Il portale dell’archivio Santo Varni

Il portale dell’archivio Santo Varni è stato inaugurato lo scorso 7 maggio dal Comune di Serravalle Scrivia in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Alessandria, Asti e Cuneo, nell’ambito dell’evento “Una voce dal passato: il Fondo Santo Varni. Nuove prospettive tra conservazione e fruizione”.  Si tratta di una tappa molto importante all’interno del progetto per la valorizzazione del cosiddetto ‘legato Santo Varni’, iniziato con la sua acquisizione al patrimonio inalienabile del Comune di Serravalle Scrivia nel 2007 quando l’assessorato alla cultura, allora retto da Riccardo Lera, raccogliendo la sollecitazione della Soprintendenza ai Beni Archeologici (ora Soprintendenza Archeologia) del Piemonte e con il contributo economico della Regione Piemonte, ne rilevò la proprietà dalla signora Giuseppina Barbano Mascolo di Genova, pronipote dell’artista.

In questa e nelle immagini seguenti: Serravalle Scrivia, 7 maggio 2022
presentazione del Portale Santo Varni

In particolare il sito santovarni.it rappresenta l’approdo dei lavori di valorizzazione della componente documentale, cartacea, del fondo. Questa si compone di oltre duemila originali raccolti in trenta fascicoli che comprendono taccuini, manoscritti e disegni che gli esperti della Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico e Etnoantropologico del Piemonte hanno giudicato “… di estrema importanza, che testimoniano scoperte, oggetti archeologici e collezioni ormai disperse o non più identificabili…”.

Con un rilevante impegno finanziario, assicurato esclusivamente con fondi propri, il Comune di Serravalle Scrivia ha quindi dato il via al progetto di valorizzazione che, per la rassegna documentale, ha implicato una consistente opera di riordino  affidata a ditte altamente specializzate: Acta Progetti di Torino per i lavori di schedatura, riordino e inventariazione dell’archivio cartaceo e LineLab di Alessandria per i lavori di fotoriproduzione e di scansione informatica dell’archivio cartaceo e di riversamento su supporto multimediale.

Il progetto si è concluso con l’intervento della ditta Si.Re Informatica di Novi Ligure che ha realizzato il sito santovarni.it, con la finalità di agevolarne la consultazione da remoto da parte di un pubblico più ampio: non solo archeologi e ricercatori, ma istituti scolastici e appassionati conoscitori della storia e della tradizione locale. La dottoressa Marica Venturino (già funzionario SABAP-AL) ha sottolineato anche l’importante funzione di tutela dei documenti originali, molti dei quali alquanto delicati, svolta dal portale.

Il sito è stato progettato per essere  estremamente semplice e intuitivo nella fruizione, in modo da garantire l’accesso e la consultazione anche ai non addetti ai lavori. Esso raccoglie, in formato digitale, tutta la documentazione dell’Archivio Santo Varni di Serravalle Scrivia, di cui rappresenta la controparte digitale.

Nella home page è visibile una nota biografica “Santo Varni artista poliedrico”, curata dalla Dottoressa Pierangela Eliogabalo (già direttrice della Biblioteca di Serravalle Scrivia dal 1983 al 2021) che ha seguito direttamente i lavori di progettazione del sito.

Più in basso, il link a una interessante “introduzione metodologica” a cura di Rosanna Cosentino e Chiara Marchese, le archiviste che si sono occupate del riordino e della costituzione dell’Archivio Santo Varni di Serravalle, sotto la supervisione del dottor Giuseppe Banfo, funzionario preposto alla gestione dell’Archivio citato, che ha seguito scrupolosamente ogni fase del lavoro archivistico fornendo importanti strumenti per la realizzazione dell’inventario.

L’Archivio serravallese è costituito da oltre duemila documenti originali, raccolti in cinque faldoni per un’estensione di circa 1,50 metri lineari, conservati presso la Biblioteca comunale di Serravalle Scrivia. All’interno dei faldoni i documenti sono raggruppati in fascicoli e album, creati già da Santo Varni stesso, che sono andati a costituire le singole unità archivistiche, gli elementi fondamentali su cui si è basata la costituzione dell’archivio. Un riordino che ha voluto contemperare l’esigenza di conservare un ordine cronologico dei documenti e contemporaneamente assegnar loro una struttura logica.

Il risultato è visibile consultando l’indice (cliccando l’omonima voce sulla barra in alto nella home page del sito) che riproduce esattamente la struttura dell’archivio cartaceo. Le 247 unità archivistiche sono state suddivise in tre grandi sezioni: Sezione 1 – Corrispondenza di Santo Varni con Domenico Molinari; Sezione 2 – Attività di Santo Varni; Sezione 3 – Addenda.

