Po

Chi, come me, è giunto a Serravalle da lontano, anche dopo oltre mezzo secolo di integrazione prova, all’improvviso, momenti di nostalgia così intensa, che lo spingono a porsi mille domande e soprattutto una: “come sarebbe andata se fossimo rimasti?“.
La risposta si nega. E’ andata troppo bene qui, per rammaricarsi di ciò che avrebbe potuto accadere se avessimo trovato il coraggio e la forza di continuare a vivere in un ambiente che negava il futuro.
Tuttavia la nostalgia torna, di tanto in tanto, con prepotenza, e non per le situazioni di disagio, tanto numerose che ancora oggi se ne prova disgusto, ma per il sole, i monti, l’aria, e per la gente, quella buona; e torna, senza nessuna possibile risposta, la pertinace domanda: come sarebbe andata se fossimo rimasti?
Avremmo contribuito, come sognavamo, al cambiamento?
Poi ci guardiamo intorno, ci perdiamo nello sguardo felice dei nostri nipoti, nella gioia di una famiglia enorme e unita, dove calabresi e piemontesi si amalgamano e ci diciamo che comunque sia andata, non ci resta che ringraziare Dio.

Ma, tant’è, quasi inconsapevolmente si va in cerca delle differenze, si paragonano ambienti e situazioni, in una sorta di rivincita contro il destino che non trova, alla luce di come sono andate le cose, nessuna giustificazione:

PO

Ricordi che lasciammo
l’altopiano, inseguiti dai cani?

Fratello mio, la striscia
che dal basso
ora ci abbaglia
forse è il riflesso
d’un fiume smemorato.

Quante frontiere
abbiamo attraversato!

Quanta pianura
in cambio del silenzio!

Nell’acqua che passammo
la salvezza o la fine?

Oggi viviamo bene,
Come fossimo d’aria:
forse non esistiamo.

I cani qui non latrano
né inseguono i passanti.
dormono, è sempre notte.

Troppo alti questi monti
e troppo bianchi!

Troppo torbida l’acqua.

Qui i giardini
si conquistano il verde
vendendosi alla nebbia.


Autore: Benito Ciarlo
Poesia pubblicata il 03/10/2008
Dal sito Scrivere (www.scrivere.info)
Nella foto in evidenza
(pubblicata per gentile concessione di Daniela Perri)
il panorama del mio paese natio: Montalto Uffugo (CS)

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Benito Ciarlo

Calabrese di Montalto Uffugo (CS), dov'è nato nel 1950. Vive a Serravalle Scrivia (AL) dal 1968. Ha lavorato In Europa Metalli (ex Delta) come esperto di tutela dell'ambiente e responsabile della prevezione degli infortuni sul lavoro, svolgendo anche le mansioni di responsabile delle pubbliche relazioni. Appassionato di dialetti italiani e di Letteratura Medievale, ha svolto numerose serate di divulgazione delle opere di Dante Alighieri presso la Biblioteca Allegri. Insegna "Divina Commedia" all'Università della terza Età UNITRÈ Arquata-Grondona. Ha scritto e pubblicato Racconti e Raccolte di Poesie (in lingua e vernacolo) .