Verso l’Oltregiogo

Chieketè non è solita pubblicare editoriali. La sua vocazione è quella di presentare ricerche e approfondimenti storici, offrire racconti e testimonianze, proporre analisi e informazioni dedicate al territorio, all’ambiente, alle emergenze artistiche.
Tuttavia questa volta una eccezione ci è parsa utile e necessaria per condividere con i nostri lettori un percorso per ora ancora parziale e sperimentale ma al quale nei prossimi mesi intendiamo dedicare molte energie. 
In estrema sintesi: Chieketè ha in animo di ampliare i propri confini. Quelli geografici, provando a ridefinire il proprio spazio d’indagine oltre il territorio serravallese, ma anche quelli tematici, grazie al contributo offerto da nuovi collaboratori. 

Da quando siamo nati, nel novembre 2020, sul sito si sono accumulate centinaia e centinaia di voci enciclopediche, biografie, ricerche tematiche, racconti, testimonianze. 
Gli scritti pubblicati, e gli apparati iconografici che li completano, se dovessero essere riportati su carta darebbero vita a un volume di alcune migliaia di pagine. Assomiglierebbe più a una enciclopedia che a un libro, non solo per mole di pagine, ma anche perché frutto dell’apporto di decine e decine di autori. 
Proprio l’accumularsi di questo materiale ha reso evidente che i confini territoriali e amministrativi di Serravalle sono insufficienti e “stretti” per comprenderne storia, dinamiche economiche e sociali, modifiche viarie e urbanistiche, paesaggio e ambiente. 
In verità nel momento stesso in cui abbiamo dato vita a questo progetto ci siamo resi conto che i semplici confini amministrativi erano inadeguati per poterlo realizzare. Anzi, erano concettualmente errati. 

Serravalle è una località di confine per storia, tradizioni e lingua, ma anche sotto l’aspetto ambientale e paesaggistico e per le influenze architettoniche e artistiche che l’hanno segnata. È un centro di scambi e di commerci, votato ai rapporti con l’esterno e a recepire con facilità gli stimoli che dall’esterno provengono. È un centro con una popolazione complessa e articolata, caratterizzato da molti flussi di emigrazione e di immigrazione che si sono succeduti nel tempo. 
È un territorio collocato tra la pianura e il mare, stretto tra una breve zona pianeggiante e le montagne, paesaggisticamente vario e suggestivo. È un luogo il cui ambiente ha tratto beneficio dagli scambi con l’esterno, ma ha pagato anche prezzi molto alti. 
E così è anche per tutta la Valle Scrivia, per i territori adiacenti e per il novese.  

Se vogliamo davvero comprendere la realtà che ci circonda non possiamo dunque chiuderci nel localismo per quanto illuminato esso sia, ma dobbiamo aprirci, confrontarci. Dobbiamo porci in relazione con altre realtà che hanno storie simili alle nostre, storie che si guardano e si influenzano reciprocamente. 
Insomma dobbiamo chiedere al territorio che ci circonda, e agli studiosi e appassionati che lo hanno indagato, di aiutarci a trovare quelle risposte che, da soli, non possiamo raggiungere. 

Apriamoci, d’accordo, ma cosa significa in concreto questo progetto? 
In effetti, quando si ragiona intorno a un allargamento dei confini, in che misura tendere l’elastico rappresenta una scelta per molti aspetti arbitraria. Noi abbiamo scelto di confrontarci con una parola e con un concetto: Oltregiogo
Sergio Pedemonte, uno dei nuovi amici che ci accompagneranno in questa nostra avventura, in un articolo che pubblicheremo prossimamente ha definito l’Oltregiogo come quel territorio che fa da cerniera tra il mare e la pianura. Un territorio che nella sua delimitazione più condivisa comprende 53 comuni e 135 località che sono un po’ Liguria e un po’ Piemonte e spesso un po’ tutte e due le cose. Insomma, un territorio dai tratti per molti aspetti indeterminati e a volte contraddittori, ma proprio per questo stimolante da analizzare e da studiare. A ben vedere, lo abbiamo scelto proprio per questo, perché rappresenta una sfida che ci piace cogliere. 

Certo, lo abbiamo detto all’inizio: questa che si apre è una stagione sperimentale, non abbiamo la pretesa, e tantomeno la forza, di lavorare su tutto il territorio dell’Oltregiogo e di scrivere la storia e le storie dei suoi 53 comuni. Andremo avanti per passaggi successivi, e ogni tanto ci fermeremo per cercare di fare il punto della situazione, per capire dove siamo arrivati. 

Per ora abbiamo “arruolato” nuovi collaboratori che ci accompagneranno in questo nostro percorso. Due nuclei più consistenti ad Arquata e a Voltaggio, e poi nuovi amici a Gavi, a Novi Ligure, a Sardigliano, a Stazzano, a Borghetto di Borbera e in Val Borbera, a Isola del Cantone e in altre località. 

Quanto all’ampliamento tematico, possiamo parlare non di una scelta ma piuttosto di un obiettivo raggiunto. Tra i nostri nuovi collaboratori ci sono studiosi ed esperti di materie che sino ad oggi avevamo potuto indagare poco. Ora, grazie al loro aiuto, potremo offrire nuove riflessioni, stimoli e anche, crediamo, nuovi motivi di divertente interesse. 

Resta da ricordare che nel sondaggio da noi proposto a marzo erano stati proprio i nostri lettori a invitarci a compiere questa apertura: anche delle loro sollecitazioni abbiamo tenuto conto per avviare questo nuovo percorso. 

Iniziamo dunque. Già nei prossimi giorni troverete su questo sito nuove storie e nuovi autori. E ancora una volta sarete proprio voi a indicarci se la scelta è stata giusta oppure no. 

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