PICCININI, Roberto.
Roberto Piccinini (di Natale Piccinini ed Maria Rosa Valente / Serravalle Scrivia, 25 gennaio 1920 / Stretto di Messina, 14 dicembre 1941).
Aggiustatore meccanico, Incursore di marina, Cannoniere, Caduto nella 2° Guerra mondiale, Decorato al Valore Militare alla Memoria.

Roberto Piccinini nacque a Serravalle Scrivia il 25 gennaio 1920, figlio di Natale Piccinini e di Maria Rosa Valente. Cresciuto in una famiglia della piccola proprietà terriera serravallese, ricevette un educazione cattolica e frequentò le attività della Comunità Parrocchiale. Terminata la scuola dell’obbligo, si iscrisse alla Scuola d’Avviamento Professionale concludendo la classe prima. Imparò il mestiere di aggiustatore meccanico. Da giovane dinamico qual era, amava praticare lo sport, in particolare il gioco del calcio.
L’Italia fascista non è ancora una nazione in guerra, ma è comunque impegnata nel sanguinoso conflitto civile in Spagna e nell’occupazione dell’Albania. Il 22 maggio 1939, Italia e Germania sottoscrivono il “Patto d’acciaio”, impegnandosi a fornire reciproco aiuto politico e militare nel caso fossero stati messi a rischio i rispettivi “interessi vitali”, l’intesa che avrebbe trascinato la Nazione nella Seconda Guerra Mondiale. Il 26 giugno, Roberto Piccinini è chiamato al servizio militare, da iscritto alla Leva di Mare. Anche il fratello partirà per la guerra e combatterà in terra d’Africa.
Riconosciuto abile ed arruolato nella Regia Marina Militare, con obbligo di ferma di 28 mesi, viene posto in congedo provvisorio e messo a disposizione del Consiglio di Leva di Savona, in attesa dell’avviamento al Corpo Reali Equipaggi di Marina. Il 15 febbraio del 1940 si presenta alla sede C.R.E.M. di La Spezia. Nella città portuale ligure, presso lo “Stabilimento” di San Bartolomeo, il marinaio serravallese diventa allievo delle “Scuole Specialisti” della Marina Militare. Terminata l’addestramento, con la qualifica di Incursore, Marinaio Cannoniere, viene imbarcato sulla corazzata Vittorio Veneto tra i 1920 uomini d’equipaggio, agli ordini del Capitano di Vascello Giuseppe Sparzani (futuro Sottosegretario di Stato alla Marina della RSI), nave da battaglia inquadrata nella 9° Divisione Corazzate della Prima Squadra Navale, con base nel porto di Taranto. All’epoca, la Vittorio Veneto costituiva la più importante unità in servizio della Regia Marina.
Il 10 giugno, giunge l'”ora delle decisioni irrevocabili”: Benito Mussolini, dal balcone di Palazzo Venezia a Roma, annuncia al Paese l’entrata dell’Italia in guerra al fianco della Germania, contro Francia e Gran Bretagna. Il 31 agosto la Vittorio Veneto fa parte di un nutrito dispositivo navale italiano che prende il mare per ingaggiare la flotta britannica impegnata in incursioni aeree contro le Regie basi in Sardegna e nelle isole del Dodecaneso, oltre al trasferimento di unità in Mediterraneo ed il recapito di rifornimenti alle truppe di stanza sull’isola di Malta. La missione italiana non coglie alcun risultato, vanificata dalle avverse condizioni meteo. La Vittorio Veneto è intensamente impegnata nelle operazioni di Supermarina – il Comando supremo delle forze navali italiane – soprattutto dall’autunno. Il 29 settembre cerca inutilmente di intercettare alcune navi inglesi impegnate nel trasporto truppe verso Malta. Il marinario serravallese, nonostante la giovane età, prende parte, combattendo al fianco dei suoi compagni di bordo, ad alcune dei più noti episodi della guerra navale italiana nel secondo conflitto mondiale: la “Battaglia di Capo Teulada” (o di Capo Spartivento) e la “Battaglia di Capo Matapan”.
