SERRAVALLE SCRIVIA – il CENTRO di LETTURA

Rovistando in soffitta, tra le pagine ingiallite dal tempo spunta una copia del Baricentro, un fascicolo di fogli ciclostilati che si presenta al lettore come zibaldone in tono minore – a cura del Centro di Lettura di Serravalle Scrivia.

Se in cucina lo zibaldone xx individua una pietanza composta da molti e vari ingredienti, in campo letterario il termine indica un libro o quaderno in cui si annotano senza ordine appunti, notizie, pensieri. In letteratura, chi si appresta a sostenere l’esame di maturità non può ignorare il monumentale Zibaldone di pensieri in cui Giacomo Leopardi raccolse quindici anni di scritti mescolando fra loro riflessioni filosofiche, linguistiche e filologiche ed abbozzi poetici, pagine di saggistica, note psicologiche e autobiografiche.

Ma per tornare al nostro zibaldone in tono minore, il numero 3 del febbraio 1971 si apre con l’articolo di Ennio Morgavi sulla trasformazione del Centro di Lettura in C.S.E.P., acronimo che sta per Centro Sociale di Educazione Permanente, entrambi antesignani della nostra odierna Biblioteca Comunale.

La genesi del Centro di Lettura viene individuata nel 1951, quando in molte comunità periferiche e lontane dai centri più importanti nacque un servizio di prestito librario. Erano quelli gli anni in cui, dopo un acceso dibattito al Congresso di Palermo del 1948 fra i bibliotecari e il Ministro della Pubblica Istruzione, Guido Gonella, venne promossa a livello nazionale una diffusione capillare del libro e della lettura. Il Ministro dirottò parte dei finanziamenti del Piano Marshall sulla scuola, istituendo le “biblioteche per il popolo”. 

I Centri di Lettura ebbero il loro riconoscimento ufficiale solo nella primavera del 1953, con la Legge n. 326 che ratificò il decreto legislativo 17 dicembre 1947 n. 1599, concernente la “Istituzione della scuola popolare contro l’analfabetismo”, promulgato da Enrico De Nicola, (prima Capo provvisorio dello Stato dal 28 giugno 1946 al 31 dicembre 1947 e poi primo Presidente della Repubblica dal 1° gennaio al 12 maggio 1948).

Per l’importanza che ebbe il primo decreto del 1947, vale la pena trascriverne interamente l’articolo 1: “Ė istituita una Scuola popolare per combattere l’analfabetismo, per completare l’istruzione elementare e per orientare all’istruzione media o professionale. La scuola è gratuita diurna o serale, per giovani ed adulti e viene istituita presso le scuole elementari, le fabbriche, le aziende agricole, le istituzioni per emigranti, le caserme, gli ospedali, le carceri e in ogni ambiente popolare, specie in zone rurali, in cui se ne manifesti il bisogno“.

Promuovere e sostenere l’istruzione su base nazionale (e con ampie differenze tra le diverse aree del paese) fu un’opera gigantesca. Il rilevamento dell’ISTAT sul livello di istruzione nel 1951 fotografa una situazione ancora assai precaria per l’89,8 per cento degli italiani: gli analfabeti sono il 12,9 per cento della popolazione, il 17,9 è alfabetizzato (cioè sa leggere e scrivere) ma non ha un titolo di studio, mentre il 59 per cento ha solo la licenza elementare. Solo il 10,2 per cento ha un titolo di studio: il 5,9 per cento è in possesso della licenza di scuola media inferiore, il 3,3 di un diploma di scuola superiore e l’1 per cento ha conseguito la laurea universitaria.

Ratificando il decreto, la Legge n. 326 aggiunse che la Scuola popolare perseguiva le sue finalità di alfabetizzazione, istruzione e accrescimento della cultura del popolo italiano anche “..mediante la istituzione di centri di lettura e iniziativa di carattere ricreativo ed educativo..” che “..funzioneranno sotto la vigilanza della Sovraintendenza bibliografica competente per territorio“.

L’articolo di Ennio Morgavi ci fa fare un salto in avanti di venti anni: dall’apertura anche a Serravalle Scrivia del Centro di Lettura e Informazione avvenuta il 1° ottobre 1952, alla sua trasformazione in Centro Sociale di Educazione Permanente nel 1971.

Due decenni in cui l’istruzione nazionale ha fatto passi in avanti anche se non ancora soddisfacenti: nel 1971 gli analfabeti costituiscono il 5,2 per cento della popolazione, il 27,1 è alfabetizzato ma non ha un titolo di studio, mentre il 44,3 per cento ha la licenza elementare. Salgono al 23,4 per cento gli italiani con un titolo di studio: il 14,7 per cento ha la licenza di scuola media inferiore, il 6,9 ha un diploma di scuola superiore e l’1,8 ha la laurea universitaria.

PALAZZO GRILLO, sede del Centro di Lettura di Serravalle Scrivia

Se il Centro di Lettura serravallese aveva peregrinato in varie sedi, dai locali di palazzo Grillo a quelli del palazzo comunale dove ora si trovano i servizi demografici, il Centro Sociale di Educazione Permanente trova una sede più stabile pur “..nell’angusta sede di via Berthoud..”.

Resta la diffusione delle idee ancora affidata alla lettura dei libri (1.217 volumi, circa 650 prestiti annui e un primo Regolamento della biblioteca, ancora affidata a volontari e personale incaricato), ma il Centro rilancia e diversifica la sua offerta culturale: corsi di lingue e mostre d’arte, conferenze letterarie e cineforum, con la pubblicazione del periodico Baricentro a informare sulle nuove proposte.

Il C.S.E.P. offre una visione moderna e fondamenta solide su cui il 1° gennaio 1983 nasce la nuova biblioteca che si può definire ufficialmente ‘comunale’, prima con l’assunzione in ruolo di una bibliotecaria e poi con l’incarico ad una seconda operatrice: per 18 anni ancora nell’unico locale di piazza Carducci, che oggi ospita il centro anziani gestito dall’Auser, e dal 2001 nell’attuale sede di Villa Caffarena intitolata a Roberto Allegri.

Qui la biblioteca comunale, grazie ad amministratori illuminati ed all’opera appassionata di personale e volontari, diventa una dinamo produttrice di cultura: non solo l’incremento del fondo librario (oltre 29.000 volumi e 4.500 prestiti annui), ma un decennale concorso letterario, la riscoperta del sito archeologico di Libarna, la costituzione dell’archivio storico e delle sale museali, la collaborazione ai corsi di lingua per immigrati stranieri.

Ma questa è un’altra storia: se vorrete, ne riparleremo.

IL BARICENTRO n. 3, febbraio 1971
Articolo di Ennio Morgavi dedicato al centro di lettura