Salita delle Ghiacciaie (Anvea)

dal Vocabolario e Grammatica della Lingua Serravallese
di Roberto Allegri – Ed Joker
Ubicazione della Salita delle Ghiacciaie

Piazza Don Bonaventura, a Serravalle, è racchiusa tra quattro edifici (Il Palazzo Municipale, da cui la separa via Tripoli , la (ex) Casa del Giovane, la Chiesa Collegiata e, a sud-est gli edifici sulla Salita delle Ghiacciaie, altrimenti nota come l’Anvea – (vv.).
La Salita è uno dei luoghi più suggestivi di Serravalle sia per la posizione, sia per l’insieme armonico e sobriamente elegante delle case che vi si affacciano. La bella scalinata, munita di ringhiere  e balaustre a colonnine ne fanno un angolo che stimola l’immaginazione. E immaginando si rivede il tutto quando ancora non era stato “oltraggiato” dal tempo: con i muri integri, gli infissi colorati, i tetti in ordine, le piante dai fiori sgargianti sui davanzali e lungo le scale e il gran via vai delle persone. Sì, doveva essere un luogo abbastanza frequentato, sia perché le case erano tutte  abitate e le famiglie molto più numerose di quelle di oggi, sia perché vi era una rinomata osteria (l’ustería da Maréina) e, infine, perché attraverso la salita si raggiungeva L’anvea. D’inverno si raggiungeva la grotta per accumulare e pressare la neve che si sarebbe trasformata nel ghiaccio che avrebbe conservato, in estale, la carne e gli altri alimenti dei serravallesi e avrebbe consentito loro di fare sorbetti, granite e gelati. Questa pratica è continuata a lungo anche se, la vendita di grossi blocchi di ghiaccio per refrigerazione già nell’Ottocento era prassi abbastanza comune, e sostituiva il più arcaico uso delle neviere.

Un’anvea decisamente più grande si trova alle falde del castello. Chi, fra noi, l’ha vista la descrive come “un vano all’incirca cilindrico …di parecchi metri di diametro ed almeno altrettanti di profondità. Calavano con ceste e secchi, tramite corde, etichettando le varie proprietà. E’ probabile che usassero anche una scala. L’accesso era abbastanza piccolo, una porticina non piu alta di un metro e mezzo e larga meno di un metro…”

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Benito Ciarlo

Calabrese di Montalto Uffugo (CS), dov'è nato nel 1950. Vive a Serravalle Scrivia (AL) dal 1968. Ha lavorato In Europa Metalli (ex Delta) come esperto di tutela dell'ambiente e responsabile della prevezione degli infortuni sul lavoro, svolgendo anche le mansioni di responsabile delle pubbliche relazioni. Appassionato di dialetti italiani e di Letteratura Medievale, ha svolto numerose serate di divulgazione delle opere di Dante Alighieri presso la Biblioteca Allegri. Insegna "Divina Commedia" all'Università della terza Età UNITRÈ Arquata-Grondona. Ha scritto e pubblicato Racconti e Raccolte di Poesie (in lingua e vernacolo) .