Il Fascismo aveva spalancato all’Italia le porte di un conflitto per il quale la Nazione era economicamente e militarmente impreparata. Nel mese di novembre 1940, sarebbe toccato alla Regia Marina pagare un primo pesante tributo alla temeraria decisione del Duce. Nella notte tra l’11 ed il 12, la flotta italiana, ormeggiata nel porto di Taranto – la principale base della Regia Marina – viene attaccata da due ondate di aerosiluranti inglesi, decollati dalla portaerei Illustrious. Nonostante le contromisure adottate e la contraerea, i siluri sganciati dagli “Swordfish” affondano nei bassi fondali del Mar Grande tre corazzate, oltre a danneggiare altre due navi. Anche la Vittorio Veneto, presente in rada, è bersagliata da un ordigno nemico che fortunatamente non va a segno. I morti di Taranto sono 58 e circa 600 i feriti.
«…L’esito dell’incursione… dimostrò quanto fosse sbagliata la convinzione della Regia Marina… secondo cui gli aerosiluranti non avrebbero potuto colpire le navi all’interno delle basi, a causa di bassi fondali… La notte di Taranto segnò… un punto di svolta nelle strategie sulla guerra del mare, affidando… alle portaerei un ruolo fondamentale nei futuri combattimenti…».
La reazione allo smacco di Taranto è pressocchè immediata e rappresentata dalla “Battaglia di Capo Teulada”, andata in scena nelle acque del Canale di Sardegna, al largo del punto più meridionale dell’isola. Il 17 novembre l’intervento della Squadra Navale italiana, guidata dalle corazzate Vittorio Veneto, nave di bandiera Comandante di Squadra, Ammiraglio Inigo Campioni (futuro Governatore della Colonia delle Isole Italiane dell’Egeo), e Giulio Cesare, aveva vanificato un tentativo di rifornimento navale alla base inglese di Malta, costringendo al ripiegamento due portaerei ed un incrociatore nemico. Il 27 la Royal Navy intraprende un nuovo trasporto sulla rotta maltese, protetto da munitissimo naviglio armato che comprende una portaerei, due corazzate, sette incrociatori e dodici unità di scorta. Il convoglio nemico viene nuovamente intercettato dalla formazione italiana, composta dalla Vittorio Veneto, dalla Giulio Cesare, e da sei incrociatori pesanti, scortati da quattordici cacciatorpediniere. La flotta italiana, lanciatasi all’inseguimento del nemico, inizia il tiro colpendo due incrociatori inglesi. Il contrattacco britannico viene regolato dalle salve dei cannoni della Vittorio Veneto costringendo gli avversari a desistere. Nei successivi scambi a fuoco le navi Regie vanno a bersaglio su altri due incrociatori del nemico, che alla fine deve sottrarsi allo scontro e ritirarsi.
«…La battaglia di Capo Teulada, pur se conclusa senza una netta prevalenza, dimostra come la “notte di Taranto” non abbia intaccato la capacità della Regia Marina di assicurare il controllo del Mediterraneo centrale. Inoltre evidenzia il fatto che la flotta britannica, persino nel suo momento più favorevole, abbia rifiutato un combattimento in condizione di parità di forze con la Marina italiana…».
Supermarina intravvede il potenziale propagandistico degli accadimenti di Capo Teulada, arditamente ripresi dai cineoperatori della Marina presenti in mare. Alcune sequenze vengono montate nella pellicola La nave bianca, prodotta dal Centro Cinematografico della Marina. Per il Regime il cinema è “arma più forte”, così disse Mussolini, facendo propria la famosa definizione consegnata alla storia da Lenin.

Il lungometraggio, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia del 1941, vien premiat con la Coppa del Partito Nazionale Fascista. La regia è affidata ad un giovane cineasta, Roberto Rossellini, mentre Francesco De Robertis, allora Direttore del Centro cinematografico del Ministero della Marina, cura il soggetto e la sceneggiatura. Nel cast principale Augusto Basso ed Elena Fondi. La nave bianca sbanca i botteghini dei cinema italiani e può essere considerato il primo atto del cinema neorealista.
