BOLCHI, Mario

Mario Carlo Francesco Bolchi (di Giovanni Bolchi e Luigia Montagna / 31 marzo 1908 San Cipriano Po, Pavia / Serravalle Scrivia, 25 agosto 1997).

Calzolaio, organista.

Mario Bolchi

Mario Carlo Francesco Bolchi nacque nel 1908 a San Ciapriano Po, nel Pavese, figlio di Giovanni Bolchi e di Luigia Montagna. Imparò il mestiere del calzolaio. Nel 1941 si trasferì a Serravalle, con la moglie, Maria Vercesi. Fece della musica, in particolare dell’arte organaria ed organistica, la sua passione ed il suo lavoro.

Il 15 ottobre 1942 venne richiamato alle armi e destinato al 25° Gruppo Appiedato Lancieri di Novara, impiegato nell’Ossola e poi a Verona. Prigioniero di guerra fu inviato al lavoro coatto in Germania. Nel settembre del 1945 il ritorno a casa.

Il Parroco di Serravalle, Monsignor Luigi Guerra, lo scelse come organista della chiesa colleggiata dei Santi Martino e Stefano. Mario Bolchi (nella foto a lato tratta dal settimanale “Il popolo” di Tortona del 7 settembre 1997), uomo mite e discreto, condusse il suo incarico con dedizione ed umiltà per cinquant’anni. Alle sue mani venne affidato il prezioso organo Serassi che troneggia sulla navata centrale della chiesa parrocchiale, le cui note non solo animarono le celebrazioni religiose, ma accompagnarono a lungo la comunità serravallese nei momenti solenni, di festa e di lutto, accompagnarono generazioni di serravallesi all’altare per ricevere i Sacramenti, per convolare alle nozze, per l’ultimo saluto. Si dedicò anche all’insegnamento del canto ai bambini ed agli adulti che frequentavano la parrocchia. Mario e Maria Bolchi ebbero tre figli, Carlo, Giovanni Battista e Luigi. Carlo Bolchi, sacerdote e teologo. Giovanni Battista Bolchi, brillante ufficiale di carriera nell’Esercito. Luigi Bolchi seguì le orme paterne, dedicando gran parte della propria vita alla musica, alla sua divulgazione ed al suo insegnamento: organista, direttore, fondò e diresse il complesso strumentale e corale de “La polifonica serravallese”.

Così il settimanale della Diocesi di Tortona, “Il popolo”, del 7 settembre 1997, ricordò la figura di Mario Bolchi: «…Martedì 26 agosto alle ore 16,30 nella Collegiata di Serravalle Scrivia si celebra la liturgia a suffragio del Signor Mario Bolchi. La cerimonia, come ispirata da profondo raccoglimento, in vita a meditare sull’uomo giu­sto, che vive di fede. Presiede la celebrazione il Vicario Generale Mons. Giuseppe Viano, concelebrano Mons. Boveri, Mons. Ferrarazzo, Mons. Giovanetti, Mons. Bovone, Don Piaggi, Don Buscaglia, Don Guerrini, Don Molo, Don Grosso, Don Turrici, Don Calissano, Don De Lorenzi. Sono presenti Mons. Ponti, Don Montecucco e altri sacerdoti e il popolo serravallese… con la sua morte un po’ di storia serravallese scompare. Mons. Viano, prima dell’omelia legge la lettera di partecipazione al lutto della famiglia Bolchi del Vescovo Mons. Martino Canessa che sottolinea la testimonianza e la fedeltà del si­gnor Mario alla Chiesa. Le parole di Mons. Viano, figlio di questa terra, fanno emergere ricordi di vita: il can­to, insegnato dall’organista Mario ai piccoli e agli adulti arricchiva le tradizioni di fede dei serravallesi. Illumina la sua omelia con passi biblici che do­nano la gioiosa speranza della vita, che continua oltre il tem­po, perchè il Risorto nel dono della Croce vince la morte con l’Amore. Ai figli Giovanni, don Carlo, Gigi, alla nuora Franca, ai nipoti Gianluca, Maria Francesca, Valentina e ai parenti, uniti alla fede di Gesù Cristo Risorto e alla Comunione dei Santi rimane il volto del papà e del nonno, splendente di luce e di pace, doni di Dio Padre alle persone buone e semplici. La corale accompagna i can­ti della liturgia. L’Arciprete Mons. Emilio Bovone, oggi parroco di Serravalle, prima delle esequie, a nome di tutta la comunità ringrazia per il lungo servizio offerto alla Parrocchia dall’orga­nista Mario, servizio iniziato con Mons. Guerra, proseguito con Mons. Boveri, Don Teresio Angeleri e Don Bruno Lanza e porge sentite condoglianze ai famigliari…. La dolce figura di Mario pare scolpita dalla preghiera del salmo 84 “O beati quanti hanno la loro casa nella tua casa, e mai cessano di cantar le tue lo­di”…».

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