ANGELERI, Giuseppe

Giuseppe Angeleri (di Angeleri Amleto e Giovanna Perazzolo (o Perassolo) / Serravalle Scrivia, 29 dicembre 1919 / Kef Zilia, Tunisia, 26 febbraio 1943).

Bersagliere, caduto nella 2° Guerra mondiale, decorato al valore militare alla memoria.

Bersaglieri nel deserto africano

Tra i serravallesi caduti nel corso della Campagna d’Africa e decorati al valore militare alla memoria figura, il bersagliere Angeleri Giuseppe. Figlio di Amleto Angeleri, impiegato e di Giovanna Perazzolo (o Perassolo), casalinga, nacque il 29 dicembre 1919, a Serravalle. Nel 1922 la famiglia si trasferì a Milano. Durante la 2° Guerra mondiale, servì nel 10° Bersaglieri, con il grado di Sergente, Allievo ufficiale. Venne decorato con la Medaglia di bronzo al valore militare alla memoria, per i fatti d’armi, che il 26 febbraio 1943, a Kef Zilia, sud est di Capo Serrat, in Tunisia, ne determinarono la morte: “…Comandante di squadra fucilieri, con travolgente impeto, guidava il reparto all’assalto di una munita posizione sotto violenta reazione nemica. Mentre si lanciava ancora una volta all’assalto all’arma bianca, cadeva colpito a morte nel trincerone avversario…”. Lo scenario di guerra in cui il bersagliere serravallese combattè e perì è (nella foto a lato tratta dal sito web www.quattara.it, postazione anticarro tenuta da reparti di bersaglieri) ricostruito in un articolo firmato da Antonio Lotito e Luca Corrieri “I prigionieri di guerra italiani negli Stati Uniti durante la Seconda Guerra Mondiale“, pubblicato in “Rivista militare”, nr. 2, del 2013:«…Il primo reggimento di bersaglieri a schierarsi in Tunisia fu il 10°, arrivato a novembre del 1942, dopo lo sbarco degli americani in nord Africa. La sua prima brillante azione risale al 2 dicembre 1942, quando reparti… catturano un folto gruppo di paracadutisti inglesi e americani… Disarticolato e assegnato a più unità venne di nuovo duramente impegnato a Kef Zilia… all’alba del 26 febbraio 1943… I bersaglieri si ritrovarono con i fianchi e e le spalle scoperti su posizioni che i tedeschi… avevano abbandonato. A titolo di difesa poi i tedeschi in ritirata avevano minato e posto trappole in tutti i sentieri… Il comandante del reggimento (Tenente colonnello Latini)… facendo perno sulle posizioni di Kef El Rai riprendeva l’attacco il 27 riuscendo ad occupare Kef Zilia e a mantenerne il possesso nonostante i reiterati contrattacchi del nemico, costretto ad un disordinato arretramento… Dopo aver contrastato tenacemente l’avanzata nemica il 10° potè tuttavia raggiungere attraverso la boscaglia a nord della valle Sedjenane la nuova linea di difesa. Qui i superstiti riuniti in un solo battaglione continuarono a battersi con la divisione corazzata “Manteuffel” finchè non furono raggiunti dai bersaglieri del 5° reggimento… e dai fanti di marina del battaglione “Grado”… Ridotto a una sola compagnia fucilieri, rientrò in Sicilia…».