tutti gli eventi che hanno condotto alle vittorie imperiali. Con i suoi tredici metri di altezza, è un’opera maestosa che, nello spirito di un artista infiammato di orgoglio popolare, voleva celebrare il coraggio e la partecipazione di chi si è sacrificato nelle vallate, a rischio della vita. Non un imperatore, un potente, ma il popolo e le sue gesta vengono celebrati con un monumento imponente. Non è facile immaginare come la realizzazione di un monumento così complesso sia stata possibile; probabilmente all’epoca Neonato poté essere aiutato in loco, anche se, a mia conoscenza, non ha mai avuto assistenti né ne ha mai avuto bisogno, essendo un artista che amava lavorare individualmente per poter esplicare il suo spirito creativo.3

Cantalupo Ligure, Monumento a Fiodor Poletajev

Fëdor Andrianovič Poletajev è stato un partigiano sovietico che nel luglio del 1944,  internato  nei pressi di Tortona, contattò alcuni esponenti della Resistenza e  raggiunse i partigiani sull’Appennino ligure; andò a combattere nella  Brigata Oreste della Divisione Garibaldi Cichero, poi  nel  distaccamento Nino Franchi. Il 27 ottobre 1944 il suo distaccamento prese posizione a Roccaforte Ligure, prima in val Borbera, poi a ridosso delle Gole di Pertuso. Cadde nella Battaglia di Cantalupo, il 2 febbraio 1945, mentre stava proteggendo  alcuni compagni. Avanzò infatti ad arma scarica  verso i mongoli che attaccavano, spaventandoli in lingua russa. Grazie a una serie di circostanze fortuite fu ritrovata la famiglia, invitata a Genova, il 2 febbraio 1963, accompagnata  dall’ambasciatore sovietico in Italia Korizev e accolta dal sindaco di Genova Pertusio, che dedicò a Fëdor una piccola via, Via Fiodor,  tra Corso Aurelio Saffi e Via Corsica, nei pressi della Fiera di Genova, nel quartiere di Carignano. Nel 1978 il sindaco di Cantalupo Ligure, Carniglia fece elevare un monumento a Fëdor a Cantalupo Ligure commissionando il lavoro allo scultore e partigiano Nicola Neonato, Pollaiolo.4

Le sculture di Neonato ripropongono, come in altre sue opere, scene di guerra, fucilazioni, soldati con gli elmetti della Wehrmacht. In questo caso però compare in primo piano, sulla sinistra, una figura femminile che avanza accompagnata da bambini e rappresentanti della popolazione civile: forse un segno di speranza per il futuro e per le nuove generazioni.

Serravalle Scrivia, Stele in onore di Roberto Berthoud

Mario Roberto Berthoud, serravallese, apparteneva alla Divisione Garibaldi Cichero, poi Pinan Cichero, e aveva contribuito a creare il CLN Comitato Liberazione Nazionale (CLN) a Serravalle Scrivia. Catturato dalle Brigate Nere il 28 dicembre del 1944 e portato a Genova, dove fu interrogato sotto tortura dalla Gestapo nella Casa dello Studente, spirò  per le conseguenze delle torture subite il 25 gennaio del 1945, nel carcere genovese di Marassi.

La stele dedicata da Neonato a Mario Roberto Berthoud corrisponde a una precisa cifra stilistica in cui si narrano gli eventi, creando una sorta di rievocazione storica del fatto, mentre al culmine della stele compare il ritratto del protagonista. L’effetto visivo è molto simile a quello del monumento a Varalli e Zibecchi a Milano, in Piazza Santo Stefano.

Novi Ligure. stele in ricordo dei caduti della Benedicta e dei deportati nei lager;  monumento ai caduti della Guerra di Liberazione

Il monumento rievoca i tragici fatti della Benedicta e la conseguente deportazione di molti partigiani durante il rastrellamento della Pasqua del 1944. La Presidente dell’Anpi novese, Graziella Gaballo, ha proposto di collocare la stele nel parco all’interno del plesso scolastico di via Urbano Rattazzi, intitolato ai Martiri della Benedicta, per esprimere visivamente  le ragioni e le motivazioni stesse dell’intitolazione della scuola.5

Anche questa stele ripropone lo stile di Neonato, dinamico nella sua tragicità: in basso i soldati e i fucili, in alto gli scheletri e le ossa. Nel mezzo il testo rievocativo della strage. Lo scultore non si limita a proporre volti e corpi, ma ricostruisce, sia pure nel piccolo, le situazioni che hanno condotto alla strage. Lo studio dei classici greci, romani e della tradizione scultorea italiana si riconosce nella capacità di riprodurre i corpi nei loro tratti essenziali e nella selezione di oggetti o visioni simbolo per rappresentare la tragica realtà.