L’8 gennaio 1941, la corazzata, alla fonda nel porto di Napoli, subisce un nuovo attacco aerosilurante nemico, senza riportare danni. L’episodio determina il suo trasferimento a La Spezia. Dalla base ligure la nave prende il mare alla caccia del naviglio inglese inviato in soccorso della portaerei Illustrious, bombardata dall’aviazione dell’Asse. Missione senza successo, come il tentativo dell’8 febbraio di intercettare le unità Alleate che bombardarono la città di Genova. Il 26 marzo la Vittorio Veneto, con a bordo l’ Ammiraglio Angelo Iachino, muove verso il quadrante del Mediterraneo orientale, parte della squadra inviata a contrastare le operazioni della Royal Navy in danno alle Armi italo-tedesche impegnate in Nord Africa. Il 28 marzo, primo confronto con il nemico, nel mare dell’isolotto greco di Gaudo (Gavdos), con l’infruttuoso ingaggio di quattro incrociatori britannici.
Nel pomeriggio, al rientro dallo scontro di Gaudo, nella zona di Capo Matapan, nelle acque a sud del Peloponneso, il naviglio italiano viene bersagliato da velivoli britannici che colpiscono l’incrociatore Pola immobilizzandolo. Nella notte due incrociatori e quattro cacciatorpediniere accorrono in soccorso, subendo una soverchiante offensiva nemica che affonda le navi Zara, Pola, Fiume, Alfieri e Carducci. Le unità superstiti riescono a sganciarsi e ripiegare: tra queste la Vittorio Veneto che, sebbene colpita da un’aerosilurante ed immersa a poppa oltre l’assetto normale da 4000 tonnellate d’acqua imbarcate, riesce a rientrare alla base. La battaglia costa la vita a 2300 militari della Regia Marina.
«…Lo scontro di Matapan pose in rilievo… limitazioni nelle capacità di combattimento notturno e, soprattutto, le drammatiche deficienze nella cooperazione aeronavale… non compromise tuttavia le capacità operative delle nostre Forze navali da battaglia, né risultarono scalfiti lo spirito combattente e la determinazione…».
La Vittorio Veneto per i danni riportati a Capo Matapan deve trascorrere quattro mesi in bacino di carenaggio per riparazioni, all’Arsenale di Taranto. Alla fine di luglio sarebbe rientrata in servizio attivo. Ad agosto riparte in missione senza intercettare il nemico. Il 27 settembre, salpa nuovamente al fianco della Littorio, tentando senza fortuna d’ingaggiare un convoglio britannico in transito sulla rotta Gibilterra – Malta.

Con la fine del 1941 il numero di affondamenti di convogli italiani nel Mediterraneo cresce in maniera esponenziale, con drammatiche conseguente sui rifornimenti di uomini, mezzi, carburanti e dotazioni alle forze dell’Asse. La situazione critica spinge il Generale tedesco Erwin Rommell a sollecitare presso gli Alti Comandi del Reich urgenti rinforzi navali ed aerei. In questo difficilissimo scenario Supermarina predispone un’operazione straordinaria di rifornimento (nome in codice “M41”) destinata a Tripoli, da Taranto e da Argostoli, a Cefalonia, e da Navarino, nel Peloponneso. Alla volta di Tripoli salpano contemporaneamente quattro convogli sotto la scorta della quasi totalità della forza navale della regia marina, compresa la Vittorio Veneto e la Littorio. Il 14 dicembre durante il tragitto da Napoli a Taranto, le corazzate vengono individuate da un sommergibile della Royal Navy, l’HMS Urge, che incrociava nei pressi dello Stretto di Messina.
