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Sentieri e percorsi – Anello delle grotte del Baciciun

Chiesetta di Montei

Finalmente zona gialla, finalmente posso muovermi sconfinando nei comuni limitrofi! È stato faticoso per me che amo le lunghe distanze, che sono curiosa di scoprire nuovi percorsi, non uscire dai confini. E poi il nostro è un piccolo paese ed è facile trovarsi fuori senza nemmeno rendercene conto. Oggi però sono libera e posso spaziare dove voglio, senza sensi di colpa e senza timore di essere fuorilegge. Alle prime luci dell’alba Sono in piedi; caffè, colazione, vestizione.
Le previsioni meteo hanno messo bel tempo ma l’aria è frizzante così mi vesto a cipolla: maglia termica, pile, giacca a vento leggera. Lo zaino è già pronto da ieri sera, devo solo aggiungere la borraccia con il té, la mia tazza preferita e qualcosa da mangiare. Non porto molto cibo: qualche pezzetto di parmiggiano, un pacchetto di crackers e mezza tavoletta di cioccolato fondente. Sono pronta! Afferro i bastoncini, inserisco gli auricolari nelle orecchie e accendo la musica.
Esco di casa e lo schiaffo improvviso del freddo del mattino mi sveglia del tutto.

Il Campone

La strada semideserta è ricoperta da uno strato di ghiaccio, devo stare attenta a non scivolare. Imbocco via Donizetti, via Verdi e poi da via Leopardi scendo a sinistra e comincia la salita del grande campo che noi camminatori chiamiamo il Campone. E’ una salita bella ripida ma almeno mi scalderà. Quando arrivo al bivio per la chiesetta di Montei sono quasi sudata ma sto bene e ho preso il ritmo. Viro a sinistra e continuo sulla via Postumia nel bosco. Un bel bosco di castagni con qualche radura che ogni volta mi fa pensare alla favola di Cappuccetto Rosso, però qui il lupo non l’ho mai visto, al massimo qualche scoiattolo e una volta due cinghiali che non mi hanno degnato di uno sguardo e se ne sono andati… Meglio così ognuno per la sua strada senza rancore…

Quando arrivo a Monterotondo i campi fumano; il sole sta facendo evaporare il ghiaccio della notte e crea uno spettacolo magnifico.
Percorro un piccolo pezzo di asfalto e poi ancora sterrato. I colori si sono accesi di luce e mi fermo a contemplare il Tobbio, uno dei miei monti preferiti. La sua forma a piramide non si può confondere con altri monti, sembra che mi segua e mi saluti …noi due sappiamo il perché… Mi ritrovo sull’asfalto della strada per Gavi, lo attraverso e scendo nel sentiero poco visibile ma che io conosco bene.
Ascolto il pianto dei rami spezzati dalla neve, lo scricchiolio dei miei scarponi che premono sul ghiaccio, il gracchiare di una cornacchia sul ramo più alto.
Arrivo nella valle del Neirone e mi avvio verso le grotte del Baciciun. Grotte interessanti che racchiudono una storia antica.
Mi fermo a bere un po’ del mio té poi mi arrampico su per la scarpata, attraverso un vigneto da dove ammiro in lontananza il Forte di Gavi e la Madonna della Guardia poi raggiungo la sterrata e vado a destra per ritrovare la strada che mi condurrà a Monterotondo.

Vigneti di Monterotondo

L’asfalto non mi piace ma il paesaggio mi ripaga del fastidio. Sono circondata da fantastici vigneti ben curati, da Cascinali ristrutturati in maniera superba; tra i filari ci sono contadini che lavorano, è il periodo della potatura e il pensiero va a mio padre e al suo amore per la terra.
Quando arrivo al paese, seguo il segnale per Novi Ligure, supero la tenuta la Raia e dopo un po’ arrivo sulla strada del Castellone che tutti I miei compaesani conoscono bene. Vado a sinistra e al primo incrocio mi immetto in una nuova sterrata, c’è un cartello che indica l’azienda agricola “La Marchesa“ .

Dopo circa 1 km scarso scendo ai limiti di un vigneto e mi trovo al lago delle ninfee.

Ora siamo in inverno e non ci sono fiori come alla fine di giugno ma la pace di questo luogo è rigenerante: gli alberi riflettono la loro immagine sull’acqua e un airone bianco spiega le sue ali e se ne va.
Risalgo attraverso i vigneti e dopo un casolare abbandonato ritrovo una breve salita che mi porta ancora una volta sulla strada del Castellone. Ora non mi resta che andare a sinistra e tornare a casa conservando negli occhi e nel cuore il ricordo di questa giornata.


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