Il DNA mitocondriale valborberino di Papa Francesco

Maria Gogna, seduta

Papa Francesco è un uomo molto intelligente e, spero non se ne abbia a male, assai cocciuto. Due qualità che si ritrovano frequentemente fra i nativi della Val Borbera, dove il sopravvivere per secoli in una terra tanto splendida, quanto avara di risorse, richiede cervello fino ed una buona dose di testardaggine.
La scienza non mi aiuta del tutto in questo ragionamento, giacché poco si sa di come certe umane caratteristiche si plasmino. Tuttavia sono certo che le nostre cellule raggiungano le migliori performance se respirano bene a livello cellulare.


Papa Francesco è un pontefice che si è trovato a condurre il suo mandato in un mondo sempre più arido dal punto di vista etico. Ma in questo difficile compito è stato aiutato, a parer mio, dal suo DNA mitocondriale, esclusivamente targato Val Borbera. Vi spiego perché.
Le cellule del nostro corpo hanno al loro interno un nucleo costituito da 23 coppie di cromosomi. Ciascun cromosoma, a sua volta, è formato da una sequenza di geni. E infine i geni, che determinano tutte le nostre caratteristiche, sono costituiti da sequenze di DNA. Il DNA, o acido desossiribonucleico, lo ereditiamo da entrambi i nostri genitori, che ce lo trasmettono in modo del tutto casuale, nella misura del 50% a testa, per un risultato finale unico fra miliardi di possibili combinazioni.

C’è un eccezione a questo fantastico meccanismo. La cellula intorno al nucleo è costituita da una sostanza detta citoplasma, delimitata al suo esterno dalla così detta membrana citoplasmatica. Se guardate la figura è molto più semplice di quanto sembri.

In mezzo al citoplasma c’è un piccolo organello chiamato mitocondrio, una sorta di polmone della cellula. Il mitocondrio, al suo interno, contiene DNA. Ma in questo caso, il DNA proviene solo da un genitore: la madre. Il motivo è semplice. La cellula uovo da fecondare ha al suo interno il mitocondrio, lo spermatozoo paterno, molto più piccolo, assolutamente no. Da tutto questo deriva che il DNA mitocondriale si eredita solo per via matrilineare (cioè dalla madre). Pertanto, mentre nei nostri nuclei esiste materiale genetico ricevuto da entrambi i genitori, il mitocondrio contiene solo ed esclusivamente sequenze genetiche identiche (salvo mutazioni spontanee) a quelle presenti nelle cellule materne. Ognuno di noi ha ricevuto al tempo del concepimento DNA mitocondriale di nostra madre, che lo ha ricevuto a sua volta dalla nostra nonna materna e così all’indietro per generazioni. In un certo senso è l’esatto contrario del nostro cognome, ricevuto alla nascita solitamente dal padre.


La nonna materna di papa Francesco, Maria Gogna, nata il 3 giugno 1887, è originaria di Teo, frazione di Cabella. Il suo DNA mitocondriale è pertanto identico a quello presente nelle cellule di Jorge Mario Bergoglio. Un DNA valborberino DOCG che sorregge le cellule pontificali con la tenacia tipica del nostro Appennino. E, detto onestamente, speriamo che questo suo servizio endocellulare duri ancora moltissimi anni.

L’altro ramo della famiglia: Portacomaro (AT), novembre 2022 ,Papa Francesco in visita alla cugina

Riccardo Lera

"Io nella vita ho fatto tutto, o meglio un poco di tutto" (Uomo e galantuomo di Eduardo De Filippo) Pediatra, scrittore per diletto, dal 2002 al 2012 assessore alla cultura di Serravalle Scrivia; ex scadente giocatore, poi allenatore e ora presidente del Basket Club Serravalle.

4 pensieri riguardo “Il DNA mitocondriale valborberino di Papa Francesco

  • 16 Dicembre 2022 in 10:01
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    Quando credi di non aver più niente da imparare, o di cui stupirti nella vita, ecco che arriva Riccardo Lera, ti invita a sederti con una pacca sulla spalla, e ti fa capire che non hai capito ancora nulla.

  • 17 Dicembre 2022 in 00:17
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    Dottore è sempre un grande sia come medico che come scrittore… Complimenti 👍😘

  • 25 Dicembre 2022 in 05:49
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    Grazie!!!

  • 25 Dicembre 2022 in 05:51
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    Timeo Danaos et dona ferentes

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