I “Turdiddri”

Ogni paese, nel periodo natalizio ha i suoi dolci tipici; Nelle case di Serravalle ad esempio, non manca mai il panettone alla genovese. Al mio paese si preparano “turdiddri“, “scaliddri” e (salati) “cuddrurieddri“.
I turdiddri sono dolcetti si preparano dal giorno dell’Immacolata a quello dell’Epifania e che si offrono ai visitatori e soprattutto agli zampognari e ai gruppi di giovani che, in questo periodo passano per le case, alla sera, cantando la “Strina. Prepararli qui a Serravalle serve a non farci scordare le nostre radici e a raccontare alle nuove generazioni di calabro-piemontesi qualcosa delle nostre tradizioni più care.

La signora Elena Taranto, di Corigliano Calabro, ricorda che si fanno così:

Foto by Bianco Spino, per gentile concessione dell’autore

Un bicchiere di vino bianco e uno di olio d’oliva.
Porta a bollore e spegni, lascia raffreddare.
Aggiungi un cucchiaio di zucchero e un cucchiaino di lievito per dolci.
Poi aggiungi farina 00 quanta ne prende, tipo quando si fanno gli gnocchi.
Falli a forma di gnocchi. Friggi a fiamma media in abbondante olio di semi e devono diventari ben cotti, dorati.
Falli piccoli così cuociono prima.
Metti a scaldare un pò di miele di fichi, alcuni usano quello d’api, io uso il primo.
Girali per bene nel miele caldo e poi vedi che sapore

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Benito Ciarlo

Calabrese di Montalto Uffugo (CS), dov'è nato nel 1950. Vive a Serravalle Scrivia (AL) dal 1968. Ha lavorato In Europa Metalli (ex Delta) come esperto di tutela dell'ambiente e responsabile della prevezione degli infortuni sul lavoro, svolgendo anche le mansioni di responsabile delle pubbliche relazioni. Appassionato di dialetti italiani e di Letteratura Medievale, ha svolto numerose serate di divulgazione delle opere di Dante Alighieri presso la Biblioteca Allegri. Insegna "Divina Commedia" all'Università della terza Età UNITRÈ Arquata-Grondona. Ha scritto e pubblicato Racconti e Raccolte di Poesie (in lingua e vernacolo) .