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Il toponimo Arquata – alcune ipotesi

Ecco un minuscolo studio sul toponimo di Arquata, nato in seguito a perplessità suscitate dalla ricerca sull’acquedotto romano pubblicato qualche anno orsono (Sergio PEDEMONTE e Marco TREMARI, Il sistema idraulico di Libarna e il suo acquedotto, Comune di Arquata Scrivia, 2013, pag. 31, nota 57).

Crediamo che in Toponomastica la parola fine non esista e quindi si continuerà per sempre a dare significati diversi ai luoghi.

Gli archi non erano in Arquata ma attraversavano Libarna (BOTTAZZI 1808, p. 133) e forse
passavano nello Scrivia (BOTTAZZI 1815, p. 87).

Conclusioni
La Toponomastica è una materia scivolosa come specificato nella presentazione dell’articolo sull’acquedotto romano. Troppe variabili si intersecano e la Storia, di cui fa parte, è in continua evoluzione: pretendere di cristallizzarla è utopistico.
Gaetano Poggi, storico insigne e sindaco di Arquata, propendeva per il suo toponimo una soluzione che descrive lo stato di fatto del territorio.
Riteniamo che un piccolo insediamento, suburbio di Libarna, nacque con un riferimento al territorio e non al panorama esistente a due km di distanza, cioé agli archi dell’acquedotto.
Quindi il riferimento alla forma arcuata del “capo o promontorio” del castrum nel X secolo (vedere la tavola I in CANAZZA 2003, pag. 66), o alle strade esistenti in quel tempo, è il più probabile.


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