Parroci di Serravalle – cronologia XIII – XXI secolo

Domenica 20 ottobre 1935 il Professor don Luigi Guerra prese possesso della sua nuova carica di Arciprete della Parrocchia di Serravalle Scrivia.
Per l’occasione il periodico La Buona Parola pubblicò un numero speciale dedicato all’importante avvenimento. Molti gli articoli di rilievo storico e documentario, tra i quali una sintetica summa di storia di Serravalle Scrivia dalle origini al Novecento.
Un altro articolo di grande importanza, a firma C. Tibaldeschi (I Predecessori), proponeva un elenco con la successione dei parroci di Serravalle Scrivia: in forma sintetica e parziale dal secolo XIII, in modo più analitico dal XVI secolo agli anni Trenta del Novecento.
La tabella che segue è basata sulle informazioni contenute in quell’articolo, aggiornate sino ad oggi sulla scorta di documenti più recenti.
Per la sua rilevanza documentaria, nella sezione approfondimenti pubblichiamo anche il testo completo dell’articolo.

ELENCO CRONOLOGICO DEI PARROCI

Vicino prima metà sec. XIII
Gug’ielmo Guidoboniseconda metà sec XIII
Andreaanno certo: 1430
Pantaleo Satrago prima metà sec. XVI
G. B. Spinolaante 1561 -1576
Alessandro Bovone 1576 -1593
Cesare Gambarini1593 – 1652
Stefano Gambarini (Camberini?)11652 – 1673
Antonio Francesco Raimondi 1673 – 1701
Giovanni Angelo Raimondi 1701 – 1714
Giov. Girolamo Tollini 1714 – 1718
Lorenzo Bailo 1718 – 1758
Pietro Venzi 1758 – 1797
Giuseppe Regalio 1798 – 1823
Vincenzo Cavanna1823 – 1837
Giuseppe Ferlosio 1838 – 1846
parrocchia vacante1846 – 1853
Andrea Fermentano 1853 – 1890
Giuseppe Ozzano 1890 – 1928
Carlo Milanese1923 – 1935
Luigi Guerra1935 – 1951
Edoardo Boveri1951 – 1964
Teresio Angeleri1965 – 1992
Bruno Lanza1992 – 1993
Aldo Tacchino (fu parroco per 15 giorni)1993 – 1993
Emilio Bovone1993 – 2008
Giuseppe Bruniera2008 – 2012
Francesco Larocca
Luca Gatti
(Parroci in solido di Serravalle, Stazzano, Vargo e Vignole)
2012 – 2016
Francesco Larocca
Luca Gatti
Nicola Ferretti
(Parroci in solido di Serravalle, Stazzano,Vignole Vargo, Grondona, Variana, Sasso, Lemmi, Chiapparolo.)
2016 – oggi
1 Camberini secondo un articolo di Roberto Allegri, “Panorama di Novi”, 11 novembre 1969

