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L’amor pe’ i peccatori: Perdoneresti Hitler? «Beh … se fosse pentito …».

L’orientamento emerge da una ricerca sociale condotta sull’attualità di Dante Alighieri.

Realizzato dal sociologo e saggista Maurizio Scordino per le“Celebrazioni Dantesche”a 700 anni dalla morte del Poeta, L’amor pe’ i peccatori (già ammesso al premio“Il Maggio dei libri”, patrocinato dal Ministero dei Beni Culturali), è stato presentato anche presso la biblioteca “Allegri” di Serravalle lo scorso dicembre.

L’amor pe’ i peccatori è una ricerca filmata che ho realizzato recentemente in collaborazione con Alessia Carrea, la curatrice scientifica del progetto e Sergio Adreani: il web master serravallese che ha effettuato le riprese e il montaggio.
Un esperimento sociale frutto di un’intervista corale proposta a un nutrito, quanto eterogeneo campione di persone, distinte per sesso, scolarità, professione ed età, basata sulla percezione odierna dei principali temi che caratterizzano la Divina Commedia.
Tutti i partecipanti, che ovviamente non erano al corrente delle domande e che sono stati ascoltati singolarmente, hanno dovuto confrontarsi con il testo dantesco (opportunamente “tradotto” dalla Carrea), esprimendo il proprio parere su argomenti assai delicati contenuti nelle cantiche selezionate, quali: l’infedeltà coniugale, l’omofobia, la sessualità, la condizione femminile in ambito familiare, il fine vita e il senso del perdono.
Il tutto declinato su due piani entrambi molto impegnativi: per primo quello generale, inteso a conoscere il parere dei partecipanti sull’argomento in sé, passando quindi allo stadio successivo nel quale è stato loro chiesto di immedesimarsi nelle situazioni appena discusse, riferendo l’ipotetico comportamento, qualora ne fossero stati i veri protagonisti.
E proprio a questo proposito va rilevato come, se pure alcuni dei risultati ottenuti, considerata l’assoluta attualità del messaggio di Dante possano non stupire, altri lascino invece addirittura basiti (oltre che preoccupati!) per la loro … incredibilità.
Molte delle risposte che di seguito cercherò di commentare brevemente, infatti, sono risultate assai meno scontate di quanto si potesse immaginare.
Un dato obiettivamente attendibile, poiché il campione preso in oggetto (14 intervistati su una popolazione locale, quella del comune di Pasturana (AL), pari a circa 1200 abitanti), risponde pienamente alla proporzione sufficiente per effettuare sondaggi a rilevanza nazionale, dove in genere il campione intervistato è di circa 800 persone.
L’intera realizzazione del lavoro è stata poi caricata sul canale YouTube delle “Celebrazioni dantesche 2021” e la riportiamo anche qui:


Accedendo dalla relativa playlist, è inoltre disponibile anche la presentazione svoltasi presso la biblioteca “Allegri” di Serravalle, nella quale sono contenuti alcuni interventi qualificati a commento al lavoro stesso, incentrati appunto sull’attualità di Dante Alighieri e sul significato di “Classico contemporaneo”. Il commento generale, infine, è stato affidato a Lucina Alice, classicista e apprezzata docente di materie classiche presso il liceo “Amaldi” di Novi Ligure.

La locandina della serata nella Biblioteca Roberto Allegri di Serravalle

Analisi dei dati((Le percentuali esposte nella presente ricostruzione analitica a commento della ricerca effettuata (ritenuta sufficiente ai fini della comprensione e sostitutiva dei consueti, relativi, grafici),sono riferite al 100% delle risposte fornite dagli intervistati (raccolte in oltre sette ore complessive di riprese video) a tutti e dieci i quesiti proposti.))

L’amor pe’ peccatori, ossia il documento filmato definitivo del lavoro svolto (della durata di circa 45 minuti), riporta comunque in misura fedele l’orientamento generale del campione, sui temi danteschi trattati di volta, in volta. (N.d.A.)

Gustave Doré – Paolo e Francesca
  • Inferno, V. Paolo e Francesca

La prima domanda posta al campione era riferita all’obbligo di fedeltà, o meno, verso il partner abituale. Il 60% ha risposto negativamente (la fedeltà non dev’essere un obbligo), mentre il 40% si è invece espresso in maniera contraria.

Da rilevare, inoltre, che tra i sostenitori della fedeltà coniugale, l’1% del campione ha motivato tale scelta in quanto «ferirebbe» il partner, mentre un altro 1% di quanti invece si sono dichiarati favorevoli al tradimento: frutto di un sentimento incontrollabile, lo hanno ammesso purché senza sesso e «vissuto a distanza».

Uguale, invece, la percentuale tra uomini e donne che si sono espressi.

  • Inferno, V. Cleopatra e le altre

Alla domanda se invece le donne, oggi, possano considerarsi sessualmente più libere rispetto ai tempi di Dante, la risposta negativa è stata plebiscitaria (80%).

