TORRE, Pietro

Avvocato, Docente universitario, Filosofo, Parlamentare del Regno di Sardegna

Pietro Torre (di Giuseppe Torre e Rosa Grillo / Serravalle Scrivia, 25 luglio 1803 / Serravalle Scrivia, 15 dicembre 1857).

Pietro Torre nacque a Serravalle Scrivia, il 25 luglio 1803, figlio di Giuseppe Torre e Rosa Grillo. Laureato in Giurisprudenza, scelse la carriera forense. Divenne avvocato. Intrapresa l’esperienza politica fu eletto Deputato del primo Parlamento Subalpino, eletto nel Collegio Serravalle – Rocchetta. Nel corso del suo mandato fece parte della Commissione permanente di agricoltura e commercio dell’assemblea nazionale. Presentatasi l’opportunità di assumere l’incarico di professore universitario, Torre lasciò lo scranno parlamentare dando le proprie dimissioni, per dedicarsi all’insegnamento. Come ricostruito nel testo di Telesforo Sarti, “Il parlamento subalpino e nazionale profili e cenni biografici di tutti i deputati e senatori eletti e creati dal 1848 al 1890 legislature XVI, con appendice contenente i profili e cenni biografici dei deputati e senatori eletti e creati durante le legislature XVII, XVIII et XIX, 1896“, Torre fu personaggio poliedrico: “…Delle legali e filosofiche scienze perito studiosissimo, distinto avvocato, professore di diritto penale e di diritto criminale (nominato nel 1849) nell’Università di Genova. Nella prestigiosa cattedra successe al genovese Domenico De Ferrari, magistrato, politico e accademico italiano. Deputato III Legislatura del Regno di Sardegna, fu membro eletto del Primo Parlamento Subalpino, iniziatore dell’Unità d’Italia, sino alle dimissioni presentate per dedicarsi all’attività accademica criminologica, cessando dal mandato il 15 settembre 1849. Congiunto e concittadino del precedente avvocato e professore esimio di giure, venne eletto a rappresentare il Collegio di Serravalle all’Assemblea Subalpina elettiva in principio della III Legislatura del Parlamento. Essendo però stato nominato professore di diritto criminale nell’università di Genova il 15 settembre 1849 cessò il mandato di deputato…“.

Dettagli sull’elezione del giurista serravallese si apprendono dagli atti con cui la Camera ne approvò l’elezione: “…L’avvocato Torre ebbe la maggioranza con 71 voti. In quest’elezione occorse che sette comuni fra i componenti il collegio non presentarono le liste del 1849, rivedute dal Consiglio comunale e decretate dall’intendente. L’ufficio opinò che l’appello doveva venire fatto sulle liste antiche dell’anno antecedente, nessun riguardo avuto alle modificazioni ad esse fatte dai Consigli comunali nella scorsa primavera, e ciò perchè le liste non rivedute dal Consiglio e non decretate dall’intendente non avevano nessun carattere d’autenticità. Di questa decisione il presidente dell’ufficio definitivo porgeva avviso agli elettori prima che si desse principio alla votazione, e nessun richiamo insorse in proposito;. dal che sembra potersi dedurre che nessuno degli elettori presenti sia stato colpito di esclusione. Per questa considerazione, e ritenuto che tutte le altre formalità furono colla massima esattezza osservate, il III ufficio fu di unanime avviso di proporvi la convalidazione della nomina dell’avvocato Torre Pietro a deputato del collegio di Serravalle…“. (https://storia.camera.it/regno/lavori/PDF/RI_LEG03/unica/00021.pdf). Queste, invece, le parole della lettera con cui Torre si congedò dall’emiciclo sabaudo: “…Illustrissimo signor Presidente, essendo stato io nominato professore reggente la cattedra di diritto penale nell’Università di Genova il giorno stesso in cui l’avvocato Nicolò Maggioncalda venne nominato reggente le due cattedre di economia politica e di diritto amministrativo nella stessa Università, ora che furono separate queste due cattedre S. M. si degnò di nominare professore effettivo l’avvocato Maggioncalda (Nicolò Maggiocalda ndr.), e nello stesso tempo volle degnarsi di accordare anche a me la qualità di professore effettivo, il che aumenta di 300 franchi annui l’onorario che io aveva come reggente. Mentre pertanto questa mia nomina, che mi venne con lettera ufficiale significata ieri, impedisce il pregiudizio che la nomina dell’avvocato Maggioncalda poteva arrecare alla mia anzianità, per altra parte essa, a termini dell’articolo 103 della legge elettorale, mi priva della qualità di deputato del collegio di Serravalle e Rocchetta. La prego pertanto di far noto alla Camera questa circostanza onde si provveda affinchè possa il detto collegio procedere alla nomina di un nuovo deputato…” (https://storia.camera.it/regno/lavori/PDF/RI_LEG03/unica/00599.pdf).

Successivamente alle sue dimissioni, nel seggio parlamentare lasciato vacante dallo studioso serravallese subentrò, Giulio Torre, anche egli avvocato e serravallese, congiunto del suo illustre predecessore, come narra sempre Telesforo Sarti, nel saggio “I rappresentanti del Piemonte e d’Italia nelle tredici legislature del regno, 1880″, ove in merito del neo eletto si legge: “…liberale, nativo degli antichi dominii della monarchia sarda, fu eletto a surrogare l’onorevole Pietro Torre, nella rappresentanza del Collegio di Serravalle alla Camera Subalpina dei Deputati lungo la III Legislatura del Parlamento. In esso non ebbe campo di segnalarsi e votò sempre secondo coscienza, rendendosi superiore alle considerazioni di partito. In ogni altro pubblico ufficio esercitato da lui diede prova mai sempre di sincero affetto al paese, di operosità e di intelligenza…“. La sua elezione non potè essere verificata per l’avvenuto scioglimento della Camera.

Pietro Torre morì a Serravalle Scrivia il 15 dicembre 1857. Riposa la cimitero vecchio di Serravalle dove una lapide marmorea ne commemora l’opera.