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Ippolito NEGRO, un ricordo

Alla fine di marzo se ne è andato Ippolito Negro.
Era nato nel 1949 a Cosola, dove era ritornato a vivere dopo il pensionamento.
Esponente molto noto della sinistra novese, aveva iniziato la sua attività pubblica nella Cgil, dove ricopì importanti incarichi nella FIltea, il sindacato tessile e calzaturiero. Ma la sua attività sindacale era iniziata molti anni prima, al ritorno dagli anni dell’emigrazione in Francia, come componente del Consiglio di Fabbrica dell’industria dove lavorava, la Michelin di Spinetta Marengo.
Fu per nove anni Assessore a Novi Ligure, dal 2000 al 2009, nelle giunte Lovelli e Robbiano.
Successivamente fu consigliere comunale, ma soprattutto dedicò molte energie al suo ruolo di Presidente del Consorzio Servizi alla Persona, che gli permise di dedicare il suo impegno alle problematiche delle persone più disagiate, tema a lui particolarmente caro.
Legatissimo alla Val Borbera, raccontava volentieri le storie e le tradizioni di quel mondo contadino fatto di piccola e piccolissima proprietà e di una agricoltura povera.
Bisognerà, nel prossimo futuro, ritornare più in dettaglio sulla sua biografia. Per ora lasciamo la penna a Vto Cosola che ci propone un breve ma intenso ritratto del suo amico e conterraneo (redazione Chieketè).

È mancato Ippolito Negro. Se ne andato in silenzio come è stata la sua vita, silenziosa ma caratterizzata da fortissimo impatto sociale: infatti, per ricordare quello che lui ha realizzato, non basterebbero libri.
Ippolito era sempre in prima linea, quando c’era bisogno lui era sempre presente.

Per diversi anni era stato presidente del Consorzio Servizi alla Persona, un ruolo che gli permise di aiutare -, ci tengo a sottolineare questo verbo – chiunque ne avesse bisogno. Il suo impegno, infatti, era sempre votato alla volontà di mettere in primo piano colui che gli stava chiedendo una mano.

La vita lo ha portato in Francia, ma le sue radici hanno cominciato a richiamarlo verso casa: non per nulla la sua nonna cosolana, tutte le sere al tramonto, guardando il sole scendere e pensando al padre dí Ippolito emigrato in Argentina, diceva “ maledetto Cristoforo Colombo che hai scoperto l’America e mi hai portato via mio figlio “, tanto era l’attaccamento di Ippolito e della sua famiglia per il suolo natio .

Al rientro dalla Francia la sua vita politica e pubblica si svolta prevalentemente a Novi Ligure, dove ha lasciato un fortissimo ricordo di serietà ed impegno politico. Ma il richiamo atavico delle sue radici è stato troppo forte e lo ha fatto ritornare alla sua Cosola, dove lo potevi sempre incontrare e fermarti a fare due parole, e le sue “due parole” erano sempre di quelle che fanno pensare.

Sicuramente la val Borbera perde uno dei suoi rappresentanti migliori, ma è una perdita che riguarda tutti noi, perché Ippolito rappresenta ( non posso fare a meno di pensarlo come se fosse vivo) ciò che ogni persona dovrebbe essere: se pensiamo a come l’umanità si sta comportando, persone come lui non dovrebbero mai lasciarci.

Dall’empireo del suo cielo starà leggendo tutto quello che si sta scrivendo su di lui e sarà sorpreso, per il semplice motivo che lui considera tutto ciò che ha fatto una cosa normalissima .
Ciao Ippolito, è stato bello averti conosciuto.

Ippolito Negro mentre sta ricordando i fatti accaduti alla Beitana, nei pressi di Capanne dì Cosola, dove vennero uccisi due partigiani durante i rastrellamenti del dicembre 1944.

Nel dicembre 2023 il canale Youtube “Italia che cambia” ha pubblicato un breve video nel quale Ippolito Negro racconta il suo amore per la Val Borbera, la sua storia, e sue tradizioni e la sua musica. Lo riproponiamo qui in sua memoria.

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