CadutiMilitari

RAVIOLO, Luigi. L’estremo sacrificio di un “cuoco combattente”.

Luigi Raviolo (di Pietro Raviolo e di Carlotta Mazzacane / Serravalle Scrivia, 28 aprile 1893 / Monfalcone, Gorizia, 15 maggio 1916).

Calzolaio, cuoco, Caporale di Cavalleria, Decorato al Valore Militare, Caduto Prima Guerra Mondiale.

Luigi Raviolo nasce a Serravalle Scrivia, il 28 aprile 1893 nell’abitazione di famiglia in Vico Forno, figlio di Pietro Raviolo e di Carlotta Mazzacane, contadini. Terminati gli studi impara il mestiere dell’artigiano, divenendo calzolaio. Nella cucina di casa, tra gli affetti della madre o di una nonna, impara anche a cucinare. Iscritto alla leva della classe 1894 fu dichiarato rivedibile della Classe 1893 e successivamente arruolato come Soldato di 1° Categoria, a disposizione del Distretto Militare di Voghera il 16 giugno 1914. Inizialmente la sua chiamata fu ritardata in virtù della posizione militare del fratello minore Emilio.

Richiamato alle Armi nel settembre del 1914, giunse al reparto il 24 settembre e fu incorporato nel 28° Reggimento Cavalleggeri di Treviso. Al momento dell’entrata in guerra l’unità «…prestò servizio di polizia stradale nelle retrovie e a più riprese a Campolongo al Torre, Versa e Nogaredo, svolse anche funzioni di scorta ai prigionieri di guerra. La sola Sezione Mitragliatrici fu aggregata alla 34° Divisione sul fronte dell’Altipiano d’Asiago…».[1] Il 31 maggio 1915 ottenne l’avanzamento al grado di Caporale. Durante il periodo di impiego al fronte, il 10 settembre 1915 subì un infortunio per causa di servizio al ginocchio destro, colpito malamente dal calcio di un cavallo durante un attività addestrativa. Rientrato al reparto d’appartenenza proseguì nella sua mansione di Cuciniere di Reggimento. Con l’avvento del 1916, il “Treviso”: «….venne appiedato ed iniziò l’addestramento tipico della fanteria, ed il 23 maggio era posto in linea nel settore ad est di Monfalcone, dove rimase sino ad ottobre, quando passò sul medio Isonzo alle dipendenze della II Armata nel settore del Monte Rombon…».[2] Il tragico destino del Caporale Raviolo si sarebbe compiuto il 15 maggio 1916, a Monfalcone. In quei giorni le truppe del Kaiser attaccarono la zona allo scopo di riprendere la città – conquistata dalle truppe italiane il 9 giugno 1915 – e le zone industriali annesse: «….la Rocca, le officine Adriawerke e Porto Rosega… Il giorno prima di scatenare la famosa Strafexpedition, il 15 maggio 1916 nel Tirolo meridionale, gli austroungarici organizzarono una azione diversiva nel basso Isonzo con l’intento di portare più a ovest la linea di difesa riprendendosi posizioni strategiche importanti a ridosso di Monfalcone…». [3]

«…In questa occasione, l’operazione fu organizzata in collaborazione fra marina austroungarica ed esercito. Inizialmente, i velivoli dell’aerostazione Imperial Regia di Trieste dovevano bombardare le officine Adriawerke e di seguito i reparti della 106a divisione, il I battaglione del 27° reggimento di fanteria e il 30° battaglione della 187a brigata Landsturm austriaci dovevano prendere all’assalto le posizioni italiane. Alcuni problemi bloccarono il decollo degli aerei e solo uno, pilotato dal tenente Banfield, riuscì a sganciare una grossa bomba sull’obiettivo. I Landsturm attesero l’arrivo degli altri aerei che non avvenne, l’effetto sorpresa svanì e furono occupate solo poche irrilevanti posizioni. Il giorno seguente il VI reggimento Landsturm assieme al 152° battaglione Landsturm diede l’assalto al versante nord della Rocca facendo 160 prigionieri italiani. Fu anche occupata una parte della trincea italiana detta “del Tamburo” poco a ovest della quota 121. In questi due giorni, i reparti austriaci diedero fondo a tutte le loro risorse fisiche e, decimati dalle perdite di circa 1300 uomini, l’impeto iniziale andò scemando e l’obiettivo principale di far avanzare la linea di difesa fallì…».[3]

