MARCHESE, Camillo

Camillo Marchese (di Eugenio Marchese e Giuseppina Kunkl / Busalla, 7 luglio 1920 / Russia, 31 gennaio 1943)

Ufficiale del Regio Esercito, disperso nel corso della Campagna di Russia.

Camillo Marchese, figlio di Eugenio Marchese, industriale e Giuseppina Kunkl, casalinga, nacque a Busalla (GE), il 7 luglio 1920. Residente a Serravalle Scrivia. Durante la guerra servì come Sottotenente del 2° Reggimento Alpini, Battaglione “Dronero”, 17° Compagnia Posta Militare, reparto inquadrato nella Divisione “Cuneense” Venne dichiarato disperso il 31 gennaio 1943, sul fronte russo, in località e circostanze non note. Lasciò i genitori e la sorella Paola.

Il Battaglione “Dronero”, secondo quanto riporta il sito www.vecio.it «…allo scoppio delle ostilità contro la Francia,… inquadrato nel 2° Reggimento Alpini della Divisione alpina “Cuneense” rimane di riserva (nella foto in alto, tratta dal sito www.alpini-cuneense.it, onore alla bandiera del reparto nel corso di una cerimonia). Viene messo a disposizione del 1° Reggimento Alpini che lo destina il 21 giugno 1940 all’occupazione dei Colli Gippiera e Nubiera… Ai primi d’agosto assieme alla “Cuneense” si trasferisce in Carnia secondo il piano operativo “Emergenza est” che prevedeva una eventuale campagna contro la Jugoslavia. Ad ottobre, rientrata l’emergenza, torna alla sede invernale e mentre le classi anziane sono in fase di congedo, riceve l’ordine d’approntamento per l’Albania. Il Battaglione parte il 13 dicembre per  giungere , a mezzo ferrovia,il giorno successivo a Foggia dove è poi trasportato per via aerea a Tirana… Viene assegnato all’11° Armata, autotrasportato da Tirana a Fieri e Valona, posto alle dipendenze del Corpo d’Armata speciale per essere impiegato nel settore di Val Shushica nella zona del litorale. Il Battaglione assieme al “Saluzzo” viene inviato al villaggio di Brataj dove giunge tra il 20 e 21 dicembre senza salmerie e con gli Alpini stracarichi di armi, munizioni e viveri. Nei giorni successivi  sotto piogge incessanti e strade impraticabili per il fango, si spinge a nord di Vranishta dove si attestò a quota 400. La mattina di Natale iniziò l’ offensiva greca che fu contenuta. Il 28 una colonna nemica sferra un violento attacco contro il “Saluzzo” e una parte di essa attacca il fianco del “Dronero”. Forze preponderanti appoggiate da precisi tiri d’artiglieria e mortai riescono ad aggirare la posizione. Nonostante l’invio di rinforzi, i greci giungono al torrente Pro i Kurrit e il Battaglione deve ripiegare sulla riva sinistra dello stesso… All’alba del 25 gennaio attacca le quote 426 e 452, dopo aspra lotta le conquista, ma deve poi abbandonarle per effetto dei violenti contrattacchi nemici. Il giorno successivo un nuovo attacco investe il “Dronero” ma gli Alpini con nutrito fuoco di fucileria e lanci di bombe a mano lo stroncano infliggendo ai greci notevoli perdite. Nei mesi di febbraio e marzo il persistere del maltempo aggrava le condizioni di vita dei reparti mentre continuano le difficoltà per i rifornimenti. Verso la metà di marzo lascia la Divisione alpina speciale per riunirsi alla “Cuneense” destinata ad operare sul fronte albanese-jugoslavo. Il 3 aprile, distaccato al 1° Reggimento Alpini, raggiunge assieme ai 3 battaglioni del Reggimento appoggiati da due batterie del gruppo “Mondovì” la zona di Zergjan ad una decina di chilometri dal confine jugoslavo. Il 7 aprile questi reparti si schierano su un fronte di 20 chilometri tra Boceva (Homesi) a nord e Smolliku e Poster a sud. Il 9 aprile superato l’abitato di Vicishti punta su Dibra da sud-ovest. Il giorno successivo non riuscendo a varcare il fiume Drin causa distruzione del ponte, rimane attardato dal resto del 1° Reggimento. Raggiunge Dibra la notte del  giorno 11 dove resta in zona sino all’armistizio del 18 aprile. Il 21 aprile i reparti della “Cuneense” iniziano il movimento verso Durazzo da dove il 15 maggio 1941 inizia l’imbarco per il rimpatrio. Sbarcati a Bari si trasferiscono all’attendamento di Carbonara di Bari e successivamente in ferrovia entro il mese di maggio raggiungono le loro sedi stanziali...».

