La lapide dimenticata e misteriosa di Cantalupo Ligure
Una delle mie passioni, da sempre, è quella di esplorare i paesi della nostra zona, con particolare attenzione per quelli collinari e montani. Durante queste passeggiate nei nostri piccoli borghi mi capita di ricercare e osservare particolari quasi nascosti, spesso anche a chi abita nelle vicinanze.

Così, trovandomi a Cantalupo Ligure e inoltrandomi nella stretta viuzza di quello che viene chiamato Borgo Nuovo (cioè una parte del paese costruita al di là del primitivo agglomerato medievale) l’occhio mi cade su di un’antica lapide in pietra. Una buona parte è leggibile, purtroppo una parte non riesco a decifrarla. A prima vista quindi leggo il testo in latino che dice:
PRAEDONUM… (parte non leggibile) UNIVERSITAS RAPALLI HOC DEBITAE GRATITUDINIS MONIMENTUM POSUIT ANNO MDCXXII KAL APRILIS.
Provo a tradurre:
DI PREDONI… (parte non leggibile) L’INTERA CITTADINANZA DI RAPALLO POSE QUESTO COME TESTIMONIANZA DI DOVUTA GRATITUDINE. ANNO 1622 – 1 APRILE.
La lapide, molto misteriosa, sarebbe quindi stata posta in ricordo e a segno di gratitudine dalla città di Rapallo per un episodio connesso a dei predoni o alla pirateria. Certamente la parola mancante rende più difficile la comprensione del testo. Pubblico un post su Facebook sull’argomento e l’intervento provvidenziale di Davide Canazza risolve una parte del mistero. Con l’utilizzo di photoshop il vocabolo diventa chiaramente leggibile

Il termine non chiaro è EXTERMINATOR, sterminatore. A questo punto il testo risulta essere il seguente:
PRAEDONUM EXTERMINATOR UNIVERSITAS RAPALLI HOC DEBITAE GRATITUDINIS MONIMENTUM POSUIT ANNO MDCXXII KAL APRILIS.
La traduzione diventa quindi:
STERMINATORE DI PREDONI L’INTERA COMUNITÀ DI RAPALLO POSE QUESTO COME TESTIMONIANZA DI DOVUTA GRATITUDINE. ANNO 1622 – 1 di APRILE.
C’è l’anomalia di “exterminator” che è un nominativo e non un dativo, più correttamente avrebbe dovuto essere “exterminatori”, cioè “allo sterminatore di predoni”, ma non è l’unico aspetto poco chiaro.

Fatto il primo passo, cioè quello della comprensione del testo, il mistero resta ancora fitto. Chi è questo “sterminatore di predoni” a cui la città di Rapallo è grata e qual è il suo legame con Cantalupo? Non sarà facile trovare una risposta. Cominciamo però dal luogo in cui la lapide si trova e vediamone le connessioni storiche. L’edificio sul quale è murata la lapide è semplice e anche un po’ trascurato, ma proprio di fronte si trova invece un palazzo importante su cui si hanno alcune notizie. Si tratta di Palazzo Spinola, detto, a Cantalupo, “la Torre”, una dimora fatta costruire nel 1501 dalla famiglia che dominava il Borgo.

L’edificio presenta un ingresso con un portoncino scolpito in ardesia e in un arco, ben conservato, presenta una croce che potrebbe essere connessa all’Ordine di Malta. Prendendo in considerazione il contesto, appare chiaro che la lapide è collegata all’imponente palazzo che si trova di fronte. L’edificio dove è murata la lapide potrebbe essere stata una pertinenza di palazzo Spinola, oppure il reperto potrebbe provenire da esso ed essere stato successivamente posto nell’attuale sistemazione.

