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Rocco Platì a Palazzo Tursi

Immagine in evidenza: “Composizione” , gennaio 2020. Tecnica mista cm 19,6 x  13,3

Rocco Platì

Creare è, per me, mettere ordine, organizzare superfici, relazionare colori e sostanze alla costante ricerca di una possibile armonia. Un’armonia tra me e le qualità proprie e di linguaggio del materiale che sto manipolando. Il campo di azione è naturalmente quello visivo e percettivo, poiché il materiale è lì, presente e potenzialmente teso, a divenire forma, oggetto, tema, che si plasma e tende ad attuarsi attraverso la mia fantasia, le mie epifanie, che sempre emergono e sono presenti nella mia mente visionaria. Un mondo “altro” dove posso generare geometrie astratte e possibili ipotesi di paesaggio. La materia è come un propellente, la sua interna energia formale mi spinge verso spazi fantastici, lontani ed infiniti. Rocco Platì : architetto- pittore-scultore

Rocco Platì espone a Genova, nella Loggia di Palazzo Tursi, in occasione di una mostra collettiva. Per Chieketé questo appuntamento è una buona occasione per poter parlare di un artista che ha vissuto per lunghi anni a Serravalle.

io credo di essere stato serravallese già da bambino all’età di tre anni – racconta di sè Rocco -, quando frequentato l”asilo dalle suore in salita Cappuccini. Poi nelle scuole elementari ho scoperto la mia passione per il disegno, alimentata e sostenuta con colori e album da disegno dalle maestre di quel tempo tra cui la Ballestrero”.

Notizie biografiche e nota critica di Angelo Rossi, titolare della Cattedra di Storia dell’Arte alla Facoltà di Architettura di Genova.

Rocco Platì è nato in Puglia ad Alezio in provincia di Lecce, il 6 ottobre 1949, quinto di sei figli. Buoni studi, un buon impiego, una laurea in architettura. La sua origine è contadina; la sua famiglia come tutte quelle buone del sud manteneva intatti quei caratteri semplici e veri così tipici di quel mondo. Temperamento meditativo e sostanzialmente introverso egli ha sempre alimentato di cose semplici ed intime il suo formarsi culturale e poi la sua attività artistica. I silenzi, le poche parole, l’accettazione del dolore e delle privazioni che la vita offre a molti, caratterizzano quest’animo gentile che si bea delle cose semplici trovando in esse il succo della vita. La ricerca figurativa nasce e si costruisce su questa entità psicologica e tende a quello che noi chiamiamo l’astratto, da un lato perché nella trasfigurazione del consueto la memoria depura e rinnova in una sorta di nuova nascita quello che la vita consuma, insieme trasmettendo un messaggio di serenità che scaturisce dal pianto, mai gratuito o scontato, ma costruito brano a brano sui frantumi della vita.

Questo processo è di vecchia data perché Platì sin da piccolo ha cominciato a viverlo con i suoi disegni. Ma ora bisogna dire di Rocco artista, di Rocco pittore plastico o scultore in negativo come gli antichi egizi solevano lavorare, non facendo mai emergere dal profilo delle masse architettoniche i lievi volumi delle loro figure. L’artista ha una caratteristica in più rispetto a chi artista non è: la capacità di dar corpo organico alla sua vita interiore, alle sue reazioni nel contatto con la realtà, agli interrogativi che ogni giorno l’esistenza ci pone. Questa capacità si traduce sempre nello stile, nel linguaggio che comunica agli altri le sue certezze e i suoi problemi, altra necessità questa, propria di tutti ma specifica, in quel certo modo dell’artista. L’evoluzione linguistica è dunque la storia del ritmo psicologico di lui e con lo stesso ritmo l’opera si pone in un rapporto simile a quello che si determina tra la matrice e il frutto; in una sono le potenzialità, nell’altro l’atto. Leggendo Platì questa filiazione si mostra immediata e totale.

Il Vulcano Verde“, 31 gennaio 2020. 
Tecnica mista cm 19,6 x 13,2

Approdato all’espressione superando notevoli ostacoli alla ricerca di una sua identità, in un mondo di cose ovvie e scontate ma dove scontato non era il dubbio esistenziale, egli è riuscito ad abbandonare un cammino tracciato per scoprire il labile ma presente tratturo del fare con le mani, la creazione delle immagini e, attraverso i ritmi e i tentativi che questa operazione gli proponeva, ecco la scoperta della serenità, della pace contemplativa, cioè di quei tratti psicologici che, profondamente radicati in lui, egli andava via via rivelando nella creazione della sua lingua.

Rocco al lavoro

Così la materia che forma le cose viene osservata e plasmata con la dolcezza delicata e attenta di una mano amorosa che individua il moto, il farsi della materia che insieme lo guida e ne propone i modi; così nasce questo mondo che non ha ancora una scrittura o che al più si manifesta in modo pittografico, ma in cui le cose esistono e ben si individuano; un mondo immerso nel silenzio, ove colore e volume non prorompono, non squillano, non inneggiano: tutto è pace, tutto è un sommesso sussurrio di cose che nascono senza nulla nascondere, in cui non esistono intricate significanze o misteriche iniziazioni. Come un saggio demiurgo Platì compone il suo eterno materiale che di volta in volta vive alla luce dei suoi pensieri, delle sue emozioni, della sua volizione che è poi il voler essere. Interessante e artisticamente di alto valore è il suo tipo di approccio in cui agisce, quasi un inconscio desiderio di interazione col materiale che poi subito si trasmuta nella gioia della conoscenza. Ciò che gli permette di individuare le infinite modulazioni espressive della materia alla ricerca di una relazione ordinata che giustifica il suo immaginario e che ci presenta in queste sue recenti opere. Una “ipotesi di paesaggio” espresso in modo figurato nelle sue cromatiche geometrie spaziali.

Mostre personali
1967 – Serravalle Scrivia (AL), Locali A.C.L.I.
1983 – Serravalle Scrivia (AL) Biblioteca civica.
1987 – Genova, Centro Lav. Italimpianti “Percezione e realtà”, pres. R. Tacchella.
2007 – Serravalle Scrivia (AL) Locali AUSER, ex Biblioteca civica “Sintesi di geometria e forma”.
2007 – Garbagna (AL) Centro polifunzionale “Sintesi di geometria e forma”.
2008 – Rivazzano (PV) Sala “Borgomaneri “Sintesi di geometria e forma”.

Mostre collettive
1983 – Ovada (AL) Loggia di San Sebastiano, “Un caso ovvio”, pres. M. Caldo.
1983 – Serravalle Scrivia (AL) Biblioteca civica, “Spazio 9”.
1984 – Novi Ligure (AL) Dopolavoro Ferroviario.
1985 – Ovada (AL) Loggia di San Sebastiano, “Ricerca 90”.
1986 – Alessandria, Palazzo Cuttica, “Alexandria”.
1986 – Cassano Scrivia (AL) Capannone industriale, “Arte nel capannone”.
1987 – Serravalle Scrivia (AL) Biblioteca civica, sala d’arte contemporanea, “Ipotesi di paesaggio”.
1988 – Alessandria, Galleria “La Maggiolina”, “Ipotesi di paesaggio”.
1988 – Stazzano (AL), Refettorio seminario Leone XIII, “I momenti dello spazio”.

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Riccardo Lera

"Io nella vita ho fatto tutto, o meglio un poco di tutto" (Uomo e galantuomo di Eduardo De Filippo) Pediatra, scrittore per diletto, dal 2002 al 2012 assessore alla cultura di Serravalle Scrivia; ex scadente giocatore, poi allenatore e ora presidente del Basket Club Serravalle.