L’edificazione della Chiesetta del Fabbricone. Il primo Anno Mariano a Serravalle.
Nel 1954, in occasione del primo Centenario della proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione, la Chiesa Cattolica celebrò il suo primo “Anno Mariano”. Per la prima volta nella Storia, il Santo Padre dedicò ufficialmente un anno del calendario al culto privilegiato ed universale della Beata Vergine.

L’8 dicembre 1953, Papa Eugenio Pacelli pubblicò l’Enciclica Fulgens corona, indicendo l'”Anno Mariano”. L’iniziativa fu solennemente inaugurato da Pio XII nella Basilica di Santa Maria Maggiore in Roma, con contemporanee ed analoghe cerimonie tenutesi nelle Cattedrali delle Diocesi di tutto il mondo. La cerimonia di chiusura si svolse il primo novembre 1954, nella Basilica Vaticana, con la solenne incoronazione della Madonna Salus Populi Romani. Contestualmente venne solennemente deliberata l’istituzione della Festa della Regalità di Maria, ricorrenza la cui celebrazione avrebbe dovuto svolgersi l’ultimo giorno del mese di maggio di ogni anno.
«…Le manifestazioni dell'”Anno Mariano” hanno avuto dovunque proporzioni spettacolari, coronate da un vero rinnovamento spirituale. É stato inoltre un anno ricco d’iniziative sociali, caritative e culturali…». [1]
Anche la Comunità Parrocchiale di Serravalle Scrivia visse con devozione i mesi di quel “tempo nuovo”, rispondendo alla chiamata alla preghiera ed alle opere di fede lanciata dal Pontefice e fatta propria dal Vescovo di Tortona, Monsignor Francesco Rossi. Tra le varie iniziative organizzate dalla Parrocchia dei Santi Martino e Stefano per celebrare lo storico evento ed affidarlo alla memoria della Comunità locale, i fedeli Serravallesi scelsero di mobilitarsi anche per realizzare un nuovo luogo di devozione dedicato alla Beata Vergine, da erigere in una zona periferica del paese e più precisamente nelle campagne del quartiere Fabbricone, rione agricolo adagiato lungo la sponda della Scrivia. Dall’Arciprete di Serravalle, Edoardo Boveri, venne così avviata una pubblica sottoscrizione per finanziare l’opera, partecipata da numerosi cittadini delle più diverse condizioni economiche ed estrazioni sociali.
Furono contattate e coinvolte alcune aziende locali resisi disponibili a fornire i necessari materiali edili; nonchè le maestranze pronte ad offrire la loro manualità nel futuro cantiere. Il progetto dell’edificio fu realizzato da Nani Ferrari. Il 24 ottobre 1954 si svolse la cerimonia di benedizione ed inaugurazione della chiesetta.

L’elenco di coloro che contribuiro all’iniziativa allinea alcune delle famiglie più in vista del paese. La Famiglia Balbi della Cascina Spalangrana donò il terreno su cui edificare la cappelletta, la Famiglia Ponte del vicino frantoio, mise a disposizione sabbia e ghiaia, la Segheria Raviolo lavorò il legname, la Fornace Cabella offrì ben mille mattoni. All’interno del tempio venne collocata un’artistica statua lignea raffigurante la la Madonna di Fatima, offerta dalla Famiglia del Commendator Salvatore Magrì. [2]
Nel 1960 il piccolo tempio venne ampliato: «…Il desiderio dei parrocchiani della Frazione è soddisfatto: l’ampliamento della minuscola Cappella è una bella realtà. Il primo merito e quindi il primo grazie va al Sig. Balbi Clemente proprietario del terreno che ne ha fatto dono alla Parrocchia. Ora può contenere fino a cinquanta persone! Ne sono tutti soddisfatti, ed a ragione. La Chiesetta ora non solo è più ampia, ma è graziosa. Ha un gusto, una linea che rivela una mente direttiva di artista. A croce latina, ha esternamente e nell’interno un movimento di linee che la rende subito piacevole anche al più profano. La decorazione poi, semplice e delicata nei Ecco la trascrizione del testo dell’immagine: simboli e nelle tinte, e l’affresco sulla porta d’ingresso riproducente l’Apparizione a Fatima, danno un tono di raccolta religiosità. Il merito di tutto questo va al caro Pittore Salsa, sempre giovanile quando ha il pennello in mano. Una ben meritata lode va pure data alla Impresa Edile dei giovani muratori Denegri – Raviolo che, cresciuti alla scuola del Capo M. Alice, possono già vantare la costruzione di una Chiesa che, pur nelle modeste proporzioni, richiedeva competenza nell’esecuzione del disegno. La spesa si è potuta contenere entro le L. 540.000 circa, grazie alle seguenti prestazioni gratuite, di cui diamo atto additandoli tutti alla pubblica riconoscenza: Impresa Denegri – Raviolo, sensibile sconto sul prezzo delle giornate lavorative. Frantoio Sesa: sabbia e misto. Ponte Angelo: 5 trasporti materiale, Fossati Carletto: n° 2 finestre in ferro, Baiardi Segheria uso sega e lavori vari, Robbiano Aldo: 2 trasporti con furgoncino. Il lavoro è stato affrontato con un fondo attivo degli anni precedenti di L. 239.100 e con le offerte raccolte da famiglie e Ditte e con una piccola lotteria, iniziative che han dato un avanzo utile di L. 51.000. Per le rimanenti L. 250.000 circa di passivo, le Priore della Chiesetta confidano nel buon cuore di qualche Signore; ed offrono fin d’ora tutto il loro impegno anche per gli anni venturi, come già han fatto negli scorsi anni nel raccogliere le offerte e organizzare la Festa. A loro, Bricola Lina e Boveri Maria, tutta la riconoscente ammirazione per lo zelo con cui curano il decoro della Chiesetta e la riuscita della Festa…». [3]
[1] https://www.latheotokos.it
[2] “La Buona Parola“, Bollettino della Parrocchia dei Santi Martino e Stefano di Serravalle Scrivia, nr. 9, Anno 1954
[3] “La Buona Parola“, Bollettino della Parrocchia dei Santi Martino e Stefano di Serravalle Scrivia, nr. 9, Anno 1960
Fonti ed Immagini
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