Ottobre, tempo di castagne

Questa lunga, caldissima estate (la più calda del secolo? del millennio?) è finita. E già un po’ la rimpiangiamo, mentre tiriamo fuori i maglioni dall’armadio. Ma arriva in soccorso Gianni Bobbio che, con una sua delicata poesia, ci ricorda che l’autunno porta anche cose belle e buone. Le castagne, per esempio, che possono allietare in molti modi la nostra tavola e le sere d’autunno. Sempre con moderazione, come ci ammonisce il finale di questo piccolo, prezioso componimento.

Diamo, come al solito, una libera traduzione che, necessariamente, perde un po’ della musicalità originale.
E’ bello girar per le campagne
sotto gli alberi a cercar castagne
Quando ne hai trovato un bel cestino
portale a casa, vicino al camino
In tre modi diversi van preparate
bollite con buccia, arrostite, oppur pelate
Per colazione si scelgon le più belle
le metti nel latte, ma toglie la pelle
Le bollite le mangi come ti senti
ma devono essere sempre bollenti
Arrosto le gusti sera o mattino
e bevigli dietro un sorso di vino
A mangiarne tante d’aria ti riempi
E di rutti tonanti, ecco, rimbombi
