GUERRA, Mons. Luigi

Carbonara Scrivia, 27 maggio 1896 – Serravalle Scrivia, 28 aprile 1951, parroco, studioso, insegnante

Nasce a Carbonara Scrivia paese di cui è originario anche Padre Michele da  Carbonara, teologo, missionario e studioso di letteratura e critica dantesca.
Il cappuccino missionario è una figura carismatica e affascinante. Nonostante i suoi lunghi periodi di vita in Eritrea è di frequente a Carbonara, soprattutto negli ultimi anni di vita: il giovane Luigi  è sicuramente influenzato dall’esempio di Padre Michele sia nello propria vocazione sia nel  percorso culturale.
Nell’Archivio Parrocchiale di Serravalle vi è qualche traccia di una loro possibile frequentazione più stretta su cui bisognerà in futuro indagare.

Luigi nasce in una famiglia profondamente religiosa e con una tradizione di vocazioni sacerdotali: tre giorni dopo la nascita riceve il battesimo proprio da un suo parente sacerdote, il Canonico Don Campiglio; sacerdote è anche un fratello del padre, arciprete a Torriglia (GE)
Luigi Guerra è studente con grande profitto presso il Seminario di Stazzano quando nel 1915 viene chiamato alle armi. E’ in prima linea a Caporetto, dove viene fatto prigioniero insieme a tutto il suo reggimento. Viene internato a Mauthausen, all’epoca campo di prigionia per militari, sino al termine del conflitto.

Luigi Guerra in divisa militare


Al ritorno dalla prigionia termina gli studi a Stazzano: ordinato sacerdote celebra la sua prima Messa a Carbonara il 21 maggio 1921 in una Chiesa stracolma.
Pochi giorni dopo, a soli ventisei anni, viene nominato vicerettore del Seminario di Stazzano. Successivamente ricopre lo stesso incarico anche presso il seminario di Tortona. Nel 1927 il Vescovo di Tortona Pietro Grassi nomina don Guerra prevosto ad personam.
Per il non ancora trentenne sacerdote sono anni di lavoro, insegnamento ed evangelizzazione ma anche di studio. Convinto che “il mezzo migliore per insegnare è imparare […] Don Guerra riuscì in modo formidabile, agguerrito in teologia, in istoria ed in diritto canonico” (“La Buona Parola”, ottobre 1935).
Il 17 febbraio 1933  diventa Rettore del Seminario di Stazzano.

In quegli anni don Guerra svolge anche una intensa attività come predicatore e conferenziere. Colto e dotato di grande capacità oratoria il giovane rettore viene spesso chiamato in occasione di festività e manifestazioni pubbliche di carattere religioso e culturale. Don Guerra è generoso e non si risparmia: la stampa locale dell’epoca segnala frequentemente il suo nome a Novi Ligure , in Valle Scrivia, nei comuni intorno a Stazzano, ma anche in paesini più o meno sperduti della Val Borbera.
La popolarità di don Guerra cresce tra i fedeli e il Vescovo Grossi non esita conferirgli nuovi incarichi. Così nel luglio 1934 quando muore don Carlo Cei, prevosto della Parrocchia di San Nicolò di Novi Ligure, nomina il giovane Rettore del Seminario di Stazzano Reggente di quella Parrocchia.
Il 6 marzo 1935 fa il suo ingresso presso la Diocesi di Tortona il nuovo Vescovo Domenico Melchiori. I rapporti tra il futuro Arcivescovo, personalità piuttosto accentratrice, e don Guerra, attivo e disponibile alle richieste di attività pastorale e culturale che continuano a giungergli, senza essere tesi non sono però dei migliori.
Quasi subito don Luigi Guerra viene sollevato in sordina dall’incarico di Rettore del Seminario di Stazzano. “L’uomo che sembrava nato fatto per formare a scienza e santità i giovani leviti del Seminario e il più adatto per il Seminario, ne percorrerà rapidamente e con lode le varie cariche ma raggiunta la più alta Egli doveva vie meglio salire e passare in mezzo a noi soltanto come una dolce visione, come una breve meteora”, scrive don Mario Catto senza nascondere il suo stupore nel pur festoso contesto dell’ingresso di don Guerra a Serravalle (“La Buona Parona”, ottobre 1935).
Al seminario dove aveva studiato e al quale ha dedicato gran parte della sua vita sacerdotale e le sue energie; don Luigi dedica un lungo e documentato articolo comparso nel numero unico del Popolo Dertonino pubblicato proprio in occasione dell’ingresso del Vescovo Melchiori in diocesi.