Molte delle risposte, tuttavia, hanno sottolineato che l’atteggiamento femminile (definito «oggi troppo disinvolto»), crea spesso fraintendimenti nei maschi.

Se l’educazione nei confronti dei figli debba essere identica indipendentemente dal sesso, invece, è stata una domanda sulla quale il campione si è spaccato a metà (50%) tra chi non ha dubbi sulla pariteticità dei sessi e chi, altresì, ritiene che nei confronti delle figlie(sia pure con finalità protettive e non discriminatorie), vadano adottate alcune restrizioni (cautele) in più. Interessante, quindi, la posizione del 2% del campione che curerebbe maggiormente l’educazione dei figli maschi, per quanto riguarda il rispetto delle donne e – soprattutto – l’accettazione dell’eventuale rifiuto.

  • Inferno, XVIII. Pier della Vigna
Gustave Doré – Pier della Vigna

Il quarto quesito proposto riguardava il diritto a decidere della propria vita.Il campione, in questo caso, ha visto una leggera prevalenza (55%) da chi lo ritiene un atto di debolezza, rispetto a quanti (45%) pensano che sia un atto di estremo coraggio. Il discorso cambia, invece, quando la domanda posta agli intervistati riguarda il diritto a una morte dignitosa in caso di malattia terminale. In questo caso il 70% del campione si è espresso favorevole all’eutanasia, contro un 30% all’interno del quale, però, non sono mancate posizioni favorevoli verso le cure palliative, come pure di obiettiva incertezza tra ciò che si ritiene giusto in astratto, o nei casi concreti.

  • Inferno, XV. Brunetto Latini

L’omofobia era l’argomento del quesito successivo, ossia se al giorno d’oggi gli omosessuali si trovino ancora costretti a subire un forte pregiudizio sociale. La risposta affermativa, in questo caso, è stata schiacciante sfiorando quasi il 90% di chi ha confermato la grande sofferenza di chi, anche oggi, vive la propria diversità.

Quando tuttavia si è chiesto al campione come avrebbero accolto l’eventuale dichiarazione di omosessualità da parte dei propri figli, a fronte di un 80% circa di persone che hanno risposto di non avere alcun problema, il rimanente 20% ha ammesso qualche difficoltà, non rapportata però al pregiudizio, bensì al timore di tutta la sofferenza che in tal caso i propri figli avrebbero dovuto subire.

Gustave Doré – PIccarda Donati
  • Paradiso, III. Piccarda Donati.

L’ottavo quesito è tornato invece sulla condizione femminile, domandando se ancora oggi, all’interno dei nuclei familiari, sia il maschio a ricoprire un ruolo prevaricante. È stato questo il solo caso nel quale il 100% degli intervistati hanno risposto affermativamente. In particolare, è stato evidenziato come nonostante l’emancipazione femminile sia attualmente un dato di fatto concreto, quanto fortunatamente irreversibile (almeno nella nostra società), la difficoltà da parte del maschio ad accettarla sia ancora a un livello decisamente preoccupante. Assolutamente identiche, invece, le percentuali al 50% tra quanti ritengono che la maggioranza delle donne si ribelli a questo stato di cose, contrapposti a chi reputa che le donne “rassegnate” siano in numero superiore alle altre.

  • Purgatorio, III. Manfredi

Il decimo e penultimo punto dell’intervista ha quindi affrontato il tema del perdono, chiedendo alle persone se un pentimento sincero dia sempre (e in ogni caso) diritto a ottenerlo. E qui, sia pure con qualche precisazione da parte di alcuni circa la necessità di valutare prima l’entità del fatto da perdonare, oltre che di acquisire il parere delle eventuali vittime del danno subìto, oppure di dover seguire il precetto religioso che invita appunto al perdono, il 70% degli intervistati (costituito in prevalenza da donne e giovani) si è dichiarato disponibile a “rimettere i peccati ai propri debitori”, opposto al rimanente 30% che si è espresso in maniera contraria.

  • Infine, l’ultima domanda posta agli intervistati è stata quella che ha generato – obiettivamente – lo stupore maggiore. Infatti, al quesito volutamente provocatorio: «Perdoneresti anche Adolf Hitler?», ben il 30% del campione si è dichiarato favorevole alla clemenza verso il Führer, seppure a condizione che lo stesso si fosse «sinceramente pentito» delle proprie azioni.

Senza appello, invece, il rigetto della domanda dal più cospicuo 70% degli interpellati.

Va rilevato, al riguardo, che anche in questo caso la prevalenza tra le persone per così dire più indulgenti era composta da giovani. La distanza storica dai fatti contestati a Hitler, evidentemente, oltre a una possibile mancanza di approfondimento in ambito scolastico e la sempre più scarna schiera di “testimoni diretti” della Shoah, è infatti possibile che abbia giocato un ruolo fondamentale alla base di questa scelta.