Istituzioni scolasticheOltregiogo - Isola del CantoneStoriaTestimonianze

La scuola a Isola negli anni Cinquanta

Lo scorso anno (2021, ndr)durante il concerto per gli auguri di Natale1, preparato da bambini della scuola elementare, cercavo di individuare quelli delle prime classi e ne vedevo pochissimi. Li pensavo assenti e invece non esistevano veramente.

Il calo demografico, ormai ben noto, era ancora più accentuato perché non partecipavano a quell’incontro religioso i musulmani.
Spontaneamente ho pensato alla diversa situazione degli anni in cui insegnavo.

Mi sono diplomata nel luglio del 1950 e, in attesa di partecipare ad un concorso per l’inserimento nella graduatoria degli insegnanti, ho accettato le proposte che mi si offrivano.

Molte persone, nate prima del 1940, specialmente nelle frazioni, avevano frequentato la scuola fino alla terza elementare, altre fino alla classe quinta. Per entrare nel mondo del lavoro occorreva il diploma della classe quinta, perciò il Provveditorato agli Studi e altri Enti (esempio il C.I.F. – Centro Italiano Femminile) istituivano le SCUOLE POPOLARI assegnate a maestre a inizio carriera che non avevano ancora partecipato al concorso magistrale. L’incarico durava sei mesi; il compenso era molto modesto (6mila lire al mese) però veniva assegnato un punteggio riconosciuto dallo Stato e prezioso per avanzare in graduatoria.

Isola del Cantone – scuole elementari, inizio anni Cinquanta

Le lezioni si svolgevano dalle ore 20.30 alle 22. Il programma consisteva nel saper leggere e scrivere correttamente, interpretare un breve testo, ripassare le tabelline per risolvere le operazioni, conoscere la geografia dell’Italia e la storia del Risorgimento.
I partecipanti, alla fine del corso, dovevano superare una prova d’esame alla presenza del Direttore didattico per ottenere il diploma della quinta elementare.
Chi già lo possedeva otteneva un Diploma Preferenziale.

Per alcuni anni la Scuola Popolare ebbe luogo a Marmassana, Montessoro, Prarolo, Vobbietta, Mereta e Borlasca.

Vobbietta

Negli anni cinquanta molte famiglie abbandonarono le frazioni perché avevano trovato lavoro a Genova (Italsider, Garrone, Shell, portinerie ecc.) e così incominciò a diminuire la popolazione anche se qualche anno prima erano stati costruiti, in qualche frazione, edifici con aule scolastiche e appartamento per la maestra che aveva l’obbligo di risiedere in sede.
I frazionisti molte volte tentarono di reagire perché non fossero chiuse le scuole, ma inutilmente. Il Comune, per evitare alle famiglie il disagio di accompagnare i bambini nel capoluogo, si era fatto carico di Scuole Sussidiate.

Nel gennaio del 1951 ho ricevuto l’incarico per insegnare nelle elementari sussidiate e anche nella Scuola Popolare di Marmassana.
Al mattino facevo scuola ai bambini e alla sera agli adulti ed è stata per me un’esperienza interessante.
Il Comune non provvedeva al riscaldamento e alla pulizia delle aule, perciò gli scolari portavano a scuola alcuni pezzi di legna e al sabato, con la maestra pulivano l’ambiente.

In quegli anni a Isola capoluogo c’erano sei maestre, a Vobbietta, Montessoro, Pietrabissara due, a Marmassana, Montecanne, Prarolo, Mereta e Borlasca una.
La presenza della maestra nelle frazioni costituiva anche un punto di riferimenti per gli altri abitanti.

Campo solare del C.I.F. (Centro Italiano Femminile) negli anni ‘50
  1. L’articolo, segnalato e messo a disposizione da Sergio Pedemonte è stato scritto nel 2021. ↩︎

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