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Un auspicio realizzato, ma a Serravalle!

Riportiamo volentieri questo articolo comparso su “Il Messaggero di Novi” il 26 settembre 1936, a proposito della volontà serravallese di chiamarsi Serravalle Libarna. Novi rivendica il possesso della Collezione Capurro che sarà accolta tuttavia a Serravalle nel XXI secolo, poiché a Novi era conservata in più posti.

Il Messaggero di Novi

Libarna
Nell’ardente clima fascista in cui viviamo, il culto di Roma e di tutto quanto è romano va penetrando sempre più a fondo nella coscienza di tutti, il popolo
compreso. Ecco ad esempio la vicina Serravalle che è fabbricata sullo stesso suolo, o almeno a pochi passi da quello, ove sorgeva un’antica colonia romana: tornando ad agitare una questione già sollevata altre volte, Serravalle vorrebbe mutare nel nome di quella, di Libarna precisamente, l’appellativo di Scrivia aggiunto al proprio nome: desiderio lodevolissimo e che auguriamo possa venir esaudito. Prendendo occasione da questo,
il « Giornale di Genova », in data 5 corr., si occupa dell’antica città romana, riandandone in breve la storia, quel poco che sembra più certo date le incerte notizie che possediamo, e che, almeno in questi luoghi, ognuno dovrebbe non ignorare. Ma c’é a proposito di Libarna qualche altra cosa che tocca anche
Nevi, qualche cosa a cui accenna l’articolo stesso e che ci piace anche qui ricordare. Esistono a Novi i resti di una antica raccolta Capurro, raccolta di notevole interesse archeologico amorevolmente messa insieme da quel benemerito concittadino con materiali prevenienti dagli scavi altre volte intrapresi a Libarna. Questa raccolta, a differenza di altre del genere, della stessa origine e, suppergiù, della stessa importanza, che sono andate ad ornare, onorevolmente accolte, i musei di Genova, di Torino e di Alessandria, è andata dispersa qua e là, si sa e non si sa dove, ed oggi minaccia di finire miseramente.
Serravalle vorrebbe far risorgere il nome dell’antica città romana e fa bene. Ma sarebbe pur doveroso se a Novi si rintracciassero quegli avanzi dispersi, e, raccolti insieme, si serbassero, sia pur provvisoriamente, in qualche luogo. Potrebbero costituire il nucleo di una piccola collezione di memorie e d’arte locali, collezione, o, diciamo pure, museo, che avrebbe più che ragione di esistere anche nella nostra città, la quale, se pure è modesta, non deve disconoscere il suo passato, né rinunciare a tutto che, come quello, può darle lustro e decoro. A questa conclusione arriva l’articolo accennato (che tra parentesi -— è firmato da penna novese) e noi caldeggiamo la proposta presso chi tocca parendoci più che doverono dar prova anche qui di questa comprensione dell’ ora che volge, comprensione che é anche culto delle memorie, tanto più quando queste si ricongiungono, come è nel nostro caso, alla storia antica di Roma.
Non si potrebbe costituire un Comitato? E questo vedrebbe intanto il da farsi.

Riccardo Lera

"Io nella vita ho fatto tutto, o meglio un poco di tutto" (Uomo e galantuomo di Eduardo De Filippo) Pediatra, scrittore per diletto, dal 2002 al 2012 assessore alla cultura di Serravalle Scrivia; ex scadente giocatore, poi allenatore e ora presidente del Basket Club Serravalle.

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