Il mistero permane, ma cerchiamo di indagare le vicende storiche di Cantalupo e di Rapallo per trovare qualche informazione utile. Il feudo a cui apparteneva il paese, fino al 1518, era di proprietà della famiglia Spinola a cui si attribuisce la costruzione dell’omonimo palazzo. In quell’anno, Tolomeo Spinola, che non aveva figli legittimi, istituì come suoi eredi i figli dell’amico Agostino Adorno che diventarono i signori di quelle terre. La località con il castello, costruito nel 1100 dagli Spinola, prese così il nuovo nome di Borgo Adorno. La lapide, tenendo conto della datazione, è quindi riferita sicuramente a un fatto storico accaduto durante la signoria degli Adorno. E quale può essere il fatto storico a cui essa si riferisce?

Consultando la storia di Rapallo ci si imbatte in una celebre incursione di pirati turchi. Il 4 luglio 1549 il temibile corsaro ottomano Dragut (Turgut Rais) saccheggiò la città. Fu un attacco a sorpresa con lo sbarco dei predoni da quattro galee e diciassette galeotte. La flotta espugnò il borgo, rapinando, incendiando le abitazioni e facendo prigioniere ventidue fanciulle che poi furono vendute come schiave. Molti abitanti vennero uccisi, compreso il prevosto Domenico della Torre, mentre il podestà Michele Calvo Semestraro riuscì rocambolescamente a fuggire. Il fatto è ricordato come uno degli episodi più violenti e distruttivi della città di Rapallo; quindi, viene da pensare che la lapide si riferisca proprio a quello. Inoltre, fu proprio la famiglia degli Adorno a fare pressioni affinché vi fosse costruito il famoso castello sul Mare che, ultimato nel corso del XVI secolo, diventò il baluardo a difesa di tutto il litorale proteggendo la città da future incursioni dei pirati.

La famiglia degli Adorno, inoltre, ebbe legami stretti con l’Ordine di Malta – ritorniamo alla croce presente su Palazzo Spinola – e esponenti di punta di essa ricoprirono ruoli di grande importanza all’interno dell’ordine stesso. Giorgio Adorno fu signore di San Cesareo (1528-1533), cavaliere di Malta (1513), commendatore di Mondovì dell’ordine Gerosolimitano (1516-1528), piliero della Lingua d’Italia1 e Grande Ammiraglio dell’Ordine Gerosolimitano (1543), Priore di Napoli dell’Ordine Gerosolimitano (1549), Governatore di Malta (1551), Generale delle Galere dell’Ordine Gerosolimitano (1557); si spense a Malta nel 1558. Agostino Adorno fu cavaliere di Malta (1569), generale delle galere dell’ordine di Malta, balì di Negroponte2 (1575 ca); morì nel 1575. Queste notizie, relative al periodo in questione, sono derivate dal Libro d’oro della Nobiltà Mediterranea nella pagina dedicata agli Adorno, marchesi di Pallavicino e Busalla, conti Palatini del Sacro Romano Impero, conti di Rende e San Fili, baroni di Caprarica.
La lapide risale al 1622, quindi circa settantatré anni dall’assalto di Dragut, ma potrebbe essere stata realizzata in omaggio di qualche personaggio degli Adorno, per ricordare il loro impegno nei confronti della difesa della città. Sulla lapide ci si riferisce a uno “exterminator”, un imprecisato “sterminatore di predoni”. A chi si volesse alludere per il momento resta un mistero, un mistero che resiste da secoli su di un vecchio muro di Cantalupo.
- Il termine Piliero (dal francese antico pilier, pilastro) indicava il comandante o capo di una “Lingua” all’interno dei Cavalieri di Malta (Sovrano Militare Ordine di Ospedalieri). Ogni “Lingua” rappresentava una provincia su base linguistico-geografica (es. Lingua d’Italia, di Francia, d’Aragona). Il Piliero della Lingua d’Italia ricopriva inoltre spesso l’alto incarico di Gran Ammiraglio dell’Ordine. (Fonte Wikipedia) ↩︎
- Il Balì o bailo, capitano di Negroponte, era il rappresentante della Repubblica di Venezia di stanza a Calcide (Negroponte) sull’isola di Eubea. (Fonte Wikipedia) ↩︎
