‘A pusiscioun – La processione
…E Gianni Bobbio, novantatré anni compiuti, continua a regalarci nuove poesie!
Al di là del loro valore poetico, i suoi componimenti, soprattutto quelli in dialetto, hanno molti e importanti significati e ci offrono interessanti spunti di riflessione. Ricordiamone almeno tre:
– la valorizzazione del dialetto, che Gianni ci propone attraverso uno studio meticoloso e attento riguardo all’uso delle parole e alla loro grafia;
– il recupero della memoria storica, delle tradizioni e della vita quotidiana della prima metà del Novecento, che sono l’oggetto delle sue composizioni, riproposti con estrema attenzione documentaria;
– il valore etico che sta alla base del suo lavoro e del suo poetare, per dirci che la voglia di riflettere e di ragionare non ha età e costituisce, a ben vedere, il senso profondo dell’essere umano.
A proposito di memoria storica e tradizioni, l’ultimo suo componimento ci ripropone il rito delle processioni, momenti di grande importanza non solo religiosa ma anche di socialità nell’Italia di qualche decennio fa.
Gianni l’ha composta pochi giorni orsono, e subito ce l’ha inviata e noi, prontamente, ve la riproponiamo (redazione Chieketè).

LA PROCESSIONE
Tanto, ma tanto tempo fa
a Serravalle esisteva una bella realtà
attirava gente e attenzione
la più grande processione.
La domenica di ferragosto
la facevano ad ogni costo
che sia stato nuvolo o sereno
andava sempre tutto bene.
Del Corpus Domini la Processione
che arrivava fin dalla stazione
piano piano andava giù
in piazza del Mercato girava in su.
Le suore con i bambini dell’asilo
bandiera in testa c’era lo Schilo
poi la Banda musicale
che suonava sempre uguale.
I Bianchi con cappa e gonfalone
tutto rattoppato come uno straccione
i Rossi, grande croce e campanelli
fan l’altalena con le campane.
Dopo il prete con l’ostensorio
diceva sempre il suo rosario
portavano il baldacchino
Gigino, il Luli, il Ciuci e il Lino.
Petali colorati lanciavano giù dalle finestre
rametti di fiori gialli di ginestre
dietro, in ogni tempo, Autorità
Maresciallo, Sindaco, Podestà.
La popolazione era sempre tanta
chi prega e chi canta
i vigili bloccavano tutte le strade
automobilisti molto incazzati.
La Processione adesso la fanno a Ca del Sole
per lasciar libera via Berthoud
però fan presto, ci dan una botta
non sono più le Processioni di una volta.
Completiamo questo articolo con un filmato realizzato da Paolo Grosso, che ha fissato alcuni momenti delle processioni serravallesi degli anni Ottanta del Novecento. In questo filmato, con l’aiuto del commento di Antonio Molinari , ricordiamo la figura dei portatori: rivediamo così i diversi “stili” con cui i membri delle confraternite sopportavano, con abilità e seguendo le diverse tradizioni liguri e piemontesi, il notevole peso dei Crocefissi e dei Gonfaloni.

Piano piano faremo le processioni e preghiere islamiche come a Genova grazie a questi nuovi comunisti di sx che di comunisti non hanno niente a quei tempi e io a Serravalle c’ero erano di sinistra ma non con queste ideologie un saluto al Gianni Bobbio il mio capo sul nostro lavoro Autostrade s.p.a al casello di Serravalle Scrivia