L’Urge era un pattugliatore sottomarino a corto raggio della X Flottiglia Sottomarina di stanza nella base del Lazaretto a Gzira, sull’isola di Manoel, nell’arcipelago di Malta. Al comando del Tenente Edward Philip Tomkinson, un equipaggio esperto, con all’attivo un’intensa carriera di pattugliamento mediterraneo, danneggiando o affondando un numero significativo di trasporti tedeschi ed italiani destinati a rifornire le truppe dell’Asse in Nord Africa, impiegato anche in missioni segrete per il trasporto in territori nemici di agenti d’intelligence e di alcuni dei primi commandos dello Special Boat Service. Il 1 aprile 1942, al largo di Stomboli, avrebbe colato a picco l’incrociatore Giovanni delle Bande Nere. L’Urge lancia i suoi siluri verso le due grandi navi italiane: ad avere la peggio è la Vittorio Veneto, colpita a centro nave. Sebbene sbandata sulla fiancata di sinistra, la corazzata non affonda e fa ritorno a Taranto a marcia ridotta. L’ordigno inglese fa però strage di marinai, provocando 40 morti e 17 feriti. Tra i membri dell’equipaggio a perdere la vita anche Roberto Piccinini, morto per annegamento, inghiottito dai flutti, tra le fiamme, il fumo ed i vapori venefici che aggredivano la nave.


Roberto Piccinini viene sepolto al Cimitero Civile di Taranto, con ogni probabilità nel Famedio della Marina Militare, il tempio funerario dedicato alla memoria dei marinai italiani ove riposano oltre mille militari del mare. Il sacrario, danneggiato dai bombardamenti Alleati sulla città del 1943, viene ricostruito dopo la guerra nel 1945. La comunità serravallese celebrò pubblicamente e solennemente il lutto per la perdita di Roberto Piccinini con solenni funerali, alla presenza delle Autorità, come racconta la stampa locale:
«…Mentre gli sorrideva vita e avvenire, eroicamente si immolava per la grandezza della Patria… Dal più puro alletto di figlio e di fratello, dalla devozione alla Patria, dalla profonda fede in Cristo, Egli derivò le alte ragioni del suo ideale religioso e patriottico… Amò la sua nave, fu orgoglioso del suo servizio… Nella chiesa che lo vide bambino tra il piccolo clero fu celebrato un solenne ufficio di suffragio….. L’Arciprete Canonico Don Luigi Guerra rievocò commosso la figura del soldato, del figlio, del giovane cattolico…».
Fonti:
Archivio Storico del Comune di Serravalle Scrivia
Capitaneria di Porto di La Spezia, Estratto di Foglio Matricolare, nr. 22746, Anno 1920
“Il popolo dertonino“, 30 luglio 1942
https://issuu.com/rivista.militare1/docs/le-scuole-sottufficiali-della-marina-testo/s/16262957
https://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio_Veneto_(nave_da_battaglia)
https://www.marina.difesa.it/noi-siamo-la-marina/notizie/Pagine/capoteulada.aspx
https://www.ocean4future.org/savetheocean/archives/80231
https://www.memorieincammino.it/eventi/1940/la-notte-di-taranto
https://www.marina.difesa.it/media-cultura/editoria/notiziario/Documents/2020/novembre/48.pdf
https://underwatermalta.org/discover/hms-urge/
https://submarinefamily.uk/submarines/hms-urge/
https://rommelsriposte.com/2019/11/02/6186/
https://www.ladigetto.it/Contents/ContentItems/49g19re1h1e04w33ex2pv8snwj
https://submarinefamily.uk/people/tomkinson-edward-philip/
https://www.ocean4future.org/savetheocean/archives/66700
https://www.wikiwand.com/it/articles/Battaglia_di_Capo_Matapan
Immagini:
https://twitter.com/lastoriaeleidee/status/1618223456168050688
https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Battle_of_Taranto?uselang=it
https://it.wikipedia.org/wiki/Notte_di_Taranto
https://it.topwar.ru/192394-sudba-linkora-vittorio-veneto.html
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https://underwatermalta.org/discover/hms-urge/
https://www.keymilitary.com/article/urge-fighghting-tenth
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https://www.marina.difesa.it/noi-siamo-la-marina/notizie/Pagine/capoteulada.aspx
https://issuu.com/rivista.militare1/docs/l_umbria_e_la_guerra_di_libia
https://www.giornidistoria.net/27-novembre-1940-la-battaglia-di-capo-teulada/
https://www.ocean4future.org/savetheocean/archives/66700
https://www.wikiwand.com/it/articles/Battaglia_di_Capo_Matapan
https://www.benitomovieposter.com/catalog/nave-bianca-la-p-19824.html?language=IT
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