DIVANO, Vittorino

Vittorino Divano (di Fiorentino Divano e Celeste Bagnasco / Arquata Scrivia, 21 maggio 1920 / Mar Mediterraneo, 2 dicembre 1942).

Operaio, Fante, annegato nell’affondamento della nave ausiliaria “Aventino” durante la 2° Guerra Mondiale.

Vittorino Divano nacque il 21 maggio 1920 ad Arquata Scrivia, figlio di Fiorentino Divano, operaio e di Celeste Bagnasco, casalinga. Nel 1923 si trasferì a Serravalle Scrivia con la famiglia. Di umili condizioni, trovò lavoro come operaio. Richiamato alle armi il 18 marzo 1940. Durante la guerra servì come Fante nel 91º Reggimento “Basilicata”, 8° Compagnia, 2° Battaglione, reparto inquadrato nella 1° Divisione “Superga”. Disperso dal 2 dicembre 1942, in occasione dell’affondamento della regia nave ausiliaria di trasporto truppe “Aventino” (In alto una fotografia della nave “Aventino” tratta dal sito www.conlapelleappesaaunchiodo.blogspot.com) su cui era imbarcato con destinazione Tunisia. Il corpo senza vita del soldato serravallese venne restituito dal mare il 3 febbraio 1943, nel Golfo di Arcadia, nei pressi di Pyrgos, città della Grecia, sita nel Peloponneso occidentale. Causa della morte, annegamento. Lasciò i genitori e le sorelle Maria Divano e Rosa Divano.

La situazione critica delle truppe dell’Asse in Africa settentrionale, con gli aspri combattimenti per il controllo della Tunisia iniziati nel mese di novembre del 1942 con gli sbarchi degli Alleati, a Casablanca, Orano ed Algeri, rese di vitale importanza per i Comandi italiani e tedeschi far affluire ingenti rifornimenti via mare, sfidando l’efficace controllo aeronavale esercitato sul Mediterraneo dalla Royal Navy inglese di stanza nell’imprendibile isola di Malta. A tal scopo Supermarina organizzò 4 convogli navali, che presero il mare il 30 novembre ed il 1 dicembre, da porti italiani diversi, con diverse destinazioni in Tunisia e Libia.

L’ultimo dei convogli programmati, identificato dalla lettera “H”, prese il mare il 1 dicembre 1942 da Palermo alla volta di Biserta, in Tunisia. Ne facevano parte il piroscafo “Aventino” (A lato una fotografia di nave “Aventino” in navigazione, tratta dal sito www.conlapelleappesaaunchiodo.blogspot.com) ed altri 3 vascelli italiani, il “Puccini”, l”Aspromonte” ed il naviglio tedesco “Kt1”. La prevista scorta della Regia Marina era composta dai cacciatorpedinieri “Nicoloso Da Recco”, “Camicia Nera” e “Folgore” e dalle torpediniere “Procione” e “Clio”. I mercantili trasportavano 1766 militari – concentrati a bordo dell’ “Aventino” (1100 circa) e della “Puccini” – oltre a 578 tonnellate di materiale bellico e 120 tonnellate di munizioni stivati sul vettore tedesco, oltre a 12 pezzi di artiglieria, 32 automezzi e 4 carri armati. Nella notte tra l’1 ed il 2 dicembre i diversi convogli si trovarono ad incrociare contemporaneamente in acque tunisine. La loro missione era purtroppo già nota all’intelligence inglese e la loro navigazione non sfuggì al pattugliamento dei ricognitori aerei britannici, della cui presenza si resero ben presto conto anche gli italiani. I dettagliati rapporti aerei inglesi consentirono ad un gruppo di proprie unità navali, 3 incrociatori e 2 cacciatorpediniere, provenienti dalle basi di Bona, in Algeria e di Malta, di intercettare il nemico a nord di Biserta, nella zona di Banco Skerki. Per il convoglio “H” risultò vano il tentativo di modificare la rotta. Alle ore 0:37 del 2 dicembre 1942, le navi italiane oramai disperse, furono ingaggiate con azione rapida e ben condotta dal violentissimo fuoco inglese. Alle 0:44 il “Kt1” venne colpito e colò a picco, senza che nessuno potè salvarsi. Tutta la scorta italiana rispose all’attacco con il proprio fuoco. L’azione difensiva messa in atto dai siluri e dai pezzi del “Camicia Nera” e del “Folgore” non sortirono alcun effetto. Come ricostruito da Francesco Mattesini, nell’articolo pubblicato sul sito www.aidmen.it, il destino dell'”Aventino” si compì intorno all’una della notte, quando già in fiamme, un siluro dell’incrociatore inglese “Argonaut” (nella foto sotto, tratta dal sito www.wikipedia.it, l'”Argonaut” in navigazione) lo colpì sulla fiancata sinistra, seguito nel volgere di un minuto un altro siluro lanciato dall’incorciatore “Sirius”.