Luigi Raviolo, sebbene addetto ai compiti di sussistenza volle ugualmente partecipare alla battaglia, al fianco del compagni appostati lungo la linea del fuoco. Forse offertosi per una missione volontaria, forse trasportato da impeto patriottico, nello sporgersi coraggiosamente da una trincea intento a far fuoco con il suo fucile in direzione del nemico, venne colpito a morte dal tiro avversario. Per il suo atto eroico è stato insignito della Medaglia d’Argento al Valor Militare con la seguente motivazione:

…Caporale di cucina, si recava volontariamente sulla linea di combattimento, non lungi dalla quale egli si trovava col rancio, e salito in piedi sul parapetto, faceva fuoco sul nemico, finché cadeva colpito a morte. Monfalcone, 15 maggio 1916… [4]

Albo d’oro dei Caduti della Prima Guerra Mondiale

…Il mio prozio materno – scrive il nipote – era il cuciniere del suo reggimento. Il contesto è quello della prima guerra mondiale, milioni di giovani chiamati alle armi e molti rimasti sul campo di battaglia e nemmeno tornati a casa da morti. Tutto quello che mi rimane è una lettera del comandante del battaglione che scrive al papà del mio prozio, descrivendo le circostanze della morte e proponendo la medaglia d’argento per il figlio morto. Mi rimane anche, promessa peraltro onorata del comandante, la medaglia d’argento.
Ah, dimenticavo; mio zio era cuoco, si occupava della ‘cucina’, poi ha accettato quella missione ‘volontaria’. Il suo soprannome era ‘u Cèna’. Ricordate La Luminosa? il Cèna era un personaggio…

la notizia della scomparsa di Luigi Raviolo
sulle colonne de “Il Popolo”, 16 agosto 1916

La morte di Luigi Raviolo , “Gigi” per i Serravallesi [5], destò profonda commozione nella Comunità serravallese. Questa una breve cronaca – tratta dal bollettino parrocchiale, “La Buona Parola” – della cerimonia di suffragio che ebbe luogo nella Chiesa Parrocchiale il 5 luglio: «…Per desiderio dei parenti venne cantata una Messa per l’anima del soldato Raviolo Luigi… Sul catafalco, eretto in mezzo alla chiesa, posava bellamente il tricolore. Alla messa in canto si fece precedere la recita dell’ufficio. Parenti, amici, discreto numero di popolazione unirono le loro preghiere ai suffragi del clero parrocchiale presente…».[6]

Il periodico riporta anche due lettere pervenute alla famiglia, indirizzate alla sorella Emilia Raviolo, a firma di un commilitone di Luigi, Federico Lamburgo, in forza al Reggimento Cavalleggeri “Treviso”, 2° Squadrone: Nella prima missiva si legge: «…Avendo avuto l’occasione di ritirare io la sua lettera che Lei aveva scritto al suo caro fratello, ne rilevai l’indirizzo suo e prontamente La informo che il suo amato fratello Luigi cadde da vero eroe sul campo di battaglia, colpito da una pallottola nemica alla fronte. Credo ne sarà contenta, benchè io le dia questo sacro annunzio: ma la prego di non lasciarsi vincere dalla desolata passione. Io e tutti i compagni di Luigi partecipiamo al dolore che à colpito la sua cara famiglia e pregheremo anche noi per la sua amata anima…».[6]