In particolare la Sezione 2, molto ampia comprendendo le unità archivistiche 2-244, è stata suddivisa in 15 serie e in diverse sottoserie, che corrispondono alle singole località geografiche o ai singoli monumenti. Cliccando sui titoli delle serie o delle sottoserie si aprono i link relativi alle schede delle singole unità archivistiche, che riportano il titolo originario dell’unità archivistica assegnato da Varni e il “titolo attribuito” dagli archivisti per maggiore chiarezza, una serie di note che ne descrivono il “contenuto”, la datazione, la descrizione, lo stato di conservazione. E poi naturalmente, in allegato, le fotoriproduzioni dei documenti e delle tavole contenute nella singola unità archivistica, che sono anch’esse cliccabili e visionabili (hanno una leggera filigrana che ne impedisce un utilizzo improprio). Ad ogni tavola corrisponde anche una relativa scheda che ne dettaglia il contenuto.

Proseguendo la descrizione degli strumenti in home page troviamo la voce “contatti” sulla barra superiore, con i riferimenti della Biblioteca comunale “Roberto Allegri” di Serravalle a cui si può scrivere o telefonare per tutte le informazioni relative all’archivio e alla consultazione.

Nella parte centrale della home, infine, i pulsanti “Archivio” e “Ricerca” consentono di accedere in modo rapido, rispettivamente, alle singole sezioni, serie e sottoserie oppure, premendo su “ricerca”, effettuare una ricerca per parole chiave.

Una struttura estremamente semplice a fronte di una grande ampiezza di contenuti: il sito infatti raccoglie e presenta una ricchissima documentazione non solo sulla storia e sui reperti del sito archeologico di Libarna, cui è dedicata un’ampia sezione. Altrettanto rilevanti sono gli studi, i disegni, le fotografie e le riproduzioni autografe che il Santo Varni dedicò ad una vasta regione che comprendeva naturalmente la Liguria ed in particolar modo il genovesato, ma che si estendeva alla Lunigiana, all’Oltregiogo, alla Valle Scrivia, che percorse come un rabdomante alla continua ricerca di monumenti da riprodurre e di testimonianze da raccogliere nelle sue carte.

Nella raccolta archivistica, per citare solo una parte della documentazione relativa alla Valle Scrivia ed al basso alessandrino, troviamo ampie documentazioni su marmi, bronzi, vetri dipinti e reperti ceramici provenienti da Libarna e Tortona; tavole ed appunti sugli affreschi della pieve e su un bassorilievo e di un dipinto nella chiesa di S. Pietro in Novi Ligure.

E poi disegni e appunti delle tracce di pitture antiche e di reperti scultorei (romanici) presenti nella chiesa di S. Giacomo di Gavi con una rilevante presenza tra i materiali disegnati di reperti inediti e il rilievo della collocazione originaria di lastre decorate altomedievali, poi scomparse; sulla chiesa romanica di San Michele in Borghetto Borbera, oltre a materiali e pubblicazioni sulle diverse chiese romaniche della zona.

E ancora carte sparse raccolte con i seguenti titoli “Appunti di una maiolica già serbata nel Castello di S. Cristoforo”; “Piccolo sepolcro a Stazzano”; “Avanzi di pittura a Vignole e a Pozzolo Formigaro”; una pubblicazione sulla chiesa di San Innocenzo di Castelletto d’Orba; tavole ed appunti relativi a Capriata, a un quadro di un Manfredino di Castelnuovo di Scrivia, alla chiesa abbaziale di Rivalta Scrivia.

Naturalmente non mancano documenti e disegni dedicati ai centri maggiori della sua ricerca in Liguria (Genova e Ventimiglia, Albissola e Albaro, Savignone, Sarzana e Luni), Piemonte (Alba, Tortona), Toscana (Carrara e Firenze) e poi a Roma, Napoli, Torino e Milano.

I suoi taccuini su cui ha redatto i suoi appunti di viaggio e che ha arricchito con decine e decine di disegni, a matita e a penna, sono una fonte inesauribile di informazioni e di curiosità per eruditi e studiosi, per semplici appassionati, per giovani ed adulti.

A questo punto non resta che augurare buona navigazione su santovarni.it a quanti si vorranno immergere alla scoperta di un illustre passato delle nostre terre, guidati dalla passione collezionistica e dalla personalità poliedrica di Santo Varni.