SCIUTTO, Pietro Carlo

Pietro Carlo Sciutto (Stazzano, 3 ottobre 1896/).

Ferroviere, muratore, politico, antifascista, comunista, schedato nella Rubrica di frontiera, schedato nel Casellario politico centrale (sovversivi) dal 1928 al 1939.

Diverse furono le mete dell’emigrazione di antifascisti italiani, una diaspora che seguì anche le rotte dirette in sud America, il Brasile e l’Argentina in particolare. L’immigrazione italiana in Argentina fu caratterizzata significativamente da connotati politici, sin dalla seconda metà dell’Ottocento: operai, contadini, disoccupati, ma anche fuoriusciti liberali, repubblicani, anarchici, anticlericali, socialisti e comunisti, videro nel paese sudamericano una terra nuova dove cercare il proprio riscatto, migliorando la loro condizione economica con quel lavoro che in Italia non c’era, ma anche uno spazio aperto dove esprimere liberamente il loro credo politico e la propria idea di società.

Tra i molti che decisero di attraversare l’Atlantico, a bordo di piroscafi come il “Giulio Cesare” sulla linea Genova – Buenos Aires (nella foto di lato, tratta dal sito www.ligurinelmondo.it, il “Giulio Cesare” alla banchina del porto di Genova nel 1929), per sfuggire alla persecuzione politica del Regime, Pietro Carlo Sciutto, nato a Stazzano (AL), il 3 ottobre 1896, residente a Pasturana (AL) dal 1915 al 1922, emigrato a Buenos Aires (Argentina), ferroviere, muratore, politico, comunista. La sua figura è ben tratteggiata in un’informativa datata 15 dicembre 1928, trasmessa dalla prefettura di Alessandria comunica al Ministero dell’interno: «…congedatosi dal servizio militare nel  1919, trovò impiego quale ferroviere avventizio allo scalo di Novi Ligure, da dove venne licenziato nel 1922 per poco rendimento… Residente a Pasturana dal 1915 al 1922… nel 1919 fu nominato Vicesindaco di detto Comune e presidente di quella Società di mutuo soccorso. Istituì anche una sezione social comunista con 30 iscritti.

Approfittando della sua carica e facendo pressioni presso il Sindaco sovversivo di allora tentò di ottenere l’esproprio della sacrestia della chiesa di quella Confraternita della S.S. Trinità per istituirvi una cooperativa di consumo socialista. Ciò non ottenne per l’opposizione dell’Autorità politica circondariale  e del parroco di Pasturana, Baldi Don Angelo. Lo Sciutto distribuiva ai soci della sezione social comunista il giornale “L’ordine nuovo” organo del Partito comunista. Fu uno dei più accaniti avversari locali del Partito Fascista e provocò diversi incidenti senza conseguenze. In seguito all’avvento fascista, decaduto da tutte le cariche che occupava, il 12 dicembre 1922, espatriò in America con regolare passaporto. Attualmente risiede a Buenos Aires…».  Il 6 giugno 1929 l’Ambasciata d’Italia di Buenos Aires (Argentina), in risposta a pregressa corrispondenza con l’ufficio territoriale del Governo di Alessandria, relaziona in merito alla condotta dello stazzanese: «…attualmente esercita il mestiere di muratore… visse per qualche tempo… in casa del costruttore edile Ferrari Emilio F. … Egli risulta abbonato al noto libello “L’Italia del popolo”, ed aderente all’Alleanza Antifascista Italiana, i cui comizi ed adunate frequenta assiduamente…». L’immigrazione italiana in Argentina fu caratterizzata significativamente da connotati politici, sin dalla seconda metà dell’Ottocento: operai, contadini, disoccupati, ma anche fuoriusciti liberali, repubblicani, anarchici, anticlericali, socialisti e comunisti, videro nel paese sudamericano una terra nuova dove cercare il proprio riscatto, migliorando la loro condizione economica con quel lavoro che in Italia non c’era, ma anche uno spazio aperto dove esprimere liberamente il loro credo politico e la propria idea di società.

L’organizzazione del Partito socialista in Argentina risale al 1894 e gli italiani ebbero una parte importante nella fondazione, nell’organizzazione e nella propaganda della nuova formazione politica, soprattutto tra gli immigrati e nel mondo sindacale. Nel 1918 nacque anche il Partito comunista. Una significativa presenza di emigrati italiani antifascisti iniziò nel 1922, attiva con pubblicazioni e comizi contro Mussolini ed il Regime, un’attività che coinvolse i partiti di sinistra, il Partito repubblicano, il mondo anarchico e l’associazionismo mutualistico. Le diverse anime dell’antifascismo argentino cercarono di trovare una sintesi unitaria nell’organizzazione dell’“Alleanza antifascista argentina” che con alterne fortune operò dal 1925 al 1930, quando venne messa fuori legge dal governo golpista antidemocratico guidato dal generale José Uriburu, salito al potere con la forza, deponendo il presidente eletto, il Radicale Hipólito Yrigoyen. Tra le pubblicazioni della stampa antifascista italiana d’Argentina figurava “L’Italia del popolo”, giornale clandestinamente esportato e distribuito anche in Italia e qui inserito nella lista dei “fogli sovversivi”, oggetto di sistematici sequestri da parte della polizia.

Il 12 febbraio 1938, la Prefettura di Alessandria, informa il Ministero dell’Interno, precisando che Sciutto «…non ha più fatto ritorno nel Regno e secondo quanto affermano i famigliari residenti a Pasturana, troverebbesi tuttora a Buenos Aires… Non si hanno però comportamenti sul suo comportamento politico…». Un’aggiornamento d’Ambasciata datato 7 agosto 1938 riferisce che Sciutto «…lavorerebbe da muratore e sarebbe affiliato al relativo sindacato, alle cui contribuzioni in favore della Spagna rossa avrebbe contribuito…». Ultimo rapporto del 20 luglio 1939 precisa che egli continuerebbe a frequentare saltuariamente i locali gruppi sovversivi ed antifascisti, senza peraltro svolgere speciali attività.

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