Nella seconda lettera, datata 28 maggio 1916, così si scrisse: «…Zona di Guerra…Ricevuta sua cara lettera: e mentre la ringrazio Le faccio sapere esatte notizie in merito a quanto mi chiede del suo caro Luigi. Come torno ancora a scriverle, e commosso, l’assicuro che il fratello suo è proprio morto…Il Reggimento stesso comunicherà al Sindaco…la notizia; ma può darsi che sarà a lungo….Il suo caro Luigi fu da noi compagni sepolto a Monfalcone, in un cimitero vicino. La sua morte fu istantanea, essendo stato colpito alla fronte da due pallottole nemiche. Combattè fino alle 8 di sera del giorno 16 eroicamente e coraggiosamente…Il povero Luigi era escluso dal combattere. Ma avendo visto i suoi compagni e i suoi ufficiali, che gli volevano tanto bene, andare all’assalto, non volle fermarsi ma bensì si animò anche esso e si portò subito in prima linea noncurante neanche il pericolo che tutti si aveva in vista. Il nostro Sig. Capitano fece un solenne encomio per Luigi credo che sia proposto anche per la medaglia al valore. Ora, signorina, è inutile pensare al suo caro fratello. Lui morì per la nostra cara Patria, e anche noi saremo i difensori e sapremo vendicarci del nemico nostro…».[6]

Luigi Raviolo, uno dei tanti giovani dell’Oltregiogo caduti nel corso della prima guerra mondiale. I loro nomi stanno lentamente sbiadendo sui monumenti che li ricordano e nella memoria collettiva. Di Luigi resta almeno qualche traccia come questa lettera che nel settembre 1916 il Comandante del 2° Squadrone Cavalleggeri “Treviso”, Umberto Incisa di Camerana scrisse al padre, Pietro Raviolo:

Alla famiglia Raviolo, piegata dal dolore per la perdita di Luigi, la guerra non risparmiò neppure il calvario quotidiano della sorte ignota dell’altro figlio chiamato soldato, Emilio Raviolo. Emilio, classe 1894, fornaciaio. Giudicato abile ed arruolato, Soldato di Prima Categoria, nel febbraio 1915 ottenne un rinvio provvisorio, venendo aggregato per la chiamata alla classe 1895. In maggio, con l’ingresso dell’Italia nel conflitto venne chiamato alle Armi per mobilitazione, posto a disposizione del Distretto Militare di Voghera. Prima assegnazione al 63° Reggimento Fanteria della Brigata “Cagliari”, per poi passare al 114° Reggimento Fanteria (Deposito 7° Reggimento) della Brigata “Mantova”. Nel corso del conflitto servì con diversi reparti: dal 18 agosto 1916 transitò al 57° Fanteria “Abruzzi”, per poi passare, dal 13 maggio 1917, al 58° Fanteria “Legnano”. Durante le operazioni dell’ottobre 1917 fu catturato dal nemico. Prigioniero di guerra, sopreavvisse agli stenti ed ai rigori della cattività, per venire liberato solo al termine delle ostilità, rientrando in Patria il 5 gennaio 1919, per venire congedato il Novi Ligure il 16 di settembre.


Fonti ed immagini

Archivio Storico del Comune di Serravalle Scrivia

Archivio di Stato di Alessandria, Regio Esercito, Foglio Matricolare, nr. 34863, anno 1893, Distretto Militare di Voghera

Archivio di Stato di Alessandria, Regio Esercito, Foglio Matricolare, nr. 34864, anno 1894, Distretto Militare di Voghera

https://goriziagrandeguerra.cultura.gov.it/il-contrattacco-italiano-presso-monfalcone


[1] https://www.storiaememoriadibologna.it/archivio/organizzazioni/cavalleggeri-treviso-28deg-reggimento

[2] https://www.storiaememoriadibologna.it/archivio/organizzazioni/cavalleggeri-treviso-28deg-reggimento

[3] https://www.studicarsici.it/carso/breve-storia-di-monfalcone-durante-la-grande-guerra/

[4] https://decoratialvalormilitare.istitutonastroazzurro.org

[5] “La Buona Parola“, bollettino della Parrocchia dei Santi Martino e Stefano di Serravalle Scrivia, nr.7, anno 1916

[6] “La Buona Parola“, bollettino della Parrocchia dei Santi Martino e Stefano di Serravalle Scrivia, nr. 8, anno 1916