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Una targa per Italo Rava

Sabato 26 settembre, nei pressi degli scavi di Libarna, è stata inaugurata una targa in onore di Italo Rava, a ricordo del suo costante lavoro nel campo della promozione turistica e culturale, ma anche per il suo ruolo di primo piano nella valorizzazione delle eccellenze gastronomiche dell’Oltregiogo, tra tutte la focaccia, riconosciuta prodotto agroalimentare tradizionale grazie al suo impegno, in particolare negli anni in cui è stato Presidente dei panificatori novesi.
Nel corso della cerimonia diverse voci hanno ricordato la figura di Italo e la sua attività a favore di Libarna, soprattutto negli anni in cui fu alla presidenza della Pro loco.
Emanuele Parodi, per molti anni Assessore comunale a Serravalle, ha voluto regalarci il testo del suo intervento che volentieri pubblichiamo.

Parlare della mia esperienza vissuta a braccetto con Italo mi fa tornare indietro di una quarantina
di anni.
Si era giovani, anche Italo lo era.
Parliamo però di lui. Perché la sua figura ha segnato profondamente il paese di Serravalle.
Aggiungo, il nostro paese ha avuto, per ragioni diverse, due grandi personaggi: Italo e l’Avv. Allegri.
Entrambi non ci sono più, entrambi ci hanno onorato di esserci stati.
Italo, per quello che mi riguarda, può essere sintetizzato in 4 direttrici fondamentali:

  1. Curiosissimo di fatti, eventi, iniziative culturali;
  2. Generosissimo verso il prossimo, generosissimo socialmente;
  3. Vulcanico nelle idee, è stato il Presidente di una Pro Loco (con l’aiuto di Renato e
    Luigino, De Rossi, Mino l’obiettore) testimone del tempo attraverso l’impegno per
    Libarna, il recupero dell’organo Serassi, il Maggio Musicale, Il Baratto, il gemellaggio
    con Gavoi che ha coinciso con il rilancio della Fiera di San Martino, la festa da
    Cuntro ‘d sua, la festa del Pane in Villa Caffarena e altre cose ancora;
  4. Appassionato professionista di una panificazione variegata e di qualità dall’impasto
    all’infornata, ma anche attivo nella di tutela e impegno a favore della panificazione
    artigianale.

Ci vorrebbe un convegno di almeno un giorno per raccontare tutto, ma non è possibile, per cui mi
limiterò a citare un episodio legato al p.to 2 “generosissimo verso il prossimo e verso il sociale”
(parola che purtroppo oggi vale una bestemmia).
Era un Natale di molta neve, il paese per iniziativa della Pro Loco, era allietato, tramite altoparlanti
posti lungo Via Berthoud e V.le Martiri, da musiche gestite da Giacomo Schiaffino con la consolle
presso la vecchia biblioteca.

Emanuele Parodi mentre pronuncia il suo intervento. Alla sua dx il Sindaco di Serravalle, Luca Biagioni

Per iniziativa del Presidente dell’ANFASS dell’epoca, Tornatore, dovevano essere venduti per il paese dei piccoli abeti. Il ricavato sarebbe stato devoluto a favore della stessa Associazione. Naturalmente Italo aveva aderito.
Nel pomeriggio della vigilia ci siamo mossi in tanti cercando di venderne il più possibile tra coloro che stavano rincorrendo l’ultimo regalo, si godevano la neve, il luccichio natalizio e la magia della musica.
Alla sera dopo la messa di mezzanotte ci ritrovammo, in buon numero, invitati da Italo, presso la sua panetteria per una cena.
Italo esordì parlando degli abeti: ”A nemu venduu in po’, ma un’è vansò na trentaina…”
Lasciò cosi la frase, sospesa. Un noto commerciante (che non c’è più) presumibilmente d’accordo con Italo, disse:” Ne compro dieci!”
Sorrisi e quasi applausi per l’iniziativa generosa. Un altro commerciante, non meno importante, ma forse non così generoso, punto sul vivo esclamò: ”Non sia mai che la mia famiglia rimanga indietro rispetto a X! Compro tutti quelli che rimangono”.
Fu un colpo di genio a favore di ragazzi meno fortunati proprio la notte di Natale.
Grande Italo.

Le foto della gallery sono state messe a disposizione da MAURO DEROSSI

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