BALBI, Luigi

Luigi Giuseppe Clemente Balbi (di Giovanni Balbi e Albina Magrassi / Serravalle Scrivia, 9 ottobre 1865 / Serravalle Scrivia, 11 giugno 1955).

Ingegnere del Comune di Genova, massone, primo segretario politico del fascio di Serravalle Libarna, schedato nel Casellario politico centrale dal 1938 al 1942, sovversivo, antifascista, ammonito.

Balbi Luigi, nato il 9 ottobre 1865, a Serravalle, ingegnere a riposo del Comune di Genova, massone, esponente della prima ora del fascio serravallese, nel 1923 fu protagonista di una singolare caso di dissidentismo interno al Partito fascista locale. Inviso alle gerarchie di partito venne segnalato ed iscritto al Casellario politico centrale del Ministero dell’interno, come “antifascista”. L’ingegner Balbi (ritratto nella foto segnaletica a lato, tratta dal fascicolo personale del Casellario politico centrale, conservato all’Archivio di stato di Roma) come si legge in una nota della prefettura di Alessandria, datata 1 aprile 1938, indirizzata al Casellario politico centrale, «…ha sempre militato nella massoneria di palazzo Giustiniani (Ordine iniziatico del grande oriente d’Italia ndr.), sorto il movimento fascista, lo favorì ed in Serravalle Libarna costituì il fascio di combattimento, del quale fu il primo segretario politico. Nel 1923, però, quando fu dichiarata l’incompatibilità tra massoneria e fascismo, il Balbi con una lettera sdegnosa si dimise dal P.n.f. (partito nazionale fascista ndr.) dichiarando di voler rimanere libero “pensatore”, convinto e fedele massone…».

Così prosegue il rapporto: «…Da allora il suo atteggiamento fu di aperta avversione per il fascismo e tale è tutt’ora. Il 27 maggio 1928 venne denunciato in istato di arresto per mancato omicidio, in persona del segretario politico del fascio di combattimento di Serravalle Libarna, ma con sentenza in data 18 settembre 1928 di questo giudice Istruttore fu assolto perché il fatto non costituisce reato. Verso gerarchie e autorità risulta essersi comportato in modo irriverente e non ha mai partecipato alle manifestazioni patriottiche, dimostrando così i suoi sentimenti ostili al Regime. In una sua lettera in data 7 settembre 1937, diretta ad un industriale di Genova, tale Traverso Armando fu Ernesto, a carico del quale la questura ebbe ad avanzare proposta di assegnazione al confino, il Balbi ribadisce i suoi principi, mettendo in evidenza la sua mentalità irriducibilmente antifascista. Pertanto si è resa necessaria l’adozione nei suoi riguardi  del provvedimento dell’ammonizione, in luogo del confino di polizia, al qual non è stato assegnato perché inidoneo a sopportare il Regime. L’ammonizione è stata deliberata dalla locale Commissione provinciale il 2 del corrente mese di marzo…». 

Il 7 marzo 1939, l’ufficio territoriale del governo di Alessandria riferiva positivamente in merito alla condotta dell’ingegner Balbi : «…conduce vita ritirata e non da luogo a lagnanze col suo comportamento politico. Nei suoi confronti viene continuata la consueta azione di vigilanza…» Analoghe considerazioni constano da successivi informative del 28 settembre 1939 e del 28 febbraio 1942, dove tuttavia si va ben specificando: «…Non avendo finora dato sicure prove di ravvedimento, non lo si ritiene meritevole di essere radiato dal novero dei sovversivi… continuata la consueta azione di vigilanza…».