Il 15 e 16 luglio 1935 ha luogo il concorso per la scelta del nuovo Parroco per la Parrocchia di Serravalle Scrivia: la scelta case su don Luigi Guerra.
“Domenica 20 ottobre alle ore 15.30  faceva il suo ingresso quale novello nostro Arciprete il M.R. Prof. D. Luigi Guerra. Egli già da tempo era conosciuto da queste popolazioni Perché Rettore del vicino Seminario Leone XIII di Stazzano” (“Il Popolo Dertonino” 31 ottobre 1935).
In occasione dell’ingresso del nuovo Parroco “La Buona Parola” esce con un numero speciale ricco di articoli di grande interesse. Tra essi un elenco biografico del predecessori di don Guerra a partire dal Medioevo sino al Parroco uscente don Carlo Milanese.
Don Guerra è Parroco a Serravalle in anni assai difficili, quelli del fascismo trionfante, poi della guerra e dell’occupazione, e finalmente il tempo del ritorno alla democrazia caratterizzato però da forti contrasti sia politici sia di mentalità nel tessuto sociale. Dalla non molta documentazione disponibile, il suo impegno pastorale pare improntato alla prevalenza dei classici concetti della carità cristiana e dell’impegno spirituale, senza però rinunciare a un attenzione particolare per la formazione delle coscienze delle generazioni più giovani.
Pur molto coinvolto dal suo nuovo impegno, don Guerra non abbandona, anzi intensifica, la sua attività di divulgazione teologica e culturale. E’ relatore nel 1938 alla Settimana del Clero a Tortona alla presenza del Cardinale di Genova Pietro Boetto e poi negli anni successivi in molte altre occasioni.
Diverse anche le sue conferenze su problematiche danteschi, un aspetto della sua biografia che lo accomuna al suo concittadino Padre Michele, e chissà se proprio su questo tema non ci siano stati tra il vecchio cappuccino e il giovane sacerdote i rapporti diretti di cui si diceva.
Nel dopoguerra don Guerra è uno dei protagonisti della ricomposizione del tessuto civile dopo i drammi della guerra e dei rastrellamenti nazifascisti che  tanto pesarono sul paese.

Nei giorni immediatamente successivi alla Liberazione svolge un ruolo di mediazione di fondamentale importanza.
Il 9 giugno 1945 è lui ad accogliere “con voce rotta dall’emozione” le bare dei giovani Martiri della Benedicta e a celebrare il giorno dopo i funerali insieme al Vescovo. Tre dei quindici fucilati erano iscritti all’Azione Cattolica” (“Il Popolo”, 16 giugno 1945).

Pochi mesi dopo, in occasione del venticinquesimo anniversario di sacerdozio, a don Guerra arriva una notizia importante ed emozionante, la nomina a Monsignore: “Sua Eccellenza Mons. Egisto Domenico Melchiori ha comunicato la notizia giunta telegraficamente dal Vaticano della nomina del sig. Arciprete a cameriere segreto soprannumerario di Sua Santità con il titolo di Monsignore”.

Nel clima frenetico della ricostruzione anche l’attività del neo Monsignore si fa intensa, sia  sotto il profilo pastorale sia nel perseguire obiettivi concreti e importanti per la comunità parrocchiale ma anche per l’intera popolazione di Serravalle.
A lui si deve l’ampliamento del ricovero per anziani presso l’Ospedale San Giuliano, e la fondazione del circolo ACLI (Associazione Cattolica Lavoratori Cristiani).
La sua lunga pratica di insegnante e la sua vocazione per la formazione delle coscienze sono evidenti nell’attenzione rivolta al mondo giovanile e allo sport come momento di aggregazione e di condivisione di valori. Si adopera per la ricostruzione del CSI (Centro Sportivo Italiano) e dà impulso al gruppo scoutistico. Ma l’indizio più importante della sua visione moderna e dinamica è sicuramente la fondazione a Serravalle di una sezione della F.A.R.I. (Federazione attività ricreative italiane), una associazione affiliata alla  Gioventù Femminile di Azione Cattolica con il compito di promuovere l’attività sportiva femminile.

Casa del Giovane – fotografia del 1952


La sua realizzazione più importante dedicata alle giovani generazioni vede la luce nel 1950. Nel pomeriggio di domenica 26 novembre l’Arcivescovo Melchiori giunge a Serravalle per inaugurare la Casa del Giovane: “Accolto da una grande folla il presule ha visitato la sede della istituzione […] opera unica in tutta la diocesi” (“Il Popolo”, 30 novembre 1950).
Opera unica in tutta la diocesi. Anche in questa occasione Monsignor Guerra mostra la sua capacità di guardare avanti, di pensare e realizzare progetti capaci di immaginare il futuro. Ne ha altri in mente, ma non riesce a realizzarli.

