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Enzo Marciante, fumettista e illustratore

Senza scomodare gli antichi Egizi e i loro geroglifici, possiamo collocare a fine Ottocento la nascita di quello che comunemente chiamiamo “fumetto”. Dagli USA ben presto arriva in Italia.. Dapprima i testi, spesso in rima, erano scritti sotto le vignette e solo più tardi fu adottato il “baloon” la nuvoletta (fumetto, appunto) nella quale collocare le battute. Dagli esordi sui quotidiani passarono a vita autonoma attraverso gli albi e finirono per assumere i contorni del fenomeno di massa negli anni Cinquanta del secolo scorso. Tra i primi e più longevi “Il Corriere dei Piccoli” seguito da “Il Monello” o L’Intrepido” destinati a durare decenni. Lo scopo di quelle vignette semplici e colorate era principalmente quello di divertire e, benché accusati di influenzarli negativamente, riuscirono a conquistarsi un sempre maggiore gradimento da parte dei più giovani. Tra questi, Enzo Marciante, oggi affermato fumettista e illustratore. Ce lo racconta lui stesso nel suo buen retiro di Voltaggio che frequenta da sessant’anni e al quale ha donato il simpatico personaggio del leprotto che caratterizza il logo della locale Pro loco.

“Negli anni ’50 non sapevo ancora leggere, sono del ’46, ma dalla nonna mi facevo leggere i fumetti dell’epoca “Il Corriere dei Piccoli” e poi “Cocco Bill” di Jacovitti affascinato nello scoprire in un disegno una realtà alternativa, quella del mondo dei sogni “.

Jacovitti è stato il suo inconsapevole maestro dal quale apprendere le regole su come muovere i personaggi, un po’ come nel teatro dei burattini.  Come diceva un altro famoso fumettista, Andrea Pazienza “Il fumetto è un’arte che ti permette di recitare, dirigere, illuminare e scrivere contemporaneamente su un foglio di carta.”

Già alle elementari (allora si chiamavano così) ebbe modo di rivelare questa sua attitudine sollecitato dai compagni di classe: “Al tempo si regalava una valigetta di cartone che si apriva a formare un teatrino con i personaggi delle maschere da muovere con i fili, tipo marionette “. Stanchi dei soliti Arlecchino e Pulcinella i compagni gli chiedevano di disegnare nuove figure. “I primi personaggi sono stati guerrieri romani e greci legati agli elementari rudimenti di storia che ci venivano impartiti”. Forse è proprio su quei banchi che nasce la passione di Enzo per la storia. Il passo successivo è quasi un’illuminazione, una sliding door, destinata a indirizzare la sua carriera e la sua vita

Guardando la Porta Soprana ho riflettuto su quanta storia avrebbe potuto raccontare se solo avesse potuto parlare. Quella voce poteva essere la mia”.

“Quasi per gioco ma con tanto entusiasmo iniziò a trasportare in illustrazioni la storia di Genova introdotta dai personaggi del Pescatore Arturin e del suo fido Polpo Dispettoso. Risultato: circa 200 tavole che con l’incoscienza dell’esordiente ebbe l’ardire di proporre con successo alla casa editrice Sagep la quale non esitò a ricavarne quattro volumi (oggi raccolti in uno unico). Poco più che ventenne Enzo si trovò a scegliere se accettare l’impiego presso la grande industria siderurgica per la quale aveva superato il periodo di prova o dar seguito alla sua passione. Il conferimento della Palma d’Argento al prestigioso Salone Internazionale di Bordighera (dietro Jacovitti Palma d’oro!) fu certamente d’aiuto nell’orientare la sua decisione. Nacquero così i quattro volumi delle folli avventure di Pisquino da Volasca, un bizzarro personaggio ambientato nel passato medievale di Genova.

“Pisquino sono io, o meglio, non rappresenta la mia vita ma me, i miei entusiasmi, i sogni, le avventure assolutamente folli che solo il fumetto mi permetteva di vivere. Rappresenta quello che avrei voluto essere”

. Gli anni Settanta hanno visto Enzo Marciante addentrarsi nel filone storico e affrontare personaggi come Cristoforo Colombo (con prefazione curata da Paolo Emilio Taviani) e Marco Polo. Curiosità, divertimento e senso del fumetto unite a rigore storico lo portano ad illustrare altri aspetti della città di Genova. Nascono così La Storia del Porto, La Leggenda di Genova, Genova nel Medioevo e una corposa Guida di Genova sempre in compagnia del mitico Nonno Arturin e dell’immancabile Polpo. La curiosità di cui si diceva lo porta ad esplorare altri e diversi ambiti del settore alternando l’attività di cartoonist a quella di illustratore progettando e realizzando tavole per le figurine Panini, il Sapientino, Il Corriere dei Piccoli e una incursione nel settore televisivo (Ape Maia).

“E’ semplicemente entusiasmante, per me che appartengo alla vecchia scuola, poter disporre delle opportunità offerte dall’informatica. Nel costruire le mie storie parto sempre dal foglio bianco e dal pennarello per tratteggiare i fondali ma poi li trasporto sul computer per collocarvi successivamente i personaggi e comporre le scene”

La propensione per l’informatica si traduce, a partire dagli anni Novanta, in animazioni multimediali a scopo didattico e divulgativo della lingua inglese come “Instant English” o “Speak English, please” senza contare il CD Rom “Romeo and Juliet” per il quale ricostruisce addirittura il teatro Globe.

Neanche in vacanza Enzo riesce a mettere da parte la curiosità storica. Della Sardegna ha apprezzato il mare e le spiagge ma è rimasto folgorato dall’interno e dalle vicende di questo antico popolo che ha illustrato in diversi e fortunate opere: Civiltà a confronto, Mandras la tomba dipinta e la graphic novel sulla Sardegna Nuragica di 3.000 anni fa Shardana La principessa C’sir e il mistero della Cassa Nuziale.

Sulla scia delle recenti produzioni, Dante all’Inferno e Paganini, alla soglia ormai dell’età adulta, non gli viene meno la voglia di divertirsi a esplorare nuovi personaggi che saranno oggetto delle prossime fatiche, come Andrea Doria, Enzo Piano e  la figura poco trattata di Simonetta Cattaneo Vespucci la bellissima Venere di Botticelli.

Numerosi i riconoscimenti all’estro creativo di Enzo come il “Premio biennale d’arte Aurelio Galeppini” o la Medaglia Città di Genova conferitagli nel 2023 anno della pubblicazione di “Madonna Ginevra” (dal Decamerone) con protagonista una signora genovese. Quello che più lo inorgoglisce è però la stima dimostratagli in più occasioni da studiosi come il compianto Tiziano Mannoni archeologo e storico medievalista, Giustina Olgiati storica dell’Archivio di Stato di Genova o ancora Antonio Musarra docente di Storia Medievale alla Sapienza di Roma che gli hanno offerto consulenza e amicizia. E come dice Enzo, con un po’ di pudore ma con tanto orgoglio “Sapere che uno come Barbero ha letto i miei libri… semplicemente non ha prezzo”

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