Storia

Il Circolo Santo Stefano incaricato per la propaganda in favore dell’Unione Popolare

Il Popolo si preoccupa dell’adesione politica al partito di Unità Popolare. Invita pertanto i numerosissimi giovani del Circolo Giovanile Santo Stefano di condurre la necessaria propaganda in favore del Partito. E’, dal punto di vista della cattolica testata giornalistica derthonina, un buon punto di partenza, in quanto Serravalle conta moltissimi aderenti nel circolo giovanile, più della stessa Tortona.

SERRAVALLE SCRIVIA, Unione Popolare. — In seguito all’invito della Direzione Diocesana vi è stato un convegno tra le nostre Autorità religiose e la direzione del Circolo Cattolico S. Stefano. Questo Circolo, già così benemerito dell’azione cattolica, si incaricherà della propaganda per l’Unione Popolare e nutriamo fede ciò che per il suo interessamento, Serravalle nostra figurerà in testa alle altre parrocchie della Diocesi per il numero degli iscritti all’Unione Popolare. Intanto il Circolo apre le sue sale ai soci: date le alte finalità alle quali si è sempre inspirato il nostro Circolo Cattolico è sperabile che raccolga numerose adesioni specialmente tra i giovani

Il Popolo, 22 ottobre 1916

Storia istituzionale dell’Unione Popolare.

Dopo lo scioglimento dell’Opera dei congressi, Pio X promulga nel 1905 l’enciclica Il fermo proposito, fornendo le indicazioni per una riorganizzazione generale del movimento cattolico, che sono tradotte in pratica nel 1906, attraverso il varo di nuovi statuti che configurano l’associazionismo cattolico attorno a quattro grandi organizzazioni indipendenti l’una dall’altra: l’Unione popolare, l’Unione economico-sociale, l’Unione elettorale, la Società della gioventù cattolica. L’Unione popolare fra i cattolici d’Italia, detta più brevemente Unione popolare, sul modello della Volksverein tedesca, è definita dal documento pontificio come una «istituzione di carattere generale, destinata a raccogliere i cattolici di tutte le classi sociali, ma specialmente le grandi moltitudini del popolo intorno ad un solo centro comune di dottrina, di propaganda e di organizzazione sociale».L’attività dell’Up inizia con la costituzione a Firenze dell’Ufficio centrale, di cui assume la presidenza Giuseppe Toniolo (vedi foto in alto). Come organo ufficiale lancia «La Settimana sociale». Inizialmente i campi in cui si impegna sono soprattutto le campagne contro il divorzio e la bestemmia, alle quali segue la mobilitazione a favore del riposo festivo e dell’insegnamento religioso e della libertà della scuola. Per quest’ultimo obiettivo, nel 1908 a Genova si tiene un apposito congresso e in seguito è istituito il Segretariato pro schola. L’Up dà inizio alle settimane sociali, convocando a Pistoia nel 1907 i cattolici italiani. Negli anni, questi momenti costituiscono un’occasione importante per dibattere le principali problematiche che attraversano la società italiana. L’adesione, che rimane personale, non riesce a raggiungere quote considerevoli (70.000 nel 1907; 97.300 nel 1917; poco più di 110.000 nel 1919). Dopo Toniolo, si alternano alla presidenza, Antonio Boggiano Pico (1909), Ludovico Necchi (1910-1912), Giuseppe Dalla Torre (1912-1920) e Bartolomeo Pietromarchi (1920-1922). La riforma del 25 febbraio 1915, con cui Benedetto XV istituisce la Giunta centrale per l’Azione cattolica italiana, assegna all’Up «l’alto compito di imprimere all’Aci un indirizzo programmatico e di volgere ad unità di pensiero e concordia di propositi i cattolici e le loro organizzazioni». Come presidente è nominato Dalla Torre, mentre come segretario don Luigi Sturzo. Si passa così da un assetto parallelo tra le varie unioni e associazioni ad un assetto concentrico: l’Up diventa l’organizzazione madre, alla quale gli appartenenti alle altre dovrebbero iscriversi. Analogamente, ad ogni livello territoriale, sono costituite giunte diocesane e parrocchiali con un assistente ecclesiastico. Particolare importanza assumono – nel 1917 ammontano a 3.600, diffusi in 188 diocesi – i gruppi parrocchiali, tra i quali è diffuso l’apposito foglietto «L’Allarme».Dopo il rallentamento delle attività a causa della guerra e i mutamenti intervenuti con la nascita del Partito popolare, si avverte l’esigenza di distinguere l’ambito religioso-morale da quello politico. Attraverso i nuovi statuti, promulgati il 13 aprile 1920, si afferma che l’Ac deve restare oltre e al di sopra di ogni attività politica, assumendo un carattere più religioso e concentrando nella parrocchia i propri sforzi. Le indicazioni vengono recepite a fatica dalla periferia. Tra le ultime iniziative promosse dall’Up, va segnalata la costituzione di un Centro nazionale di cultura, laboratorio di studi per l’Ac, che si affianca agli strumenti per promuovere e coordinare la cultura popolare, nonché la pubblicazione di un annuario cattolico italiano. Nel dopoguerra, riprendono anche le settimane sociali. Con la riorganizzazione dell’Ac, operata il 30 novembre 1922, anche l’Up, ultima rimasta delle tre unioni, è definitivamente soppressa (da www.isacem.it)

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Riccardo Lera

"Io nella vita ho fatto tutto, o meglio un poco di tutto" (Uomo e galantuomo di Eduardo De Filippo) Pediatra, scrittore per diletto, dal 2002 al 2012 assessore alla cultura di Serravalle Scrivia; ex scadente giocatore, poi allenatore e ora presidente del Basket Club Serravalle.