Così prosegue la narrazione, con la partenza del reparto per il fronte russo (nella foto a lato, tratta dal sito www.unirr.it, colonna di Alpini in marcia nella steppa russa): «…Il 23 febbraio 1942 lo stato maggiore regio esercito comunica che la “Cuneense” è destinata in Russia e deve essere approntata per il 1° maggio successivo. Il Battaglione riceve la 105° cp armi accompagnamento ( 4 mortai da 81 e 4 cannoni controcarro 47/32) e il 31 luglio 1942 parte in ferrovia per la Russia dove giunge a Stalino. Mentre stava marciando verso il Caucaso arrivò l’ordine di trasferimento sul fronte del Don che raggiunse il 26 settembre… Il “Dronero” viene schierato assieme ai reparti della “Cuneense” tra il villaggio Nowo Karabut a nord e Nowo Kalitwa a sud con uno sviluppo del fronte di circa 30 chilometri. Vengono realizzate opere difensive quali campi minati, fossi anticarro, osservatori, ricoveri interrati e postazioni. La permanenza in linea sino al 10 dicembre è caratterizzata da un periodo nel quale non si verificano operazioni di rilievo. L’11 dicembre inizia l’offensiva russa  sul fronte del II Corpo d’Armata italiano schierato sulla destra del Corpo d’Armata alpino. E’ questo il primo atto di una grande offensiva che via via si estenderà a tutto il fronte sino al 17 gennaio 1943 quando i reparti del Corpo d’Armata alpino ricevono l’ordine di ripiegamento…». «…Il “Dronero” è inserito con altri reparti  nella colonna “sud”… che segue l’itinerario Lotschia, Topilo, Solonzj, Annowka, Ciapajewa, Popowka, che raggiunge il 19 gennaio. Poiché i russi hanno occupato Rossosch non è più attuabile l’ordine del comando di Corpo d’Armata di raggiungere Rowenki, Nowo Alexandrowka, viene deciso di puntare su Valujki lungo l’itinerario Popowka, Kuleschowka, Seljakino. Il 20 partecipa alla sanguinosa battaglia di Nowo Postolajovka dove è in protezione dei battaglioni “Borgo San Dalmazzo” e “Saluzzo”. Attaccato da tergo riesce ad arrestare il nemico e a catturare prigionieri ma una massiccia controffensiva  lo costringe a ripiegare. A sera si conclude la battaglia e i reparti non possono proseguire oltre lo sbarramento sovietico. Viene deciso lo sganciamento e col favore della notte di passare a nord di Nowo Postolajovka. Il “Dronero” ancora efficiente passa in avanguardia e il 21 dopo una marcia lunga e faticosa raggiunge Nowo Kharkowka. Nel mattino del 22 raggiunge Limarewka e dopo breve sosta riparte per Nowo Dimitrowka che risulta occupato da forze russe. L’azione d’attacco viene attuata dal “Dronero” che nonostante notevoli perdite riesce nell’intento, i russi abbandonano il paese… Il 23 si giunge a Kowalew da dove a sera si riparte lungo la dorsale della riva sinistra del fiume Iwany, proseguendo verso Rybalzin che raggiunge nella prima mattina del 24.All’alba del 25 gennaio la colonna si rimette in cammino, scendendo dal pendio della Valle Kalitva, il “Dronero” arriva nei pressi di Shukowo dove viene fatto segno ad un nutrito fuoco di cannoni, mortai, mitragliatrici e fucileria. Schierate le compagnie inizia la battaglia. Dopo circa un’ ora arrivano anche i resti del “Mondovì” e un reparto di  formazione di Alpini e d’artiglieri. Di concerto attaccano con bombe a mano e baionette i russi che sorpresi  dall’assalto abbandonano il villaggio lasciando morti e materiali. Verso la sera del 26 dal villaggio di Voronowka parte un nutrito fuoco di mortai, la colonna aggira l’abitato ma viene attaccata da squadroni di cosacchi che cercano di circondarla. Il “Dronero” contrattacca e costringe la cavalleria a ripiegare. Poco prima dell’alba del 27 il Battaglione, indirizzato da un sedicente ufficiale tedesco anziché proseguire verso ovest piega a nord e raggiunge Mandrowka. Gli Alpini e numerosi sbandati vengono catturati nel sonno da partigiani, coloro che resistono sono uccisi… Di quanti sono catturati pochissimi scamperanno alla lunga prigionia, nella quasi totalità periranno nelle marce di trasferimento e nei campi di concentramento…».

Fonti: Unione Nazionale Italiana Reduci di Russia – Reduci della Prigionia, Famiglie dei Caduti e dei Dispersi, Elenco dei Caduti e dei Dispersi. Ministero della Difesa, Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti, Banca Dati dei Caduti e Dispersi nella I e nella II guerra Mondiale. Archivio storico del Comune di Serravalle Scrivia.


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