BOCCIO, Don Amilcare Agostino

Sacerdote, Direttore Spirituale del Seminario di Stazzano, Cappellano Militare truppe Alpine, Pluridecorato al Valore Militare.

Amilcare Boccio (di Angelo Boccio e Giuseppina Pasino, Sale, 12 marzo 1891 / Tortona, 15 novembre 1960).

Amilcare Agostino Boccio nacque a Sale (AL), il 12 marzo 1891, in una famiglia di modeste condizioni, figlio di Angelo Boccio, fabbro; la madre Giuseppina Pasino, filatrice e lavoratrice stagionale nella coltivazione del baco da seta. Trasferitosi a Tortona, maturò la vocazione religiosa. Nel 1902 vestì l’abito del chierico ed entrò in Seminario, a Stazzano, con il sostegno economico del Vescovo. Dal 1910 al 1914 passò al Seminario maggiore di Tortona, facendo
ritorno al Santuario del Sacro Cuore di Stazzano per trascorrervi i mesi estivi. Il 2 gennaio 1914 il chierico Boccio fece professione di Terziario Francescano. Il 5 luglio 1914 fu ordinato Sacerdote. Con la Prima Guerra Mondiale arrivò la chiamata alle armi, nelle truppe alpine. Nel maggio 1915, indossata la divisa di Cappellano Militare, venne avviato alla sua prima destinazione, Udine.

Per l’esemplare comportamento tenuto durante il conflitto, sempre accanto alle sue amate Penne Nere, prima sul Grappa e poi sul Tonale, gli vennero riconosciute tre decorazioni al Valore Militare. In forza al 6° Reggimento Alpini, nel corso degli eventi bellici accaduti tra il 22 ed il 26 novembre 1917, sul Col della Berretta (VI): “…Portatosi volontariamente in prima linea, durante più giorni di aspri combattimenti, fu esempio magnifico di abnegazione e di sprezzo del pericolo nel soccorrere ed incitare i combattenti a resistere…“, per il coraggio dimostrato fu decorato con la Croce di Guerra al Valore Militare. Di lì a poco, Don Boccio si sarebbe nuovamente distinto, tanto da guadagnare una Medaglia d’Argento al Valore Militare, sempre sul Col della Berretta (VI), nei giorni dal 11 al 12 dicembre 1917. Questa la motivazione: “…Sapeva infondere nell’animo dei suoi alpini col sentimento della fede, quello dell’amore verso la Patria. Durante due giorni di combattimento additava coraggiosamente e con fermezza a militari sbandati la via del dovere. Sprezzante del pericolo e di ogni riparo, sempre primo tra i primi in ogni circostanza portava la sua parola di fede e di conforto ove più cruenta era la lotta entusiasmando i soldati col suo esempio e col suo valore. Ferito gravemente al viso incitava ancora gli alpini alla resistenza e mentre veniva trasportato si doleva di non poter continuare a dare la sua opera per la Patria. Già distintosi in precedenti combattimenti…“. In seguito alle ferite fu trasferito e ricoverato in ospedale, prima a Busto Arsizio e poi a Milano. Ritornato in trincea, a Don Boccio venne affidata la cura del Battaglione Alpini “Val Brenta”-. Dal 13 al 14 agosto 1918, sul Tonale, alle pendici di Cima Gady “…dotato delle migliori qualità religiose, patriottiche e militari, durante un violentissimo tiro nemico, incurante del pericolo, percorreva tutta la linea del battaglione, contribuendo a tener alto il morale delle truppe…“, condotta che gli valse una seconda Croce di Guerra.

Nel 1919 Don Amilcare fu nominato Direttore Spirituale del Seminario minore “Leone XIII” di Stazzano. Fatto tesoro dell’incoraggiamento ricevuto da Don Luigi Orione – il futuro San Luigi Orione – Boccio perseverò nel suo intento di creare un’opera votata al Sacro Cuore di Gesù: il 25 marzo 1924, con la collaborazione di una giovane salese, Suor Guglielmina Remotti, fondò la “Congregazione delle Piccole Figlie del Sacro Cuore di Gesù”.
Nel marzo 1931, un grave lutto colpì il religioso tortonese che perse il caro fratello Giovanni Boccio, Ufficiale del Regio Esercito, morto per conseguenze delle ferite riportate in guerra. Nel 1935 Don Boccio fu nominato rettore del Convitto Ecclesiastico di Tortona e nel 1936 Canonico Penitenziere della Cattedrale. Nel 1946 il sacerdote salese chiese alla Curia di potersi occupare pienamente della Congregazione. Nel 1950 divenuto Monsignore fu nominato Cameriere Segreto Soprannumerario del Santo Padre. Il 21 febbraio 1956 alla “Congregazione delle Piccole Figlie del Sacro Cuore di Gesù” ottenne dalla Santa Sede il riconoscimento ecclesiastico di istituzione di diritto pontificio.

Monsignor Boccio morì il 15 novembre 1960, all’ospedale di Tortona, per le gravissime ferite riportate in un’incidente stradale verificatosi lungo la Strada Statale 10, a Torregarofoli.

La “Congregazione delle Piccole Figlie del Sacro Cuore di Gesù” è oggi presente in Romania, Svizzera, Madagascar e Perù.

Nell’immagine in alto, tratta dal sito www.ana.it, messa al campo, sul fronte carnico, anno 1916.

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