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Il medico che…ride! Vittorio Fusco e lo yoga della risata

Vittorio Fusco è un medico novese (qui la sua biografia), per oltre trenta anni oncologo presso l’ospedale di
Alessandria . Abbiamo già pubblicato su Chiekete la sua biografia. Torniamo a parlare con lui per saperne di più sullo Yoga della Risata.

Vittorio, ora sei noto come il “medico che ride”. Come è possibile, facendo l’oncologo?

Ho “fatto” per molti anni l’oncologo in provincia (seppur mantenendo un cordone ombelicale con il
mondo della ricerca, senza mai reciderlo), che è molto diverso dal farlo in un istituto accademico,
ed io sono grato alla sorte di avermi dato questa avventura: perché mi ha dato la possibilità di
esprimere la mia personale concezione di vicinanza ai pazienti. 
Una vicinanza che non sia solo di “empatia” (che già di per sé ha un significato talvolta ambiguo: è’
“tentare di mettersi nei panni dell’altro” – cosa difficilissima davanti a un paziente oncologico – o
invece “capacità di riconoscere e comprendere stati d’animo e sentimenti dell’altro”?), ma anche di
“simpatia” (il contagio emotivo, quello che fa percepire la disponibilità all’aiuto). 
Fatto sta che mi sono fatto la nomea del “dottore simpatico” (o meglio “oncologo simpatico”), ma
tanto – si sa – ai napoletani viene facile fare i “simpatici”… 
Questo sui napoletani a volte mi da un po’ fastidio, come tutti i luoghi comuni , ma – come si dice –
“che ce vuoi fa’ ?”.

Ma dalla simpatia alla risata c’è un bel po’ di differenza…

Negli ultimi quindici anni della mia carriera di oncologo mi sono “capitate” due cose che mi hanno
in parte cambiato la vita professionale
Primo : mi sono avvicinato alle Cure Palliative (quelle che erroneamente vengono chiamate “di fine
vita”… ma questo è un discorso lunghissimo…), con la sempre più precisa sensazione che
dovremmo andare invece incontro alle “cure simultanee” (anche qui, discorso troppo lungo…).
Secondo: in un momento difficilissimo per me (dal punto di vista umano e professionale) ho
“incocciato” lo Yoga della Risata, disciplina serissima (nonostante il nome), codificata 30 anni fa da
un medico indiano (il dottor Madan Kataria). Il dottor Kataria ha scoperto che la risata (prima
simulata, poi vera e spontanea, grazie al contagio), soprattutto se praticata in gruppo, può essere di
grande aiuto (senza aspettarsi miracoli…) verso un maggiore benessere psicofisico. E poi, volendo,
si può applicare nella quotidianità.
Io ho sperimentato questo potere della risata, in un primo momento con gli operatori sanitari
(medici e infermieri), che sono sempre più a rischio di “burnout”, cioè di esaurimento emotivo, che
sfocia talvolta nel “cinismo” verso gli assistiti ma anche ad una riduzione dell’efficienza lavorativa.
E poi – poco dopo – con i pazienti oncologici (anche quelli con malattia molto avanzata) e i loro
familiari / caregivers (che ne traggono un grande beneficio). Sono ormai dieci anni che andiamo
avanti in questo progetto ad Alessandria, grazie soprattutto alla collaborazione con Elisabetta
Grosso (una psicologa psicoterapeuta di Novi, che mi ha formato) e con Maura Como (una
infermiera di Alessandria, che è anche counselor e insegnante di mindfulness).

