RISSO, Massimo

Massimo Risso (di Ernesto Risso e Caterina Cambiaggi / Serravalle Scrivia, 9 agosto 1916 / Genova, 30 settembre 1976).

Ufficiale d’Artiglieria del Regio Esercito, pluridecorato al Valore Militare.

Massimo Risso, nacque a Serravale Scrivia, il 9 agosto 1916, figlio di Ernesto Risso, dottore in chimica e di Caterina Cambiaggi. Ufficiale di complemento durante la 2° Guerra Mondiale, servì nel 3° Reggimento di Artiglieria Alpina “Julia”, combattendo valorosamente e guadagnandosi tre decorazione al Valore Militare, per fatti d’arme verificatisi sul fronte greco e durante la Campagna di Russia.

Nel marzo 1941, tra il 1 ed il 19 di marzo, il Sottotenente Risso, Aiutante Maggiore di un Gruppo di Artiglieria alpina, impiegato in Grecia, nella zona di Dragoti, sulla linea del fiume Vojussa, si guadagnò la Medaglia di Bronzo al Valore Militare «…durante aspri combattimenti, incurante del pericolo e del micidiale tiro avversario, raggiungeva le dipendenti batterie, rimaste prive di ufficiali, per impartire gli ordini del proprio comandante di Gruppo. In un violento bombardamento si prodigava per riattivare le comunicazioni interrotte con i reparti in azione…».

Promosso al grado di Tenente, Massimo Risso si distinse anche durante la Campagna di Russia (nella foto in alto, tratta dal sito www.alpinivenezia.it, una sentinella alpina sul fronte del Don, dicembre 1942), guadagnandosi altre due Medaglie di Argento al Valore Militare.

Questa la motivazione della prima decorazione: «…In cruenti combattimenti nei giorni 22, 24, 26, 30 dicembre 1942 e 2, 3, 6, 7, 8, gennaio 1943 (a Kalitwa, Russia ndr.), con rara intelligenza ed eroico valore sempre volontariamente si offriva per portare ordini là dove la più sanguinosa e violenta era la battaglia e per fare funzionare gli osservatori e i collegamenti i cui titolari erano caduti o gravemente feriti assicurando sempre l’azione massiccia, tempestiva ed efficace delle batterie del raggruppamento i cui risultati furono definiti dagli Alpini dell’VIII Reggimento, nell’elogiarli, “pentola in ebollizione” e concorrendo così fortemente all’esito favorevole della lotta. Ufficiale di provato valore, collaudato in numerosi fatti d’arme…». (Nella foto sopra, tratta dal sito www.unirr.it, artiglieria italiana in marcia sulle strade gelate della Russia). Secondo riconoscimento maturò per i fatti d’armi verificatisti, tra 19 gennaio e il 1 febbraio, sempre in Russia, nel quadrante del Medio Don, a Schebekjno, dove l’ufficiale serravallese «…Aiutante Maggiore di Gruppo di Artiglieria Alpina di eccezionale valore ed ardimento, durante un aspro combattimento, contrassaltava l’avversario alla baionetta quando stringeva d’appresso le batterie del suo Gruppo e riusciva a respingerlo con perdite. In successiva azione contro mezzi blindati nemici svolgeva su di essi, a brevissima distanza, efficace personale azione di mitragliamento. Benchè ferito due volte, riusciva a sottrarsi alla cattura e, nella susseguente durissima fase di ripiegamento, sebbene dolorante e stremato, era di esempio luminoso di serenità, di volontà e amore di Patria ed elevato senso del dovere…».

Massimo Risso morì il 30 settembre 1976, a Genova.