La fine dell'”Aventino” supraggiunse pressochè immediata: «…Mentre reagiva con le sue mitragliere, l’Aventino, che con le sue 3.794 tsl era la nave più grossa del convoglio H, ebbe colpito la plancia di comando, la stazione radio, e la trasmissione di manovra del timone. Inoltre le esplosioni dei proiettili fecero strage tra gli uomini imbarcati. Il piroscafo, che trasportava 956 uomini della Divisione di fanteria Superga, 15 automezzi e 395 tonnellate di materiali vari, cominciò subito a sbandare sulla sinistra e ad appruarsi. Alle 00.50 si verificò un’esplosione violenta… causata da un siluro, non sappiamo se lanciato dall’ “Argonaut” o dal “Sirius”; e ciò determino un ancor più rapido appruamento, e poi l’affondamento che si verificò alle 00.50, causando la perdita di moltissimi soldati stivati nei locali inferiori dell’Aventino, ed anche la morte del comandante Duili…».

All’1:08 il “Puccini”, non rimorchiabile, fu reso inservibile (per venire poi affondato alle 15 dal “Camicia Nera”); il “Folgore” affondò alle 01.16 e l’”Aspromonte” alle 01.29. Danneggiati la “Procione”, colpito alle 00.53 ed il “Da Recco” colpito alle 01.35. Ad uscire indenni dallo scontro solo il “Camicia Nera” ed il “Clio”. Il bilancio della battaglia di Banco Skerki in vite umane fu per gli italiani disastroso: delle 3300 persone complessivamente imbarcate sulle navi del convoglio “H” i morti furono ben 2.200. Nessuna perdita e nessun danno subiti dagli attaccanti britannici. Oltre all’annientamento del gruppo dell'”Aventino” le forze aereonavali britanniche inflissero significative perdite anche agli altri convogli italiani “C” e “G”.

Per ricostruire la vicenda bellica del fante serravallese, prima del suo tragico ultimo viaggio, è utile ripercorrere le zone di impiego del suo reparto, come ricostruiti dal sito www.regioesercito.it «…Il 10 giugno la Divisione “Superga” risulta inquadrata nella 4°Armata e partecipa alle operazioni contro la Francia… Il 91° Reggimento ha in organico: comando e compagnia comando, tre battaglioni fucilieri, compagnia mortai da 81, batteria armi di accompagnamento da 65/17 e risulta schierato sul fronte alpino occidentale… Il 21 giugno al Divisione “Superga” concorre all’offensiva e il 22 raggiunge la cima del Picco Argentier e il lago des Battaillères. Al momento dell’armistizio con la Francia, la maggior parte dei suoi reparti erano dislocati in Francia… Dopo l’armistizio con la Francia, la Divisione rientra in territorio metropolitano e viene destinata per l’impiego nella progettata invasione di Malta… Nel 1942 il 91° Reggimento viene designato come unità da sbarco nelle isole maltesi (Operazione C3)… Nel mese di marzo 1942, la Divisione fissa la sede del Comando ad Avola (Sr) con il grosso dei reparti ancora in Campania. Dal mese di maggio al mese di ottobre, la Divisione “Superga” è dislocata tra Formia e Gaeta. A novembre viene deciso di inviarla in Tunisia…».

Fonti:

http://piscopio.ilcannocchiale.it/post/2317908.html

http://conlapelleappesaaunchiodo.blogspot.com/2013/10/aventino.html

http://www.aidmen.it/forums/topic/587-2-dicembre-1942-la-distruzione-del-convoglio-aventino/

http://www.icsm.it/regiamarina/duedicembre.html

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