Uncategorized

SERRAVALLE SCRIVIA – La notte Bianca 2025, omaggio alla dinastia GAMBAROTTA

Anche quest’anno a Serravalle Scrivia si svolgerà la Notte Bianca, serata con spettacoli, musica e dibattiti nel centro storico per l’occasione completamente chiuso al traffico! E anche quest’anno Chieketè parteciperà all’evento con una importante iniziativa. Appuntamento SABATO 19 LUGLIO alle ore 21, nel cortile di Palazzo Grillo in via Berthoud con l’intervista-dibattito GAMBAROTTA – UNA STORIA SERRAVALLESE (Roberto Almagioni dialogherà con Luigi Gambarotta e Lorenzo Inga). A seguire, alle ore 22, il concerto OMAGGIO AD ANTONELLA BOTTAZZI: dopo una breve profio biografico della cantautrice, curato da Ezio Pavese, Valeria Illiano (Voce Solista), Samuele Castellini (chitarra e voce) e Luisa Corsini (tastiere) proporranno brani tratti dal repertorio dell’artista, diretta discendente della famiglia Gambarotta. Nell’invitarvi all’evento, vi proponiamo in questo articolo, scritto da Claudio Ciarlo, un ritratto del fondatore Giovanni Battista Gambarotta.

Giovanni Battista Gambarotta si distinse per le sue indubbie capacità imprenditoriali, ma soprattutto per gli alti valori morali e sociali che caratterizzarono il suo agire quotidiano. Amato dalle maestranza dello stabilimento, rispettato e benvoluto dai Serravallesi, si era trasferito a Serravalle da Novi Ligure intorno al 1906. Prima di allora lo stabilimento Gambarotta era situato in via Basaluzzo a Novi Ligure e si chiamava Fabbrica Italiana Confetture Cioccolato e Affini (FICC).

Fondata da Santo Gambarotta (padre di Giovanni Battista), la FICC produceva un’assortita gamma di dolciumi e il celebre Amaro Gambarotta, già universalmente noto nel 1898 e premiato all’Esposizione Nazionale di Torino. Nel 1903, sotto la guida di Giovanni Battista, la Società si trasforma in cooperativa di produzione formata da trecento soci. Da essa, nel 1934, nascerà la S.A. NOVI Cioccolato, Caramelle, Confetti. Nel 1906 il settore liquori, rimasto proprietà della famiglia Gambarotta, viene trasferito a Serravalle, dove prospera, facendo dell’Amaro un’icona del Made in Italy del Novecento.

Nel 1919 Giovanni Battista Gambarotta intraprese un grande intervento in Val Borbera, legato alla ripresa industriale del triangolo Genova – Torino – Milano: il Commissariato Generale dei Combustibili Nazionali, con decreto del 5 e 12 luglio 1918, si era impegnato ad acquistare dall’imprenditore di Serravalle un milione e mezzo di quintali di legna da ardere e quarantamila quintali di carbone vegetale. Per procedere alla fornitura Gambarotta si accollò le spese della progettazione e dei lavori per la costruzione del sistema viario dell’alta Val Borbera (Cabella – Cosola di 12 km).
Nel gennaio 1919 il ministro Giovanni Villa annunciò che il Governo avrebbe ceduto il carbon fossile alle industrie al prezzo di cento lire la tonnellata. Il danno per Gambarotta fu doppio: da un lato sfumò la fornitura al Commissariato e dall’altro, poiché gli industriali liquidarono tutti gli stock di legna da ardere, il prezzo ebbe un crollo del cinquanta per cento. Ciò nonostante, Gambarotta tenne fede all’impegno assunto con le amministrazioni comunali e costruì la Cabella – Cosola.

Giovanni Battista Gambarotta con la moglie, Maria Gualterio (archivio Gabriella Bignardi)

G. B. Gambarotta ha riassunto quel disgraziato affare in una lettera alla Banca di Sconto di Novi Ligure datata 7 maggio 1921, con la quale si scusa per i magri affari prodotti alla Banca che ha finanziato l’impresa. Dopo la beffa del carbone, egli è costretto a subire anche quella delle traverse per le ferrovie. Infatti, la Direzione Generale delle Ferrovie dello Stato stipula un contratto con Gambarotta per la fornitura di 150.000 traverse di faggio. Dopo il sopralluogo dei tecnici delle Ferrovie nelle foreste della Val Borbera e assunto il loro parere favorevole, viene impiantata una grande segheria a Serravalle. Ancora una volta lo Stato si rimangia le promesse: non solo non acquista le traversine, ma addirittura gli commina una multa di 50.000 lire perché le traversine sono giudicate inadatte. «Dopo infinite discussioni e minacce di liti – scrive G. B. Gambarotta – ho potuto ridurre a L. 56/mila, somma che ho già anche pagata». Le traversine, segate, diventeranno tavoloni e verranno smerciate a prezzi molto bassi e intanto, sottolinea Gambarotta, «nel 1920 non ho più prodotto carbone perché verso la fine del 1919 gravi dissidi sono nati fra i proprietari dei boschi di Daglio, Agneto e Vegni, dissidi seguiti da opposizioni persino a mano armata alla continuazione dei tagli della legna».
Complessivamente la perdita in quel disgraziatissimo affare ammonterà a 1.610.304,55 lire. Una cifra enorme nonostante l’inflazione del dopoguerra. Eppure Gambarotta riuscì a onorare immediatamente il debito e a rimettere anche 31.000 lire sul presunto utile calcolato alla concessione del finanziamento.
E’ una storia esemplare del caos seguito alla prima guerra mondiale e di un galantuomo che contribuì allo sviluppo industriale e civile di Serravalle.

Costruzione di un ponte in Val Borbera

Nota dell’autore
Nel 2003 ho preso visione del progetto della strada Cabella – Cosola e della lettera alla Banca di Sconto di Novi Ligure del 7 maggio 1921, su segnalazione della signora Gabriella Bignardi (nipote di Giovanni Battista Gambarotta).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *