A pucisioun ‘d l’Adulurata. Le campane

di Gian Paolo Vigo

E’ scoccata l’ora del Vespro, le campane hanno finito di suonare. Nel pomeriggio i campanari sono saliti sul campanile per eseguire motivi tradizionali (qualcuno vi ricamò sopra delle filastrocche) con le 3 campane suonate a rintocchi (“a gazèa”), manovrando con arte i battacchi collegati ad apposite cordicelle, concludendo il tutto col tipico suono “da festa” (campanone fatto andare “in piedi”, ossia ruotato e quindi bloccato con la bocca in alto ed il contrappeso in basso, accompagnato dai rintocchi delle due campane minori, intervallando questi tocchi allo sgancio della campana maggiore, esecuzione questa detta anche “terlingà” che come variante poteva pure avvenire mandando in piedi le due campane maggiori e cercando, come accompagnamento, di far emettere alla campanetta, oltre alla propria nota, una c.d. “mezza nota” percuotendo dall’esterno il centro del sacro bronzo con un sasso o con un martello).

Ultimo segno appena prima dell’inizio della funzione è il campanello a slancio (ora scomparso, forse proveniente dal convento dei Cappuccini, vi era infatti cesellato sopra lo stemma francescano) collocato sopra l’arco della cella campanaria che ospita la “campanetta” ossia il più piccolo dei bronzi del concerto. Fino all’anno 2000 e cioè all’arrivo delle due nuove campane che hanno portato il concerto attualmente a 5 squille, la “campanetta” originaria era collocata nel finestrone che guarda la piazza, mentre il campanone era rivolto verso il paese, e questa collocazione era rispettata da tutte e tre le chiese del centro storico secondo le convenzioni campanologiche che prevedono che il campanone suoni verso la facciata o verso il paese. Con le nuove aggiunte, attualmente verso la facciata è collocato il campanone e le nuove 1° e 2° campana piccole che guardano verso il centro.

Numerazione e dediche delle campane. Nel quadrante Piemonte, Lombardia, Liguria ed Emilia ovest, i bronzi sono “incastellati” ossia collocati sulle rispettive impalcature, secondo il sistema di suono “ambrosiano” cioè a contrappeso, e numerate dalla più piccola alla più grande, nel nostro caso:

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  1. campana “Anno Santo 2000” (logo del Giubileo)
  2. campana ”San Luigi Versiglia e santi diocesani tortonesi”
  3. originariacampanetta “Santo Stefano”
  4. originaria mezzana “San Martino”
  5. campanone “Addolorata”

Riccardo Lera

"Io nella vita ho fatto tutto, o meglio un poco di tutto" (Uomo e galantuomo di Eduardo De Filippo) Pediatra, scrittore per diletto, dal 2002 al 2012 assessore alla cultura di Serravalle Scrivia; ex scadente giocatore, poi allenatore e ora presidente del Basket Club Serravalle.

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