IBBA, Dante

Dante Ibba (di Carmelo Ibba e Carmela Fano / Arquata Scrivia, 1917/ ?)

Militare, Medaglia di Bronzo al Valore Militare.

Mentre la “guerra lampo” delle armate di Hitler, apparentemente inarrestabili, travolgeva col ferro e col fuoco l’Europa, crebbe in Mussolini il desiderio di emulazione e la volontà di acquisire per l’Italia fascista un’eclatante vittoria da portare al tavolo della pace, che egli reputava imminente. Così il Duce maturò la decisione, suffragata da errate valutazioni strategiche e militari degli Alti Comandi del Regio Esercito, di invadere la Grecia, un paese neutrale ed indifeso. Il 28 ottobre 1940, nell’anniversario della “Marcia su Roma”, l’Italia formalizzò la dichiarazione di guerra alla Grecia. Le truppe allestite in tutta fretta mossero all’attacco, partendo dall’Albania, ma sin da subito dovettero fare i conti con l’inaspettata ed accanita resistenza greca. Il 18 novembre 1940 il Duce affermò con arroganza  «…Ora, con la stessa certezza assoluta, ripeto assoluta, vi dico che spezzeremo le reni alla Grecia!…». Parole sprezzanti, accompagnate dagli applausi di rito della consueta folla di popolo in camicia nera riunita in Piazza Venezia, ma che non riuscirono a spegnere, in parte dell’opinione pubblica l’eco di una semplice domanda “Perché fare la guerra Grecia?”. Una campagna militare, che la propaganda del Regime presentava come una passeggiata vittoriosa, ma che sin dalle prime battute si dimostrò sul campo essere ben altra impresa.

Già nel mese di novembre le truppe italiane dovettero ripiegare ed in dicembre subire il contrattacco ellenico. Una disavventura destinata ad una rovinosa disfatta, irrimediabilmente segnata da una palese sottovalutazione dell’avversario, dalla sconcertante disorganizzazione e dalla drammatica inadeguatezza di mezzi del Regio Esercito, pagate a caro prezzo dai coraggiosi soldati italiani, gettati disordinatamente nella battaglia, nel fango, nella neve, una cruenta e logorante guerra combattuta sulle aspre montagne elleniche. Tra i soldati italiani che dimostrarono il loro valore sul fronte greco-jugoslavo, il Caporal Maggiore del Reggimento Cavalleggeri “Guide”, Dante Ibba, figlio di Carmelo Ibba e di Carmela Fano, originario di Arquata Scrivia, residente a Serravalle Scrivia, classe 1917. Nel corso della 2° Guerra mondiale, il 13 aprile 1941, nella zona di Kodra e Luges (Albania), Ibba, si guadagnò la Medaglia di Bronzo al Valore Militare, con questa motivazione: «…Capo di una squadra avanzata attaccata da forze soverchianti, sprezzante del pericolo, guidava i dipendenti nel duro combattimento con l’esempio e la parola, dando prova di fermezza e cosciente responsabilità. Avuta la squadra decimata, continuava con i superstiti a combattere, finchè costretto ad allontanarsi per una grave ferita, dava prima ordini precisi al capo arma per la prosecuzione della lotta…».

