MACCIÒ, Vincenzo

Vincenzo Macciò (di Giacomo Macciò e Maria Denegri / Serravalle Scrivia, 18 agosto 1921 / Solotovka, Russia, 7 febbraio 1943)

Operaio, soldato di Fanteria, deceduto in prigionia durante la Campagna di Russia.

Vincenzo Macciò figlio di Giacomo Macciò, operaio e di Maria Denegri, casalinga, nacque il 18 agosto 1921, a Serravalle Scrivia. Operaio. Di condizioni economiche umili. Venne richiamato alla armi e durante la guerra servì come Fante del 54° Reggimento Fanteria “Sforzesca”, 4° Compagnia, scomparve in occasione del combattimento del 25 gennaio 1943, in settore centrale del Don, fronte est. Fatto prigioniero dall’Armata Rossa, morì il 7 febbraio 1943, nel Lager – Ospedale di Solotovka (nr. 1888), sito nella Regione di Vladimir, in Russia. Come ricostruito nella pubblicazione del Ministero della Difesa, Commissariato Generale Onoranze ai Caduti, Direzione Storico Statistica, “C.S.I.R. – A.R.M.I.R. Campi di prigionia e fosse comuni “, nel campo di prigionia sovietico, allestito lungo la ferrovia Mosca – Gorki, morirono complessivamente 115 prigionieri italiani (Nella foto in alto, tratta dal sito www.unirr.it, gruppo di soldati prigionieri in Russia). A Solotovka, nell’ospedale 3082, persero la vita altri 4 prigionieri alessandrini.

Secondo la narrazione del sito www.regioesercito.it, la Divisione “Sforzesca” «…nel 1940, è schierata all’inizio delle ostilità sul fronte occidentale fra Claviere (To) e Cesana (To), con intendimenti offensivi. Il 20 giugno supera la linea di confine e si dirige verso Bois de Praria ed in direzione delle munite posizioni di forte Janus. Forzate le difese sul Colle del Monginevro le avanguardie sboccano nella Conca di Briancon, ma l’azione deve essere sospesa per la violenta reazione degli avversari. Il 24 giugno la Divisione viene sostituita in linea dalla Legnano e passa alle dipendenze dirette della 4a Armata, quale riserva d’Armata nella zona di Ulzio (To). Nel 1941venne mobilitata per l’Albania. Nella terza decade di gennaio la Divisione viene trasferita in Albania e si schiera sulla destra del fiume Vojussa nella zona di Tepeleni. Il 28 gennaio le unità della Divisione, schierate sui costoni di Marizait e dello Scindeli, si contrappongono ad un avversario che tenta di superare le ultime barriere difensive naturali sulla strada per Valona. Aspri combattimenti che spesso sfociano in assalti all’arma bianca si succedono ininterrotti su posizioni che vengono prese e perdute più volte. Fino al 28 febbraio difende lo Shendeli, quando si esaurisce l’offensiva greca. Nei primi giorni di marzo la Divisione passa all’offensiva e il 9 attacca ed occupa le posizioni di Chiaf e Merzgoranit; il 4 aprile, alla ripresa dell’offensiva italiana, muove in avanti ed il 15 una colonna della “Sforzesca” entra in territorio greco e si spinge oltre Bregu Scesit e Mercurai puntando sul nodo stradale di Klisura che viene raggiunto due giorni dopo. Ultimate le operazioni sul fronte greco-albanese la Divisione rimane in territorio di occupazione in Grecia fino alla metà di luglio, quando riceve ordine di rientrare in Italia…».

Prosegue: «…Nel 1942, a luglio, la Divisione riceve l’ordine di trasferimento sul fronte russo e viene inviata nel settore del XXXV Corpo d’Armata…, e partecipa all’azione offensiva contro le posizioni di Jwanowka. Il 14 si attesta alla periferia di Fatschewka e il 18, superate le residue resistenze nemiche, prosegue a nord di Krasnji Lutsch, completando l’occupazione della zona mineraria omonima. Ai primi di agosto dopo una lunga marcia si porta sul fiume Don a nord di Serafimovic ed assume il controllo del settore compreso fra Jejskij e il fiume Choper. In questa dislocazione, dal 20 agosto all’1° settembre, contrasta con accanimento attacchi russi col concorso di reparti della 3a Divisione “Celere”; nonostante i numerosi contrattacchi portati per arginare le unità nemiche, queste riescono dapprima ad aprirsi una breccia e successivamente a creare un’ampia testa di ponte. Nuovi attacchi portati a fine agosto sulle linee arretrate di Jagodnyj-Tschebotarewskij, vengono contrastati con il concorso di alcuni reparti della “Celere”. Dal 22 al 28 novembre, la Divisione partecipa alla battaglia del Volga diretta da forze russe contro la 3a Armata romena. In dicembre la grande unità è costretta a schierarsi su una linea più arretrata assieme ad aliquote della Divisione “Pasubio” ed ai resti della “Celere”. Dal 22 dicembre fa parte del blocco Sud che si ritira verso Dnjepropetrovsk (Nella foto sopra, tratta dal sito www.unirr.it, gruppo di militari prigionieri deti sovietici). Il 25 dicembre raggiunge Krassnojarovka dove combatte fino al 28 contro le forze russe a difesa della città. Il 30 dicembre sostiene un ulteriore combattimento prima di giungere in serata a Jessa Ulof e successivamente Bolschoj Ternow. Nel 1943 il ripiegamento continua su colonne che si muovono su uno o più itinerari in relazione alle vicende dei combattimenti e alla presenza di unità corazzate nemiche agenti sul tergo della Divisione. I resti della Divisione il 3 gennaio giungono a Forschstadt, sul Donez, da dove per ferrovia giungono a Rykovo il 5 gennaio, per poi raggiungere il campo base di Gomel. A Skassyrskaja, dopo quindici giorni di estenuanti marce e di continui scontri, i resti della Divisione riescono a rompere l’accerchiamento e a proseguire più speditamente verso le retrovie. La Divisione viene rimpatria nel mese di marzo e sciolta nel mese di aprile…».

Fonti: Unione Nazionale Italiana Reduci di Russia – Reduci della Prigionia, Famiglie dei Caduti e dei Dispersi, Elenco dei Caduti e dei Dispersi; Ministero della Difesa, Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti, Banca Dati dei Caduti e Dispersi nella I e nella II guerra Mondiale; Archivio storico del Comune di Serravalle Scrivia.

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