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AGRETTI, Giuseppe

Sindaco – (1920 – 1922)

Claudio Carlo in un suo lavoro su Mario Roberto Berthoud ci permette di conoscere qualcosa su Giuseppe Agretti, Sindaco del biennio rosso a Serravalle Scrivia

“L’11 ottobre 1920 il rosso vessillo viene posto sul palazzo del libero Comune di Serravalle dal neoeletto sindaco socialista Giuseppe Agretti. Il Partito Socialista ottiene la maggioranza assoluta (16 consiglieri su 20) e Giuseppe Tognin, il consigliere più votato, apre la prima seduta inneggiando al Socialismo e alla Terza Internazionale.
Il Sindaco Agretti, in una sala gremitissima e festante illustra il programma e parla di soppressione di tutti gli abusi, di distribuzione del carico tributario nel modo più equo e razionale, di incremento di tutte le misure sanitarie per tutelare i supremi diritti della classe lavoratrice, di sviluppo delle cooperazioni e della pubblica istruzione. E se non basteranno le nostre forze, conclude, non mancherà l’azione concorde
di tutti i Comuni socialisti.
La Giunta socialista — che è formata da Federico Balduzzi, Paolo Cavanna, Pietro Zuccotti e Giuseppe Tognin — apre una breve stagione contrassegnata dall’utopia egualitaria, mentre avanza l’onda nera del fascismo.

Nella prima seduta dopo il suo insediamento, il Consiglio approva un ordine del giorno contro i fascisti, il calmiere dei prezzi dei generi alimentari e di prima necessità, la pensione alle vedove di guerra sole, la rideterminazione della tassa di famiglia, l’estensione della tassa di esercizio alle imprese agricole con dipendenti, l’istituzione della scuola serale, il mantenimento dell’insegnamento della religione
come garanzia della libertà di pensiero, il sostegno ai lavoratori dell
e Fornaci Balbi in lotta per le otto ore di lavoro giornaliere, l’invio dei bambini poveri ai bagni marini.”

La sua rivoluzione termina nel 1922 con l’omicidio di Attilio Maccagno da parte dei fascisti. Molti giornali ne danno notizia, ma l’articolo piiù dettagliato è dell’Avanti.

«…I giornali di martedì diedero notizia di un grave assassinio avvenuto a Serravalle Scrivia la notte di domenica 11 corr. (giugno 1922 ndr.). La “Gazzetta del popolo” (quotidiano politico torinese ndr.) diede una versione fascista, che non è nemmeno condivisa dai fascisti. La stampa diede anch’essa la versione che le faceva comodo…». Nell’articolo del foglio socialista così si ricostruisce il grave fatto di sangue ed il clima di paura e pesante intimidazione in cui questo si è originato: «…La responsabilità del grave fatto accaduto è risultato che ricade esclusivamente su un gruppo di fascisti. Da molti giorni è precisamente da che l’On. Torre (Edoardo ndr.) si recava a Serravalle e paesi limitrofi, la piccola cittadina era diventata teatro di gesta fasciste. La popolazione era stata terrorizzata con molti mezzi: bastonature, aggressioni, ferimenti, minacce di morte. Il giorno 22 maggio, tre operai furono bastonati: uno venne ferito gravemente, vari altri gravi incidenti accaddero in seguito sempre per parte fascista. In questi giorni, poi la situazione era diventata insostenibile. Squadre di bastonatori scorrazzavano per le vie del paese, operai e pacifici lavoratori bastonati, perquisiti, fatti rincasare. Il deputato provinciale Tagnin (Giuseppe ndr.) era inseguito dai fascisti che volevano bastonarlo era ricoverato ripetutamente a casa. Sabato sera i fascisti del luogo uniti a gruppi forestieri percossero senza alcuna provocazione, senza alcun motivo, quattro operai inermi, fra i quali un ferito di guerra ed il consigliere comunale Alice Paolo. Vari compagni per sottrarsi alle minacce di morte furono obbligati a fuggire dal paese e si trovano tuttora esuli, fra i quali lo stesso consigliere provinciale Tagnin. Nella giornata di domenica le squadre fasciste di Novi, Vignole e di altri paesi si portarono in assetto di guerra a Serravalle. Presero di mira vari socialisti o simpatizzanti, principalmente di il consigliere comunale Zuccotti (Pietro ndr.) al quale evidentemente era stato poi teso l’agguato che determinò l’assassinio del Maccagno Attilio trovandosi casualmente di passaggio sullo stradale ove avrebbe dovuto passare lo stesso consigliere per rincasare. Ecco come è risultato lo svolgimento del tragico episodio: il Maccagno Attilio, di anni 29, non iscritto ad alcun partito, transitava verso le 23 in compagnia del giovane Morchio, che ha dato particolari importanti sul fatto, sullo stradale Stazzano – Serravalle. A circa 500 metri dalla città, un gruppo di fascisti che evidentemente attendeva il consigliere Zuccotti che doveva di li passare fermarono i due malcapitati, li circondarono e perquisirono, dapprima il Morchio, quindi afferrarono il Maccagno per usargli lo stesso sopruso. Egli si oppose con buone maniere. Ma i fascisti iniziarono un nutrito fuoco incrociato scaricando le loro rivoltelle. Il Morchio parla di essersi trovato tra il sibilar delle pallottole e che il Maccagno cadde mortalmente colpito. I fascisti si diedero alla fuga. Al Maccagno… non furono trovate armi; dall’autopsia risultò che egli era stato colpito ripetutamente jklòàùdlòàa proiettili di rivoltella alla schiena e al ventre. I fascisti hanno fatto fuoco incrociato onde si sono anche feriti tra di loro… Nessun arresto è avvenuto. La situazione in questi paesi è terribile. L’Autorità ha vietato il funerale del povero Maccagno. Il sindaco del luogo, compagno Agretti, uomo probo…, pur restando nel luogo, ha rassegnato le dimissioni dalla carica inviando una nobile lettera al sottoprefetto esponendo le tristi condizioni del suo paese ove non vi è più tutela dell’esistenza di coloro che non sono fascisti o filo fascisti…».


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Riccardo Lera

"Io nella vita ho fatto tutto, o meglio un poco di tutto" (Uomo e galantuomo di Eduardo De Filippo) Pediatra, scrittore per diletto, dal 2002 al 2012 assessore alla cultura di Serravalle Scrivia; ex scadente giocatore, poi allenatore e ora presidente del Basket Club Serravalle.