ROBERTO ALLEGRI, Avvocato

L’avv. Roberto Allegri, anzi il “Nene”, è stata una delle persone di riferimento della mia vita. L’ho conosciuto professionalmente molti anni fa, dopo avere conseguito la laurea in giurisprudenza, quando ho potuto espletare con lui il mio periodo di praticantato. E’ ancora molto nitido il ricordo del primo giorno in cui mi sono recata persso il suo studio a Serravalle Scrivia, allora in Vico Raimondi: l’entusiasmo che mi contraddistingueva in quegli anni, era frenato da un certo timore reverenziale nel rapportarmi a lui.
Ora, però, posso dire che il periodo trascorso a fianco dell’Avvocato è stato determinante per la mia attività professionale e non solo: è stato un maestro di diritto, ma anche di vita.

Era una persona profondamente intelligente e brillante, un uomo di grande cultura e un ottimo professionista, ma nello stesso tempo umano e “semplice”. Sapeva rapportarsi nel modo giusto con tutte le persone che si rivolgevano a lui per qualsiasi ragione, parlando anche in dialetto serravallese se era il caso.
Le giornate lavorative erano decisamente stancanti per la quantità di incarichi che ricevevo ogni giorno. Il momento peggiore per me, però, era quello in cui gli sottoponevo gli atti per la correzione: soprattutto nel primo periodo non sempre riuscivo a scrivere come esigeva lui. Mi diceva sempre :“…gli atti devono essere chiari e concisi…… ricordati che i giudici se scrivi troppo non leggono!”.
Il Nene scriveva molto bene, in modo fluido, chiaro e sintetico………un maestro……..
Si lavorava intensamente tutto il giorno, ma c’era anche il momento pausa – caffè al bar vicino allo studio e, soprattutto, quello della barzelletta: una nuova ogni giorno e sempre divertente…

Ciò che ho ammirato particolarmente in lui era la lealtà professionale nei confronti dei colleghi: mi diceva sempre “…..ricordati non è con le scorrettezze che si vincono le cause…”. Anche per questo motivo era particolarmente stimato e rispettato.
Spesso mi chiedeva di accompagnarlo in udienza in Pretura a Novi Ligure, in Tribunale ad Alessandria, a Genova o a Torino ed era per me sempre un piacere, perchè era l’occasione per potermi confrontare con lui su qualsiasi argomento e non solo di diritto.
Sapeva affrontare con lo spirito giusto ogni problema, non parlava mai male dei colleghi, salvo qualche eccezione, ma si trattava sempre di quelli noti per essere deontologicamente scorretti.


Amava lavorare in paese, soprattutto nello studio di Serravalle Scrivia (in quello di Novi era solito andare  solo il giovedì pomeriggio) perchè questo gli permetteva un contatto umano  con le persone e non solo clientelare; per questo motivo, dopo avere portato a termine il periodo di praticantato, aveva lasciato lo stimato studio legale dell’Avv. Ciurlo di Genova, per tornare in paese e aprirne uno suo in associazione con l’avv. Domenico Avanti. Erano due persone profondamente diverse, ma tali da completarsi perfettamente a vicenda, tanto che il loro sodalizio durò fino al momento in cui la malattia costrinse il Nene ad abbandonare l’avvocatura.

a sinistra Silvia Picollo, in primo piamo a destra l’Avvocato Domenico Avanti e l’Avvocato Roberto Allegri

I suoi interessi erano veramente numerosi e per coltivarli delegava parte del lavoro a me, però, molto spesso, senza darmi indicazioni sulla linea difensiva da adottare: qualche volta confesso di essermi sentita in difficoltà. Ma in effetti il suo apparente disinteresse ero uno stimolo paterno a rendermi autonoma nel mio lavoro. Perciò è stato un buon trampolino di lancio per la mia carriera professionale. Ricordo il primo atto di appello che mi sono trovata a redigere per un suo cliente noto in paese per i numerosi precedenti penali. Avevo studiato a lungo il fascicolo, ma non sapevo proprio cosa scrivere in sua difesa. Alla  mia richiesta di aiuto, lui si limitò a rispondere: “….scrivi che Garibaldi è sbarcato a Marsala….”. Di fronte al mio stupore perplesso, chiarì la sua asserzione con un serenamente ironico:”…..scrivi quello che ti pare ……..gli devi evitare il carcere…..”.
Ogni giorno seguiva orari molto precisi e, come entrava in studio, per prima cosa si accertava che Elena, la sua impiegata “storica”,  ed io fossimo arrivate prima di lui.
Penso spesso a quegli anni e sempre con molta nostalgia:  il “Nene” mi manca molto e mi mancano le lunghe chiaccherate con lui. Per me erano momenti di arricchimento intellettuale e, se vogliamo, spesso anche di divertimento proprio per le sue battute salaci….
Naturalmente si dovevano anche affrontare i suoi momenti no: quando si innervosiva, alzava la voce, sbatteva la cornetta del telefono, mi chiamava continuamente per ogni minimo problema e non dava tregua alla “povera” Elena.

Sapeva conciliare l’impegnativa attività professionale con i suoi innumerevoli interessi: aveva raggiunto un giusto equilibrio fra la vita lavorativa e quella personale. Normalmente non usciva dallo studio più tardi delle 19.00 o 19.30: la sua teoria era che dopo tale ora lui non si assumeva la responsabilità di esprimere pareri corretti. Quando era necessario lavorava anche il sabato mattina, ma chiudeva lo studio tutto il mese di agosto: per lui era fondamentale potere avere tempo per dedicarsi alla lettura, alla ricerca storica, allo studio delle lingue, del suo dialetto, alla musica e all’arte, nonché per assolvere i numerosi impegni politici e sociali via via assunti nel corso degli anni.

Era un professionista stimato sia dai colleghi del foro sia dal personale giudiziario e tutti amavano la sua compagnia. Sapeva avvincere le persone che lo circondavano con le sue ironiche battute e le sue irresistibili barzellette, rendendo piacevoli i lunghi momenti di attesa davanti alle cancellerie o alle aule di udienza.
Nonostante sia passati ormai molti anni da quando ci ha lasciati, ancora oggi i colleghi che lo hanno conosciuto parlano con nostalgia di lui e di quel periodo dell’avvocatura che il Nene rappresentava e che, purtroppo, non c’è più…

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