Il monumento ai caduti della Guerra di Liberazione, posto su una base di granito, si erge come una struttura rettangolare coperta sui lati e nella parte posteriore da lastre di pietra più scure rispetto a quelle della parte frontale. Nel punto più alto del lato principale vi sono sei bassorilievi in bronzo (ormai verdastri a causa dell’ossidazione) che raffigurano scene di guerra con soldati delle varie divisioni (fanteria, alpini, …). Lo schema costruttivo è quello tipico dei monumenti di Neonato, con un basamento che innalza la struttura scultorea, nella quale come sempre vengono rappresentate scene della guerra vissuta dallo scultore partigiano.6

Conclusioni
Portofino – Chiesa parrocchiale di S. Martino

Lo scopo di questo contributo è quello di non dimenticare il nome e l’opera di un artista che si è impegnato intensamente a documentare un periodo storico tanto rilevante per le nostre vite attuali. Soprattutto la mia generazione ha fruito di un lungo periodo di pace e mai avrebbe immaginato di essere circondata da guerre vicine e prossime, minacciose e ripetute. Il periodo attuale rende attualissima l’opera documentale di Neonato che, come segnalato su una sua biografia riportata sul sito del Comune di Borzonasca, ha poi ripiegato la sua forza creativa su tematiche religiose tratte dalla Bibbia, costruendo altari e portali in molte chiese liguri.La forza e l’energia del carattere di un uomo di montagna, cresciuto nelle difficoltà economiche e sopravvissuto a molte asperità, si è trasformata nella forza ed energia di un artista capace di rappresentare realtà tragiche e realtà storiche in modo autentico e con uno stile inconfondibile. Il mio contributo si chiude con un appello alle amministrazioni: vorrei fossero apposte, là dove mancano, delle targhe indicanti nome e date di nascita e morte dell’autore, vista la presenza e la rilevanza dei monumenti.

Zoagli Sant’Ambrogio – Altare della parrocchia
Ringraziamenti

Si ringraziano quanti hanno postato materiali e foto relativi gli episodi della Resistenza, che mi hanno permesso di ricostruire l’opera artistica di Neonato. Si è cercato di citare tutte le fonti, in caso contrario si provvederà a rettificare. Per ulteriori approfondimenti cfr. nicolaneonato.it

  1. https://resistenza.eu/massaker-benedicta/ ↩︎
  2. Per una dettagliata ricostruzione storica si rimanda a https://www.chiekete.eu/2025/02/12/benedictaserravallesi-lascelta/
    https://www.chiekete.eu/2024/04/05/inaugurazione-zonamonumentalebenedicta/
    https://www.reteparri.it/wp-content/uploads/ic/RAV0053532_1990_178-181_06.pdf ↩︎
  3. Una dettagliata ricostruzione degli eventi e dei protagonisti è reperibile sul sito https://www.isral.it/wp-content/uploads/2018/11/pertuso_borghettoborbera.pdf con menzione dell’autore della stele ↩︎
  4. Liberamente tratto da:   storiaminuta.altervista.org/molti-alzarono-le-mani-mentre-leroico-partigiano-sovietico-fiodor-colpito-al-cuore-cadeva-morto/ ↩︎
  5. Foto e testo  liberamente tratti da :
    cfr.https://www.ilmoscone.it/2024/04/traslocata-la-stele-a-ricordo-della-benedicta/
     https://www.panoramadinovi.it/la-stele-dei-martiri-della-benedicta-ricollocata-nella-scuola-in-via-rattazzi-le-foto/#iLightbox[gallery28848]/0 ↩︎
  6. Foto e testo da https://www.pietredellamemoria.it/pietre/monumento-ai-caduti-della-guerra-di-liberazione-di-novi-ligure/ 
    https://www.inchiostrofresco.it/wp/2023/04/25/ricordato-il-25-aprile-a-novi-ligure/
     https://www.pietredellamemoria.it/pietre/monumento-ai-caduti-della-guerra-di-liberazione-di-novi-ligure/ ↩︎

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