A ricostruire le operazioni militari cui prese parte il reparto del Caporale Ibba, è utile la cronologia degli eventi proposta dal sito www.regioesercito.it. Le “Guide” vennero inviate in Albania il 28 ottobre 1940, inquadrate nel Corpo d’Armata “Ciamuria” e parteciparono alla campagna sul fronte greco albanese. «…Le principali località nelle quali il reggimento ha combattuto nella campagna italo greco-jugoslava del 1940-42, sono state: al fronte greco (passaggio del Drhino, Delvinaki, Kalibaki, Philiates, passaggio del Kalamas, Koritiani, Dramesi, Ripitisti, Gribiani, Kastaniani, Longo, Pepel, Vodhovo); al fronte jugoslavo (Reci, Kodra, Luges, Scutari)… Nel marzo 1941… l’Italia aveva, attorno a Scutari, un nucleo centrale di difesa; all’ala occidentale altro raggruppamento di forze: 3 nuclei che dovevano integrare la singola azione… Alle 12,15 del 12 aprile le “Guide” ricevono ordine di occupare le quote 480 e 503 di Recí, a protezione del fianco destro del nostro schieramento; il reggimento è nella pianura a nord della città, che si protende sino agli spalti rocciosi di Kastrati, chiusa tra il lago a ovest e le montagne ad est; le nostre unità erano sistemate su una linea difensiva, che correva lungo il Proni Bamshe, si internava nella valle rocciosa che portava a q. 693, lungo le falde del monte Kug; era scoperta l’estrema destra dal Kug, a m. Konquilit. Il I Gr. con lo squadrone mitraglieri, difende le posizioni di q. 503 di Reci e di 480 a nord-est, appoggiandosi fortemente alle pendici di monte Konquilit e alle pendici nord-est di monte Beshri; la mulattiera da percorrere è difficile; alle 19,30 raggiungono Reci; l’avanguardia è attaccata e ripiega sullo squadrone, che obbliga il nemico a ritirarsi; sono schierati il 1°, il 2° Sqd. e lo squadrone mitraglieri; all’alba del 13 si attacca; il 2° Sqd. non incontra resistenza; il 1° invece sì, ma, con manovra di aggiramento, avanza; il nemico attacca violentemente, ma le posizioni sono forti e resistono; pare vi siano contro le “Guide” 3 reggimenti di fanteria ed 1 di riserva; il Il plotone del 1° Sqd., sulle pendici ovest del Konquilit, frustra l’aggiramento nemico; alle 13 del 13 le “Guide” sono rinforzate da reparti del XX Btg. CC.NN.; sulla destra altro plotone di CC.NN., con una squadra mortai da 45. La pressione nemica sulla destra rallenta; sulla sinistra l’artiglieria è attiva e il nemico attacca le posizioni a 1 km a nord di q. 503, tentando passare per la vallata di Reci: attacca le alture di Kugi con 2 Btg., ma è respinto. Alle 17 il comandante della 23a Legione d’assalto annuncia l’arrivo del XXIII Btg; il I pl. CC.NN. rinforza il 2° Sqd. (sottosettore di sinistra), a protezione delle posizioni di Kugi. All’alba del 14 si riprende violento l’attacco nemico, con tiro di mortai da 81 e artiglieria: il XXIII Btg. CC.NN., e la compagnia mortai della Legione inviata sulla destra, dove più forte è la pressione nemica, rinforzano lo schieramento. Viene ricostituito e schierato sulla sinistra il XX Btg., al quale si aggiunge lo squadrone mitraglieri; al mattino lo schieramento risulta così: 1° Sqd., XXIII Btg. CC.NN., Cp. mortai sulla destra; XX Btg. CC.NN., 2° Sqd., squadrone mitraglieri. sulla sinistra; giunge anche il I Btg del 71° Rgt. fanteria, quale riserva di settore. Intanto il II Gr. “Guide” compie servizio d’esplorazione contro infiltrazioni nemiche, lungo le aspre mulattiere delle valli del Phroni Riollit e del Phroni Vraka. Ovunque si succedono attacchi senza posa; alle 10 il nemico occupa una quota, che è ripresa dal contrattacco delle “Guide” e delle CC.NN.; il nemico riattacca in forze e la riprende; alle 12 un nostro attacco è vano; il nemico tenta ancora aggirare la nostra destra, ma il Btg. del 71° Rgt. fanteria evita l’azione; alle 19 il nemico cessa. Intanto il comando della divisione “Centauro” aveva inviato al Col. del Panta il suo vivo compiacimento per il valoroso comportamento delle “Guide”. Il mattino del 15 il I Gruppo squadroni riceve ordine di rientrare a Gruemira: entusiastico è il saluto di commiato dei fanti e delle camicie nere: le “Guide” sono definite “leoni”; alle ore 19, reso omaggio ai caduti, il Gruppo inizia la marcia di ritorno… Nell’estate del 1941 le “Guide” erano impegnate in operazioni di repressione dei partigiani albanesi nell’interno della regione, verso Testova e Costi Var….».