I predecessori, La Buona Parola ottobre 1935

Il Sac. Luigi Guerra che la popolazione Seravallese esultante saluta suo nuovo Parroco, viene ad aggiungersi ad una lunga serie di Arcipreti che ressero le sorti di Serravalle attraverso lunghi secoli densi di vicende d’ogni specie.
Quanti furono gli Arcipreti a Serravalle? Chi furono? Ecco interessanti domande alle quali non è però facile dare una risposta.
La storia di Serravalle e della sua Chiesa si perde nella notte dei tempi: incerte sono, quindi, le notizie più antiche. Pare che la chiesa di S. Martino già esistesse nell’VIII secolo. Certo è che nel primo quarto del XIII secolo ebbe aggregata l’antica pieve di San.  Stefano di Libarna dalla quale per lungo tempo dovette dipendere. Tale unione venne ratificata da un decreto di Papa Gregorio IX nel 1239 e ne sorse così la Chiesa Parrocchiale di Serravalle sotto il titolo dei SS. Martino e Stefano.
Arciprete d’allora, il primo, forse, per Serravalle, fu un certo Vicino che dovette avere un governo assai lungo essendo il suo nome citato in molti documenti di tutta la prima metà del secolo XIII.
Frammentarie ed incerto sono lo notizie dei suoi successori. In atti della seconda metà del secolo è citato come arciprete di Serravalle Gug’ielmo della nobile famiglia tortonese dei Guidoboni.
Del XV secolo conosciamo un Andrea arciprete di Serravalle, che contribuì (1430) all’aggregazione del monastero di Precipiano a quello della Cervara.
Per avere notizie sicure bisogna giungere fino al Concilio di Trento il quale, imponendo altre riforme, obbligava le tenuta dei Libri Parrocchiali che in Serravalle vennero iniziati nel 1561 essendo Arciprete G. B. Spinola. Questi era succeduto all’Arc. Pantaleo Satrago che ebbe per successore (1576) D. Alessandrò Bovone cui venne attri­buito il titolo di Monsignore (1583) e la dignità di Protonotario Apostolico (1588).
Dal 1593 al 1652 tiene l’Arcipretura D. Cesare Gambarini. Durante il suo governo si stabilirono in Serravalle i Cappuccini che nella pestilenza del 1630 (quella che ispirò al Manzoni le note pagine del suo capolavoro) diedero prova di instancabile zelo nell’assistere gli appestati sì che tre di essi trova­rono la morte: P. Francesco Maria da Alessandria, P. Alessandro da Tortona e F. Guglielmo.
Succede D. Stefano Gambarini. Di lui ricorderemo come venne ferito ad un braccio mentre trasportava il SS. Sa­cramento, quando nel 1653 ,le truppe del marchese di Caracena, governatore di Milano, saccheggiarono Serravalle profanandone la Chiesa.
Avendo D. Stefano Gambarini rinunciato alla Parrocchia gli succede (1673) il serravallese D. Antonio Francesco Raimondi che a sua volta rinunciò alla Parrocchia (1701) essendo stato nominato Vicario generale della Diocesi e Protonotario Apostolico. Morì santamente, ottuagenario, nel 1708. Durante il suo governo ebbe il dolore di vedere (1677) gli Oratori dei «Bianchi» e dei «Rossi» colpiti da interdetto a causa delle aspre contese sorte tra le duo Confraternite.
Il successore D. Giovanni Angelo Raimondi fu Arciprete fino al 1714 anno in cui, cinquantenne, la morte lo colse.
Nello stesso anno gli successo il serravallese D. Giov. Girolamo Tollini (?) che ebbe breve governo (morì nel 1718) ma ebbe la gioia di vedere la Chiesa parrocchiale di Serravalle eretta a Collegiata.
Nel 1718 entra il nuovo Arciprete Teol. Lorenzo Bailo che per incarico del Vescovo benedisse (1726) il nuovo, artistico Oratorio dei Rossi e fu testimone del celebre assedio del 1715 durante il quale i Gallo-Ispani obbligarono i Piemontesi a capitolare. Morì a 83 anni nel 1758.
Gli successe l’antico coadiutore D. Antonio Francesco Bailo che tenne il governo della Chiesa Serravalle fino al 1782 anno in cui, ottuagenario, morì.
Nuovo Arciprete fu nominato il serravallese D. Pietro Venzi che benedisse nel 1787 l’attuale cimitero stabilito presso la chiesa campestre del Calvario in ottemperanza al decreto vie­tante le sepolture nelle chiese. A causa dei gravi disordini politici d’allora e della sua malferma salute egli lasciò la parrocchia nel 1797 e si ritirò ad Alessandria ove nel 1827 chiuse la sua esistenza.
Per 25 anni (dal 1798 al 1823) fu Arciprete di Serravalle D. Giuseppe Regalio da Vargo che ebbe governo laboriosissimo. Si pensi che nel 1805 viene soppressa la Diocesi di Tortona ed annessa ad Alessandria; nell’810 sono soppressi gli Ordini religiosi, e viene chiuso in Serravalle il Convento degli Agostiniani. Nel 1817 la Diocesi di Tortona venne ricostruita e nel ’22 Serravalle può avere una visita pastorale che dal 1788, non aveva più avuta. In tutti questi rivolgimenti l’Arc. Regalio fu veramente l’uomo di Dio e morì compianto da tutti.
Tra il 1823 e il 1837 fu Arciprete  D- Vincenzo Cavanna, zelantissimo sacerdote. Infatti nessuno dei colpiti dal colera durante l’epidemia del 1836 morì senza Sacramenti.
Deceduto D. Cavanna venne nuovo Arciprete a Serravalle nel 1838 D. Giuseppe Ferlosio che rinunciò all’incarico essendo nel ’46 nominato Rettore del Seminario di Tortona e Canonico di quella Cattedrale. Tardando il R. «placet» per il canonicato la parrocchia ebbe una vacanza piuttosto lunga. Di D. Ferlosio non va dimenticato come abbia validamente cooperato alla fondazione dell’istituto delle Suore Benedettine di Voghera che tanto bene fanno tuttora tra la nostra popolazione.
Nel 1853 viene nominato Arciprete D. Andrea Fermentano di cui i nostri vecchi ricordano ancora con riverenza lo zelo e la pietà. Morto nel 1890 gli succede, nell’anno seguente, il Teol. Giuseppe Ozzano che per 37 anni dispensò a Serravalle i tesori della sua mente e del suo cuore lasciando incancellabili tracce del suo ministero. A lui dobbiamo i restauri della chiesa parrocchiale, la fondazione di organizzazioni cattoliche ancor oggi fiorenti, la «Buona Parola» e cento altre iniziative che hanno contribuito a fargli erigere nel cuore di tutti un monumento perenne di riconoscenza.
Ed ecco apparire «la buona e cara imagine paterna» dell’indimenticabile Teol. Carlo Milanese. Di lui è superfluo parlare. Trasferito a Stradella (per la prima volta un Arciprete di Serravalle cambia parrocchia) lascia il posto a D. Luigi Guerra. Sia egli il benvenuto e se nei suoi predecessori potrà trovare esempi luminosi di zelo, di pietà, di operosità apostolica, saprà senza dubbio esserne il degno continuatore. A Lui che viene nel nome del Signore auguri di lunga vita e di frutti copiosi di bene.

C. Tibaldeschi