Elisabetta Grosso e Vittorio Fusco

Ma ora sei in pensione…

Eh si, ho deciso di andare in pensione appena possibile (avendo per fortuna riscattato gli anni di
laurea, a suo tempo) e ora mi sto dedicando gratuitamente – con tutta la passione che ho – alla
ricerca scientifica, alle attività sociali, al volontariato oncologico. E anche allo Yoga della Risata,
che mi sta dando un sacco di belle soddisfazioni.
E visto che sono un sostenitore indefesso del metodo scientifico (quanto ce ne serve, in questi tempi
bui…), cerco di dedicarmi anche allo studio delle basi scientifiche della risata e della valutazione
della sua efficacia in vari ambiti (non solo quello oncologico). Così mi ritrovo a studiare, studiare
e ancora studiare, tutti i giorni, non solo lavori sulle patologie tumorali e ossee (il mio campo di
ricerca prediletto) ma anche sulla “laughter therapy” (cioè le terapie complementari a base di risate,
umoristiche e non).
E ovviamente cerco di aiutare chi – tra i cultori dello Yoga della Risata – ha meno cognizioni
scientifiche, per superare preconcetti e diffidenze da parte di istituzioni e operatori sanitari: questa è
proprio una bella sfida !

In cosa consiste una sessione di “Yoga della Risata”?

Si tratta di sessioni della durata (in genere) di un’ora o un’ora e mezza, in cui si cerca di indurre a
ridere “senza motivo”, come un esercizio fisico. Grazie al contatto visivo, alla giocosità di gruppo
(si tratta di “ritornare bambini” per un po’ di tempo, in uno spazio protetto) e ad alcuni esercizi, si
arriva presto dalla risata indotta alla risata spontanea e coinvolgente.
Dopo una risata prolungata (di qualche minuto), sono state registrate modificazioni fisiologiche : in
particolare l’abbassamento del cortisolo, il cosiddetto “ormone dello stress” e invece liberazione di
sostanze ormonali “buone” (dopamina, serotonina, endorfine).
Il motivo per cui si chiama Yoga (pur non avendo niente a che fare con le “posizioni” dello Yoga) è
che alle risate si inframmezzano momenti di respirazione profonda (diaframmatica).
Con gli esercizi di risata, alternati a respirazioni profonde, miglioriamo il nostro benessere psichico
e fisico, e ci portiamo a casa anche degli insegnamenti per affrontare la vita quotidiana con
maggiore positività.
Invito tutti a venire a “provare”: una goccia di pratica vale più di fiumi di parole.

Dove è possibile provare lo Yoga della Risata?

Innanzitutto voglio sottolineare che i “club” dello Yoga della Risata sono in linea di massima aperti
a tutti e gratuiti (e questo non è poco, in questi tempi dominati dal dio denaro).
Questa disciplina può poi essere applicata (professionalmente) in tanti ambiti: case di riposo,
carceri, sostegno a soggetti diversamente abili, gruppi di pazienti con patologie specifiche, ecc.
Vi invito a venire a provarla al gruppo che si riunsce ad Alessandria (al Centro “La Casetta”, in via
S.G.Bosco) e a Novi alla SOMS (in via Cavanna). E a cogliere le occasioni che vi si presentassero
(ad esempio terrò una serie di sessioni con gli iscritti a Unitre di Arquata-Grondona tra febbraio e
marzo).
Personalmente, sto cercando di diffondere lo Yoga della Risata in ambito sanitario in diversi
ospedali e gruppi di lavoro, anche fuori Regione, perché– come sottolineato anche da una recente
pubblicazione scientifica – “è un intervento a basso prezzo e facile da implementare che può avere
potenziali benefici nel migliorare i sintomi psicologici (stress, ansia e depressione) e sintomi fisici
(dolore e affaticamento)” . Sono convinto che possa migliorare la qualità della vita degli operatori
sanitari e dei pazienti (oncologici, neurologici, ecc).
Ma soprattutto è qualcosa di facile da apprendere e applicabile da tutti. Se non mi credete…,
provate!
E Vittorio termina l’intervista con una sonora risata.

PER APPROFONDIRE

Benvenuti nell’Home Page di Yoga della Risata e Oltre

Lo Yoga della Risata

https://www.yogadellarisata.it/category/ricerche/

https://www.ospedale.al.it/it/comunicazione/notizie/ridere-per-curare-curarsi-allaou-al-levento-per-dieci-
anni-yoga-risata

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