Venerdì 27 aprile 1951 si reca a Tortona, in Curia, per sbrigare alcune commissioni; torna a casa febbricitante. L’indomani accusa brividi e non riesce a far scendere la febbre; Monsignor Guerra  non ci bada e continua come sempre il suo lavoro in Parrocchia. Verso le 20 di sabato 28 aprile 1951 ha un malore improvviso. Viene assistito dalla mamma Angela che vive con lui e chiama i soccorsi, ma non c’è nulla da fare. Alle 23,45 Monsignor Luigi Guerra spira, un mese dopo avrebbe compiuto 55 anni.
Il cordoglio è enorme in città e in tutta la diocesi di Tortona. “Per tutta la domenica e il lunedì fu un susseguirsi di folla a visitare la salma: i suoi giovani non l’abbandonarono neppure di notte. […] I funerali, svoltisi il 1 maggio, riuscirono imponentissimi per la partecipazione di Clero – forse 150 sacerdoti – e di popolo e commoventissimi per la spontaneità del cordoglio” (“Il Popolo” 10 maggio 1951).

1° maggio 1951 funerali di Monsignor Luigi Guerra


Per tre giorni Serravalle Scrivia si ferma: anche la Camera del Lavoro, non appena appresa la notizia, decide  di annullare la manifestazione per la Festa del Lavoro e di lasciare spazio solo al lutto per la scomparsa del Parroco.

Il ricordo di don Guerra resta ancora oggi molto vivo nella memoria del paese. Negli anni successivi alla sua scomparsa a lui vengono intitolati diversi avvenimenti e tornei sportivi, per sottolineare la sua passione e le energie spese per educare i giovani alla pratica sportiva.

Nell’aprile 1952, in occasione del primo anniversario della scomparsa, per iniziativa del suo successore don Edoardo Boveri, gli viene intitolata la sua ultima creazione: “Nel pomeriggio di domenica 27 aprile l’Arciprete scopriva e benediva la lapide posta sull’Ingresso della Casa con la scritta semplice ma per tutti i parrocchiani espressiva di tante cose: CASA DEL GIOVANE MON. LUIGI GUERRA”. Al termine della cerimonia il discorso ufficiale per ricordarlo viene affidato a uno dei giovani di Monsignor Guerra destinato a lasciare un segno profondo nella storia della cittadina: “Prendeva quindi la parola a nome di tutti i giovani della Parrocchia l’universitario Nene Allegri, che fra la commozione di tutti illustrò il nobile significato della cerimonia” (“La Buona Parola”, aprile 1952).

L’opera a cui Monsignor Guerra avrebbe voluto dedicarsi una volta ultimata la Casa del Giovane è davvero imponente e di rilevante valore sociale per una cittadina come Serravalle: un grande, moderno e confortevole pensionato per la terza età.
Don Boveri appena insediato sente il dovere morale di portare a termine quanto era nei desideri del suo predecessore e inizia a lavorare per l’edificazione del pensionato. La Buona Parola per quasi dieci anni riporta un lungo elenco di donazione di cittadine e cittadini serravallesi, residenti oppure ormai lontani, i quali, nel ricordo di Monsignor Guerra, offrono un loro contributo per l’edificazione della nuova struttura. La raccolta di denaro  è ingente è costituisce una parte fondamentale della somma necessaria per la costruzione, ma queste risorse da sole non bastano.
Nel febbraio 1956 don Edoardo Boveri ottiene dall’Amministrazione Comunale l’aiuto necessario per “continuare  la generosa e filantropa iniziativa del defunto Parroco, […] un ricovero più grande, più decoroso , maggiormente rispondente alle necessità non solo del Comune di Serravalle, ma di tutta la zona limitrofa” (“Il Popolo”, 16 febbraio 1956).
Il 7 luglio 1963 la casa di riposo è una realtà: “Alle 17.30 un imponente corteo preceduto dalla banda è partito dalla Canonica alla volta della casa di riposo” per la “cerimonia di inaugurazione della grande opera desiderata dall’indimenticabile arciprete Mons. Guerra e realizzata dalla tenacia e dallo spirito di sacrificio dell’attuale Arciprete Don Boveri. La casa di riposo si presenta maestosa e moderna con i suoi 4 piani e le sue complete attrezzature , le spaziose verande, l’accogliente Cappella che verrà quotidianamente aperta ai fedeli del popoloso rione” (“Il Popolo, 11 luglio 1963).

Naturalmente la struttura viene intitolata a Monsignor Luigi Guerra, e resta uno dei simboli più significativi a testimonianza della sua presenza a Serravalle per quindici intensi anni.
Il 28 aprile 2001, in occasione del cinquantenario della scomparsa, gli viene intitolata la nuova Piazzetta ricavata accanto al “campetto” della Chiesa.

Tra le diverse realizzazioni lasciate da Monsignor Guerra resta infine da segnalare un luogo cult in cui in intere generazioni maschili serravallesi trascorsero moltissime ore della loro adolescenza. Ho voluto lasciarlo per ultima, un po’ per l’effetto sorpresa, un po’ per nostalgia: anche il “campetto” della Chiesa è un’idea di Monsignor Guerra, che acquista lo spazio e lo trasforma in un irregolarissimo ma mitico campo di calcio a cinque.

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